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Morti sul lavoro in Veneto a marzo 2026: 21 vittime, come nel 2025

Dopo il calo di gennaio-febbraio il Veneto entra in zona rossa, seconda solo alla Lombardia per decessi

A Padova la maglia nera per numero di vittime totali, seguita da Verona, Treviso e Vicenza. In zona rossa Belluno, Padova e Verona. Quasi la metà sono vittime straniere. Stabile il numero degli infortuni: quasi 18 mila.

“Dopo un primo bimestre in cui le vittime sul lavoro in Veneto erano quasi dimezzate rispetto al 2025, il bilancio dei primi tre mesi del 2026 si chiude con numeri invariati, rispetto allo scorso anno, interrompendo il segnale positivo finora registrato. I decessi totali, infatti, sono 21, come nel 2025. Di questi, 16 sono avvenuti in occasione di lavoro e 5 in itinere. Un quadro che riporta il Veneto in zona rossa, dopo il precedente posizionamento in zona gialla, e che conferma la necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della formazione e dei controlli”. L’Ing. Mauro Rossato, alla guida dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, commenta con queste parole i risultati dell’ultimo monitoraggio condotto dal suo gruppo di specialisti.

Per individuare le aree più fragili dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio mestrino elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.
La zona rossa, nella quale si colloca attualmente il Veneto, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale.

A fine marzo 2026, il rischio di infortunio mortale in Veneto (7,3 morti per milione di occupati) risulta ben superiore rispetto alla media del Paese, pari a 5,7. Belluno fa rilevare il dato più alto della regione (indice di 22,7) e si colloca in zona rossa insieme a Padova (11,4) e a Verona (7,1). Venezia è in zona gialla (5,3), insieme a Vicenza (5,2) e a Treviso (5,0). Solo Rovigo in zona bianca (con indice pari a 0,0).

Sono 21 i decessi rilevati a fine marzo 2026 (come nel 2025), 16 dei quali registrati in occasione di lavoro (3 in più dello scorso anno). Si contano 6 vittime in provincia di Padova. Seguono: Verona (4), Vicenza e Treviso (3), Belluno e Venezia (2), Rovigo (1).

Alla fine di marzo 2026 le denunce di infortunio totali risultano in lieve aumento rispetto al 2025: erano 17.219 e ora sono 17.749.

La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (3.477), seguita da: Padova (3.463), Vicenza (3.347), Treviso (3.292), Venezia (2.855), Belluno (811) e Rovigo (504).

Sono 6.207 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (4.960 in occasione di lavoro) e 11.542 quelle degli uomini (10.244 in occasione di lavoro).

Le denunce dei lavoratori stranieri ammontano a 4.419, delle quali 3.707 si sono verificate in occasione di lavoro. Tra i lavoratori deceduti in regione, le vittime straniere sono 8.

​Alla fine di marzo 2026 le Attività Manifatturiere si confermano al primo posto per numero di denunce di infortunio in occasione di lavoro (2.944). Seguono i settori: Costruzioni (1.035), Commercio (873), Trasporto e Magazzinaggio (773) e Sanità (772).

L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa. Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.

La zonizzazione utilizzata dall’Osservatorio Sicurezza e Ambiente Vega Engineering dipinge il rischio infortunistico nelle regioni italiane secondo la seguente scala di colori:

Bianco: regioni con un’incidenza infortunistica inferiore al 75% dell’incidenza media nazionale
Giallo: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il 75% dell’incidenza media nazionale e il valore medio nazionale
Arancione: regioni con un’incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale e il 125% dell’incidenza media nazionale
Rosso: regioni con un’incidenza infortunistica superiore al 125% dell’incidenza media nazionale

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