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martedì, Aprile 21, 2026
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Comando Provinciale Carabinieri: reati in calo. Il bilancio dell’attività svolta.

Comando provinciale dei carabinieri – Belluno

Il 2024 si sta concludendo ed è tempo di bilanci anche per i Carabinieri del Comando Provinciale di Belluno.

Potendo contare su una capillare diffusione sul territorio ove l’Arma è presente con 3 Compagnie (Belluno, Feltre e Cortina d’Ampezzo) e 23 Stazioni e forte di un’efficace sinergia e coordinamento tra il Reparto Operativo (costituito dai Nuclei Investigativo e Informativo) con i Reparti Forestali e Reparti Speciali competenti sul territorio, il Comando Provinciale di Belluno ha tirato le somme di un intenso anno di attività sull’intero territorio, laddove l’Arma assicura i servizi di prevenzione in favore delle comunità dei 60 Comuni della provincia, perseguendo oltre il 73% di tutti i reati perpetrati nella provincia.

Colonnello Enrico Pigozzo, comandante provinciale dei carabinieri

“Siamo certi che il servizio svolto sia stato reso nell’interesse primario del cittadino, verso il quale forze dell’ordine e giornalisti hanno un dovere di onestà che impone di raccontare sempre e solo i fatti – ha detto il comandante, colonnello Enrico Pigozzo nel presentare il bilancio dell’attività svolta – cercando di far comprendere come la sicurezza di un territorio sia un bene prezioso che va difeso da tutti coloro che, come i Carabinieri, quel territorio lo amano e proteggono. Per questo, a Voi tutti, il nostro ringraziamento. L’attività 2024 dell’Arma è stata molto intensa, soprattutto per assicurare, attraverso il più ampio sforzo nella pianificazione e impiego delle forze sul fronte della prevenzione, le migliori condizioni di sicurezza e di sviluppo. Per questo voglio ringraziare tutti i miei Carabinieri che prestano servizio nella provincia di Belluno, perché con grande sforzo ed impegno, nonostante le tante difficoltà, hanno agito sempre con grande senso di responsabilità e dedizione nel servizio in favore delle loro comunità”.

OLTRE 85.500 CHIAMATE AL 112, QUASI 29.000 INTERVENTI
Nel corso del 2024 le Centrali Operative delle tre Compagnie Carabinieri, veri front office
dell’Arma, hanno garantito H24 la gestione del pronto intervento 112, ricevendo 85.641 chiamate, pervenute al numero di emergenza (68.632 nel 2023, +25 %), con una media giornaliera di 304 telefonate, dalle quali sono scaturiti 28.766 interventi operativi (25.388 nel 2023), di cui 13.554 per soccorso, 927 per incidenti stradali (aumentati del 49%, rispetto al 2023, quando se ne sono registrati 621) e 18.468 per fornire informazioni utili ai cittadini, segno della fiducia riposta nell’Arma dalle comunità che si rivolgono al numero di emergenza dei Carabinieri.

ATTIVITÀ PREVENTIVA: + 53% I SERVIZI DI PATTUGLIA, LE GAZZELLE DELL’ARMA FANNO 37 VOLTE IL GIRO DELLA TERRA
Imponente è stata l’attività preventiva svolta su tutto il territorio che ha visto impegnati uomini e donne dell’Arma dei Carabinieri in servizi automontati, appiedati o di Carabiniere di Quartiere.
Nel 2024 sono stati effettuati 38.274 servizi di controllo del territorio, + 53% rispetto al 2023, grazie al grande impegno profuso sia in termini organizzativi che operativi. Nel corso dei diversi servizi sono stati controllati nel 2024 ben 48.253 veicoli, identificate 59.894 persone e percorsi un totale 1.583.108 chilometri su tutte le arterie stradali e centri abitati dell’intera provincia, una distanza che vale più di 37 volte il giro della terra.
Nel corso dei servizi, grande è stato l’impegno anche per le attività sicurezza e soccorso stradale.
Nell’anno appena trascorso i Carabinieri che, operando in tutto il territorio provinciale, devono rispondere a più del 80% delle chiamate per incidenti, hanno rilevato 487 sinistri stradali, di cui 286 con feriti, per un totale di 324 persone che hanno riportato lesioni e 24, purtroppo, con decessi.
Sempre nell’ambito della sicurezza stradale sono state elevate 1.637 sanzioni al codice della strada e sottoposti a test alcolemico oltre 500 conducenti, dei quali 165 sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria. Inoltre sono state denunciate 18 persone poiché trovate alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, 5 per omicidio stradale, 25 resisi responsabili di gravi violazioni al codice della strada. Infine sono state ritirate 222 patenti di guida e sottoposto a sequestro e fermo oltre 160 veicoli.

