Nonostante l’Italia sia ancora indietro rispetto agli altri paesi dell’UE in fatto di digitalizzazione, la pandemia da Covid-19 ha portato a un’accelerazione significativa in questo campo. Dalle amministrazioni alle imprese, tutti concordano che il settore digitale avrà un ruolo fondamentale nella ripresa dalla crisi legata all’emergenza sanitaria. Il Veneto è certamente al passo coi tempi per quanto riguarda questi cambiamenti, e sta già implementando diverse misure per aumentare la diffusione del digitale al servizio di cittadini e imprese.
Pubblica amministrazione e gestione dei dati
La Regione Veneto punta su una migliorata connessione tra territorio e cittadini, grazie a cui coltivare le conoscenze condivise dalla comunità, rendere le aziende più competitive, e offrire ai cittadini servizi migliorati e più accessibili. Sfruttando le notevoli potenzialità del digitale si spera di snellire la burocrazia e favorire un’interazione semplificata tra i cittadini e la pubblica amministrazione.
Una delle iniziative che vanno in questa direzione è il progetto MyPortal, che mira a creare un punto di contatto unico tra il cittadino e il suo comune di residenza. Si avrà così accesso facilitato a documenti e servizi online, senza doversi recare di persona in un ufficio. Questo porta non solo a una maggiore comodità per le persone, ma anche alla possibilità di affinare le competenze digitali e ridurre così il digital divide. Le amministrazioni locali venete che utilizzano questo prodotto sono già 180.
Il progetto Veneto Smart Region punta invece a ottimizzare la gestione del territorio grazie a un utilizzo intelligente e mirato dei dati. Una rete di sensori in diverse città acquisirà dati che saranno poi analizzati per migliorare il processo di amministrazione locale in modo innovativo.
Digitalizzazione delle piccole e medie imprese
In Veneto, anche le piccole e medie imprese si stanno muovendo rapidamente in direzione del digitale. Le MPI legate al settore hanno visto una crescita dell’occupazione del +15,8% negli ultimi cinque anni, e non si prevedono rallentamenti a questo trend.
Secondo Roberto Boschetto, presidente di Confartigianato Imprese Veneto, la ripresa economica è legata strettamente al processo di trasformazione digitale, che traina la risalita di molti settori. Tra i fattori determinanti troviamo la crescente richiesta di servizi digitali e l’aumento esponenziale delle vendite tramite e-commerce. Le vendite online sono cresciute del 27,8% nei primi mesi del 2021, e il numero di pmi che vendono tramite piattaforme in linea è raddoppiato rispetto al 2019. Sebbene il processo di digitalizzazione fosse già in corso, la pandemia ha dato una grossa spinta obbligando a trasferire online lavoro, vita sociale e intrattenimento. In seguito a lockdown e restrizioni, l’Italia è in testa per numero di micro, piccole e medie imprese che si sono digitalizzate (51,2%) se paragonata agli altri paesi della UE.
Uno sguardo al futuro
È chiaro, dunque, che il futuro sarà sempre più digitale. Insieme alla sostenibilità, questa è infatti una delle più importanti tendenze che guideranno la ripresa negli anni a venire.
Dal punto di vista individuale, questo può indicare la strada da prendere per entrare o rientrare nel mercato del lavoro. Ad esempio, investire in un corso da web developer intensivo come quello offerto da aulab che insegna solide basi di coding, oltre agli strumenti fondamentali per questa professione, è un’opzione da non sottovalutare. Con la nascita di piattaforme per e-commerce, la richiesta di applicazioni web e di servizi digitali innovativi, aumenterà anche di pari passo la necessità di impiegare professionisti in grado di gestirli.
La digitalizzazione, in questo senso, aiuterà la ripresa non soltanto nel settore pubblico e per le imprese. Per chi sappia sfruttare le occasioni di questo momento storico si aprono infatti interessanti prospettive anche a livello individuale, formandosi e acquisendo competenze che saranno fondamentali sul mercato del lavoro.
