L’Associazione Belluno-DONNA manifesta grande preoccupazione in merito alla paventata soppressione della figura territoriale delle Consigliere di Parità, che – da quanto si legge sullo schema di decreto legislativo presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – verrebbero sostituite da un unico organismo nazionale centralizzato composto da quattro componenti e un Presidente, deputato a gestire le discriminazioni (e dunque anche le molestie) sui luoghi di lavoro segnalate da tutto il territorio nazionale.
Il venire meno sui territori di figure quali le Consigliere di Parità territoriali, di fatto, vanifica l’accesso alle tutele predisposte per quelle vittime di discriminazione e di molestie che si trovano in zone geograficamente lontane e ancor più in zone montane come il bellunese, dove la prossimità delle istituzioni rappresenta una condizione essenziale per garantire l’effettivo esercizio dei diritti.
Il Centro Antiviolenza, in questi anni, ha avuto modo di collaborare con la Consigliera in diverse occasioni, sia per iniziative di sensibilizzazione sulle tematiche delle molestie sui luoghi di lavoro, sia per affrontare in sinergia casi gravi di violenza subiti da lavoratrici da parte dei propri colleghi.
La Consigliera provinciale è un importante presidio di ascolto della vittima di discriminazione, offre una consulenza sugli strumenti di tutela a disposizione di quest’ultima, garantisce un intervento immediato e tempestivo per la messa in sicurezza della vittima da parte del datore di lavoro nei casi più gravi, favorisce la mediazione tra le parti sociali.
È impensabile che tutto questo possa essere garantito da un Organismo centralizzato, ove l’ascolto personale è destinato ad essere sostituito da una pec, ove le vittime diventeranno necessariamente dei numeri e le tempistiche di risposta saranno inevitabilmente dilatate.
Ci auspichiamo, pertanto, che la politica locale si adoperi per difendere la figura della Consigliera.
Associazione Belluno-Donna
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