L’ATTIVITÀ DI CONTRASTO: -24% I FURTI, +30% GLI ARRESTI, +25% L’ATTIVITÀ DI CONTRASTO AGLI STUPEFACENTI
Nel 2024 sono stati perseguiti 3.698 delitti (3.747 nel 2023) di cui oltre 1.000 con autori noti deferiti all’Autorità Giudiziaria. Sono stati invece 71 le persone tratte in arresto, il 30% in più rispetto allo scorso anno.
In particolare, l’attenzione posta alla prevenzione e contrasto del fenomeno dei reati contro il patrimonio ha consentito una notevole diminuzione dei furti e rapine. Infatti nel 2024 sono stati perseguiti 831 furti (-24% rispetto all’anno 2023), denunciando 128 persone e arrestandone 4. La diminuzione dei reati predatori, ha evidentemente risentito del grande impegno sul fronte della prevenzione, con oltre 30 servizi ad alto impatto operati dalle 3 Compagnie sui rispettivi territori, con l’impiego di decine di pattuglie per il contrasto allo specifico fenomeno.
A fronte delle 14 rapine perseguite nel 2023, nell’anno appena trascorso sono state perpetrare nell’intera provincia 19 rapine di cui 11 scoperte con 12 persone denunciate e 7 soggetti arrestati.
Va precisato, in questo caso, che non si tratta di rapine a banche, uffici postali o in villa, ma di eventi connotati da una dinamica diversa, giuridicamente inquadrabile nell’ambito del citato reato. Anche in questo caso, l’aumentata presenza sul territorio dell’Arma ha consentito di identificare la quasi totalità degli autori, grazie al repentino intervento operato dalle pattuglie del 112 o grazie ad articolate attività investigative condotte dai Reparti e Nuclei Operativi.
Anche l’attività antidroga ha avuto un forte impulso. Sono stati perseguiti 68 reati connessi allo spaccio, detenzione, produzione e consumo di stupefacenti. 33 le persone denunciate e 14 i soggetti arrestati. In totale sono stati segnalati alla prefettura 107 assuntori di sostanze stupefacenti (di cui 14 minori), ovvero il 25% in più rispetto all’anno 2023. Inoltre sono stati eseguiti 210 sequestri che hanno consentito di sottrarre al mercato illecito: 2.068 gr. di marijuana, 46 piante di marijuana, 4.426 gr. di hashish, 107 gr. di cocaina, 37 gr. di eroina, 850 gr. di altre tipologie di stupefacenti e 65 pasticche di ecstasy. Una stima del danno complessivo patito dai soggetti che gestiscono il mercato al dettaglio delle droghe, porta a considerare un mancato introito per loro, derivante dai sequestri
operati dai Carabinieri della provincia di Belluno, di oltre 100.000 euro.
In questo contesto sono state eseguite operazioni specifiche di contrasto:
– a settembre 2024 la Compagnia di Belluno ha arrestato un giovane trovato in possesso di 157 grammi di sostanza stupefacente tra cocaina, cocaina liquida, MDMA, anfetamina, ketamina, LSD, DMT, Ecstasy e hashish e la somma di 840 euro;
– l’operazione della Compagnia di Feltre condotta a novembre del 2024 che ha portato di
all’arresto di 9 persone e al sequestro di 4 kg di Hashish, 2,5 kg di marijuana, 32 piante di
marijuana, 24 gr di eroina, 28 gr. di cocaina, 100 gr. di ecstasy, 3 gr. di morfina, 500 ml di codeina, 415 gr. di metamfetamina, 305 gr. di ketamina e 50 pasticche Benzodiazepina.
Per quanto concerne l’attività di controllo nel settore della detenzione delle armi nel 2024 sono stati effettuati 221 tra controlli ispettivi e perquisizioni, e sequestrati 2.410 munizioni e 47 armi, tra le quali: 7 pistole, 29 fucili e 11 coltelli. Si tratta di armi illegalmente detenute o rinvenute in possesso di soggetti durante i controlli del territorio. Oltre alle armi sono stati altresì sottoposti a sequestro 75 bombe/bombe a mano, frutto dei controlli ai soggetti che ricercano residuati bellici. In totale sono stati deferiti in stato di libertà 26 soggetti e tratta in arresto 1 persona per reati connessi alle armi.
Massima attenzione è stata prestata al fenomeno della violenza di genere tra cui rientrano le condotte di maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenze sessuali. Sono state molte le richieste d’intervento per aggressioni a donne perpetrate nelle mura domestiche, in cui un tempestivo intervento dei Carabinieri, reso possibile solo grazie alla capillare ramificazione dell’Arma sul territorio della provincia, ha scongiurato che il reato venisse portato a ben più gravi conseguenze.
L’Arma dei Carabinieri, nel solo 2024, ha perseguito 18 casi di violenza sessuale, 76 di
maltrattamenti in famiglia, 43 di atti persecutori e ha effettuato 98 audizioni protette presso gli uffici appositamente dedicati alla ricezione delle vittime di tali reati e realizzate con il contributo di Soroptimist Italia. Nel contrasto a tale delicatissimo fenomeno l’Arma bellunese ha richiesto l’emanazione di 16 ammonimenti, applicato 20 braccialetti elettronici nei confronti degli autori di tali reati, arrestato in flagranza di reato 10 soggetti, sottoposto 3 persone alla misura cautelare in carcere e 1 agli arresti domiciliari, deferendo 163 persone all’Autorità Giudiziaria. Inoltre, le attività di indagine hanno consentito l’adozione di 20 misure cautelari divieto di avvicinamento e 12 allontanamenti dalla casa famigliare. Intensa anche l’attività di prevenzione, con decine di incontri presso scuole o eventi organizzati da enti e associazioni, in cui Ufficiali, Comandanti di Stazione e
personale specializzato, hanno promosso la cultura del rispetto e all’affettività.

