Belluno, 30/03/2026 – Nella suggestiva cornice del Granaio di Villa Buzzati, la rassegna “Stampare fuori dalle righe” ideata e curata da Martina Gennari, Alfonso Lentini e Valentina Morassutti, ha ospitato un incontro profondo e visionario. Daniela Zangrando, direttrice del museo d’arte contemporanea Burel, ha presentato la sua ultima creatura: il Giornaletto clandestino. Il progetto non è una testata giornalistica tradizionale, ma un vero e proprio “dispositivo culturale” che sfida le logiche del mercato per farsi spazio di pensiero puro.
Il Giornaletto si presenta come un foglio A3 stampato fronte-retro, distribuito informalmente ogni tre settimane fino al 13 giugno 2026. Ospita interventi di artisti, studiosi e scrittori chiamati a riflettere sul concetto di comunità. “Il museo è piccolo, due stanze e mezza – ha spiegato Daniela Zangrando – ma l’obiettivo è collegare il territorio alle urgenze del contemporaneo”.
Il progetto si inserisce nel quadro concettuale di Masquerade, una “parata di esseri” che esplora la multiformalità: dall’umano all’animale, dal vegetale al tecnologico. Attraverso la parola, il Giornaletto cerca di sondare un terreno scivoloso, privo di certezze, dove ogni uscita diventa un evento espositivo su carta.

Durante la serata, la direttrice ha tracciato un filo rosso tra la sua ricerca artistica e alcuni modelli storici e poetici fondamentali:
On Kawara: l’artista giapponese celebre per i suoi 900 telegrammi “I am still alive” (sono ancora vivo) inviati ai suoi amici dal 1968 al 2000. Un richiamo alla persistenza dell’essere e alla potenza di un messaggio ripetuto nel tempo.
Gustav Metzger: padre dell’arte autodistruttiva. Zangrando ha citato le sue tele lacerate a Londra nel 1961: un gesto che non è nichilismo, ma la dimostrazione che nella distruzione emergono sempre nuove forme creative.
“Non Mollare”: il celebre giornaletto antifascista del 1925. Un riferimento affettivo e politico, suggeritole dalla nonna novantasettenne, che incarna l’idea di una resistenza legata indissolubilmente al pensiero e alla cultura.
In un mondo dominato dalla velocità, il Giornaletto clandestino rivendica il tempo della riflessione. Ogni numero ospita pochi interventi, ma “corposi”, frutto di dibattiti e scambi intensi tra curatori e autori. È, nelle parole di Zangrando, un “atto di cura della parola”.
Per chi volesse sfogliarlo, il Giornaletto è disponibile al Museo Burel ogni sabato mattina o in vari punti scelti della città di Belluno, pronto a intercettare sguardi curiosi e menti disposte a resistere “fuori dalle righe”.
