
“La vicenda della donna bellunese che, seppure provocatoriamente, ha messo in vendita un rene su internet per pagarsi i danni di Vaia è emblematica. Solleciterò nuovamente la Commissione europea a darmi una risposta sull’attivazione del Fondo europeo di solidarietà. Ogni livello istituzionale deve fare la sua parte”.
A dirlo è l’europarlamentare del Gruppo Conservatori e Riformisti ECR-Fratelli d’Italia Remo Sernagiotto che già nelle settimane scorse aveva interrogato la Commissione UE sull’attivazione del Fondo di solidarietà, attivazione che era stata richiesta una prima volta – dallo stesso Sernagiotto – il 12 novembre 2018 nel corso di una seduta plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo.
“L’attivazione del Fondo passa attraverso il Governo italiano. Nell’interrogazione presentata ho chiesto se l’Esecutivo nazionale ha fatto la richiesta e i passaggi ufficiali del caso e come la stessa Commissione intenda muoversi. Mi auguro di avere una risposta già nei prossimi giorni. Di certo, ci sono stati dei ritardi ed è mio obbligo capire dove sono stati accumulati”.
“I comuni colpiti sono stati eroici nell’affrontare l’emergenza, la comunità – attraverso la Provincia, le Unioni montane, gli operatori del soccorso, tutti i soggetti coinvolti – ha fatto miracoli, attivando fondi e strumenti ad hoc, ma serve fare di più per una ricostruzione reale, programmata e duratura”.
“Il Fondo di solidarietà europeo è stato attivato per i terremoti dell’Italia centrale e per le alluvioni del 2010. Vaia non è stata da meno. Si è trattato di un evento straordinario, come ho sottolineato sia nel mio intervento in aula – all’indomani del sopralluogo effettuato con il sindaco di Calalzo Luca De Carlo – sia nell’interrogazione stessa”.
“Le popolazioni colpite del Nordest hanno risposto con una dignità esemplare. Questo non significa che non ci siano più problemi”, la conclusione di Sernagiotto.