TRUFFE AGLI ANZIANI
Anche le truffe ai danni delle persone anziane hanno richiesto un grande sforzo da parte dei
Carabinieri. Nel 2024 sono stati registrati numerosissimi tentativi di truffa, con oltre 300 chiamate al 112 che segnalavano le azioni dei truffatori che, in 35 casi, sono riusciti a portare a termine l’azione, per un danno complessivo stimato di circa 230.000 mila euro. Sono stati denunciati 9 soggetti all’Autorità Giudiziaria, ma l’attività di prevenzione attuata attraverso campagne specifiche, che hanno visto coinvolti come partner a supporto dell’iniziativa molte Amministrazioni Comunali, Università per gli anziani, Auser, APPIA-CNA, la Provincia di Belluno, Dolomitibus e la cooperativa LatteBusche, hanno consentito di prevenire moti tentativi di truffa, grazie all’attenzione prestata dalle potenziali vittime ai consigli diffusi proprio dai Carabinieri.
Le Centrali Operative dei Carabinieri hanno ricevuto, in alcune giornate, anche oltre 60 chiamate 112, dove gli anziani interlocutori riferivano di essere stati contattati da sedicenti (falsi) Carabinieri, avvocati, medici e appartenenti alle forze dell’ordine per delle possibili truffe. Nel corso del 2024 sono stati incontrati oltre 500 anziani della provincia nel corso di specifiche conferenze, distribuite oltre 20.000 brochure informative e, con l’ultima iniziativa, sono in corso di distribuzione oltre 1 milione di cartoni del latte, che raggiungeranno tutte le province venete.
1123 sono state, invece, le truffe e frodi informatiche, ove le vittime sono della provincia di Belluno ma gli autori viaggiano nel mondo del web, sicuramente agendo anche da Paesi di altri continenti.
Pur essendo le indagini molto complesse, i Carabinieri hanno identificato e denunciato 180 soggetti, autori delle truffe.

