Belluno, 19 novembre 2025 – In vista delle elezioni regionali del Veneto del 23 e 24 novembre, la lista Alleanza Verdi Sinistra organizza un incontro pubblico dedicato alla sanità bellunese, con l’obiettivo di analizzare criticità e avanzare proposte concrete per il rilancio del sistema sanitario locale.
L’evento, intitolato “Focus sulla Sanità Bellunese: Problemi e Proposte”, si terrà giovedì 20 novembre alle ore 18:00 presso la Sala Luciani del Centro Congressi Giovanni XXIII, sita in Piazza Piloni 11, Belluno.
Interverranno professionisti del settore sanitario che operano quotidianamente sul territorio:
• Davide Mazzon, anestesista rianimatore
• Alessandra Turrin, presidente commissione d’albo ordine professioni
infermieristiche – Belluno
• Fabio Candeago, psichiatra
• Emilia Padoin, medico di medicina generale
A concludere l’incontro sarà Mimmo Risica, cardiologo e collaboratore di Emergency e Mediterranea Saving Humans, indicato da Giovanni Manildo come assessore alla sanità in caso di vittoria della coalizione di centrosinistra.
Saranno presenti le candidate e i candidati della lista provinciale di Alleanza Verdi Sinistra.
L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza e vuole essere un momento di ascolto, confronto e partecipazione attiva, per ribadire-come già fatto all’incontro di Tai di Cadore La sanità che vogliamo, la salute per tutti dell’11 novembre scorso- la contrarietà di AVS alla privatizzazione dei servizi sanitari e al depauperamento dei presidi ospedalieri nelle aree
montane.
Per la sanità in provincia di Belluno, infatti, AVS chiede e si impegna a portare in Consiglio regionale la garanzia della copertura dei posti di Medici di medicina generale e di guardia medica, il potenziamento del servizio di trasporto di emergenza/urgenza in orario diurno e notturno oltre che il potenziamento dei servizi di telemedicina e la salvaguardia
della rete degli ospedali pubblici in un’ottica policentrica.
Da programma, Alleanza Verdi-Sinistra ritiene che, in un’ottica globale di benessere della persona e per favorire la residenzialità, siano necessari un aumento almeno del 30% del Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (+150 milioni €/anno), al fine di garantire l’adeguamento del fondo per le rette dei centri servizi anziani (fermo dal 2009!) e il potenziamento dei centri di salute mentale e dei servizi territoriali, in estrema sofferenza
specialmente dopo il Covid, attraverso l’assunzione di psicologi e di personale medico e infermieristico. Infine, sarebbe essenziale finanziare adeguatamente la rete dei servizi sociali territoriali nel delicato passaggio verso la costituzione degli Ambiti Territoriali Sociali, corrispondendo alla Montagna Veneta e alle aree interne il differenziale montagna.