L’IMPEGNO DEI CARABINIERI NEGOZIATORI E DEI CARABINIERI SCIATORI
Significativo anche lo sforzo operato dai militari Negoziatori del Comando Provinciale di Belluno,che hanno operato in casi di soggetti in crisi, barricatisi o con intenti suicidi. Il Comando Provinciale di Belluno, che annovera tra i sui militari due Carabinieri Negoziatori, oltre a militari addestrati per il loro supporto in caso di attivazione, ha coordinato 5 attività di negoziazione nel corso del 2024, di cui 3 per intenti suicidari, fornendo poi consulenza alle Stazioni o alle pattuglie Radiomobili in ulteriori 18 eventi. Si tratta di personale altamente specializzato, che dopo un lungo iter selettivo, assume una funzione particolarmente delicata nella gestione di situazioni complesse sul territorio.
Altrettanto impegnativo lo sforzo dei Carabinieri Sciatori. La stagione invernale 2023/2024 ha visto impegnati giornalmente oltre 25 militari nei 10 comprensori sciistici presidiati, ove hanno effettuato l’impegnativa attività di vigilanza e soccorso. Sono stati effettuati 1.008 servizi, che hanno garantito 1.040 interventi, alcuni dei quali molto complessi, in collaborazione anche con gli altri Enti del Soccorso, con i quali gli assetti dell’Arma operano in piena sinergia. Nel corso dei servizi svolti sono state elevate 72 contravvenzioni per comportamenti pericolosi, oltre che segnalati alcuni sciatori quali assuntori di stupefacenti. Il presidio dell’Arma sulle piste è garantito non solo dal pattugliamento con sci, ma anche attraverso l’impiego di moderne motoslitte, capaci di garantire, in tutti i comprensori, rapidità di intervento.

EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ: CARABINIERI E STUDENTI
Vicini alle scuole, tra gli studenti e gli insegnati per diffondere i principi che regolano la civile convivenza e promuovono una coscienza sociale. L’impegno dei Carabinieri, nell’intera provincia, è stato molto forte durante tutto il 2024. Sono state molteplici e diversificate le tematiche trattate: dalla sicurezza stradale al bullismo e cyberbullismo, dalla violenza sulle donne al contrasto all’uso di droghe. Presso le scuole, oratori e teatri, sono state tenute in totale 54 conferenze ove hanno partecipato oltre 3.000 studenti. 24 le visite presso le Caserme dell’Arma da parte di decine di studenti, dove hanno potuto incontrare i Carabinieri delle Stazioni e vedere mezzi e dotazioni dei Carabinieri, spesso regalando bellissimi disegni a ricordo della giornata trascorsa.

I CARABINIERI FORESTALI
Particolarmente intenso anche l’anno dei Reparti dei Carabinieri Forestali presenti in tutta la
provincia. La provincia di Belluno ha la peculiarità di avere ben 3 diversi Reparti forestali.

IL REPARTO CARABINIERI BIODIVERSITÀ DI BELLUNO
Con sede a Belluno, è preposto alla tutela e salvaguardia di dieci Riserve naturali
dello Stato, delle quali otto (Monti del Sole, Piani Eterni-Erera-Val Falcina, Monte Pavione, Piazza del Diavolo, Schiara Occidentale, Valle Imperina, Valle Scura, Vette Feltrine) all’interno del territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi e due, il Vincheto di Celarda e la Riserva Naturale di Monte Faverghera, con all’interno il Giardino Botanico delle Alpi Orientali (che ospita più di 800 specie floristiche), fuori dal perimetro dello stesso. La loro gestione ha impegnato tutte le professionalità del Reparto con attività di studio, ricerca e monitoraggio (raccolta, lavorazione e conservazione di sementi di specie vegetali arbustive e arboree, monitoraggi faunistici, reintroduzione di specie e ripristino di habitat degradati), oltre a interventi di manutenzione e miglioria, con le collegate e sinergiche attività di divulgazione ambientale ed educazione alla legalità.
Particolare attenzione è stata posta all’attività di educazione ambientale che, nel corso del 2024, ha permesso di incontrare in totale oltre 11.000 persone.
Nell’ambito del progetto nazionale “Un albero per il futuro” il personale del Reparto ha incontrato tra le mura scolastiche gli alunni di 152 classi che hanno anche avuto
la possibilità di essere accompagnati sul territorio della loro scuola, per la messa a dimora delle piante, o all’interno delle riserve gestite ovvero in aree pubbliche.
In totale, nell’anno scolastico 2023-2024 sono state messe a dimora 181 piante e sono stati consegnati, in memoria del giudice ucciso nell’attentato di Capaci, 9 Alberi di
Falcone. A ciò si aggiungano le visite guidate effettuate all’interno del Vincheto di Celarda e del Giardino botanico di Monte Faverghera, con il coinvolgimento di oltre 3.500 visitatori. L’attività di divulgazione ha avuto poi ad oggetto 20 eventi specifici tra cui La Befana della Biodiversità – Reparti Pediatria Feltre e Belluno, diverse conferenze di carattere scientifico – divulgativo e attività svolte direttamente nelle piazze in occasione di eventi tradizionali come il Palio di Feltre.
L’attività svolta dal Reparto è stata oggetto di ben due servizi televisivi, “La Racola”, presso il Giardino Botanico delle Alpi Orientali, e “Linea Verde sentieri” presso il Centro di Selezione Equestre di Salet.
Nel 2024 il Reparto si è reso disponibile per l’attività di tirocinio, accogliendo 5 studenti dell’Istituto Agrario “A. Della Lucia” di Feltre, una studentessa dell’ISS “A. Parolini” di Bassano del Grappa e seguendo nello specifico tirocinio universitario una studentessa dell’Università degli Studi di Palermo, Facoltà di Agro-ingegneria, e una studentessa dell’Università degli Studi di Padova, Facoltà di Scienze Naturali.
Non di minore importanza è la ricerca scientifica e accoglienza degli animali. Sono state molte le pubblicazioni scientifiche e i progetti di ricerca portati avanti dal personale specializzato in forza al Reparto, aventi ad oggetto coleotteri (innanzitutto l’ormai noto bostrico) e lepidotteri quale l’Euphydryas aurinia per la quale si sta lavorando per il ripristino dell’habitat e la reintroduzione all’interno del Vincheto di Celarda.
Importantissimo traguardo sarà raggiunto a fine dicembre con la sottoscrizione della Convenzione con i Gruppi Speleologici del Veneto che aprirà le porte a nuove attività di ricerca scientifica in relazione alle forme di vita ipogee.
Presso la Riserva Vincheto di Celarda è operativo il Centro Territoriale per l’Accoglienza degli Animali Confiscati che attualmente ospita rapaci e ungulati e presso il quale quest’anno è stata inoltre realizzata una nuova voliera per rapaci di grandi dimensioni
per implementare le future capacità di accoglienza.
Sempre presso la riserva, la convenzione sottoscritta tra il Reparto e Veneto Acque ha consentito la ristrutturazione delle vasche dell’impianto ittiogenenico per l’allevamento in purezza della trota marmorata (Salmo trutta marmoratus).
Inoltre il Reparto gestisce il Centro di Selezione Equestre e Reparto a Cavallo, ubicato a Salet di Sedico ove nel solo 2024 sono nati 5 puledri: Quarzo, Queila, Quentin, Quercia, Quintana. Qui viene condotta l’attività di addestramento dei puledri a partire dai 6 mesi di vita (addestramento alla socializzazione e alla capezza) fino ai 3 anni; successivamente inizia l’addestramento vero e proprio alla sella ed alla cavalcatura allo scopo di preparare i cavalli al servizio a cavallo dell’Arma, che si svolge presso il Reparto a Cavallo di Celarda da dove gli esemplari partono per le attività di vigilanza nelle aree naturali (nel 2024 si sono svolte a Corina, Asiago e Caorle) e per le attività di rappresentanza che nel 2024 contano la presenza in ben 12 manifestazioni, tra cui il Vinitaly, il Palio di Feltre e la Barcolana di Trieste.
Grazie all’attività di fienagione sui terreni di competenza, nel rispetto dei vari habitat presenti all’interno delle Riserve, la produzione di fieno nell’anno 2024 è stata di circa 2.720 quintali, garantendo una quasi totale autosufficienza nell’alimentazione dei cavalli del Reparto.
Nel 2024 si è proceduto ad una serie di interventi di miglioramento, di ripristino e tutela degli habitat all’interno del Giardino Botanico delle Alpi Orientali, implementando
la fruibilità per la collettività e realizzando inoltre il nuovo INDEX SEMINUM o Banca del Germoplasma, che vede ad oggi la disponibilità dei semi di 120 specie floristiche,
che potranno servire ai fini conservazionistici, per la reintroduzione delle specie oppure per lo scambio con altri giardini botanici alpini.
Il Reparto, in fine, è dotato di una falegnameria che produce i materiali necessari alle manutenzioni di staccionate, cartellonistica o strutture di vario tipo all’interno delle riserve, realizzando anche opere di pregio artistico, quali sculture o bassorilievi, tra cui la bellissima fiamma in legno donata al Comando Provinciale dei Carabinieri di Belluno e realizzata con legno recuperato dagli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia.
Le maestranze del Reparto sono state impegnate nel 2024 in diversi interventi di sistemazione idraulico forestale e in altri più strettamente relativi alla manutenzione e ripristino della viabilità forestale per garantire l’accesso alle riserve in quota, ove sussistono diverse strutture in capo al Reparto, quali malghe e bivacchi. Gli interventi di manutenzione sono stati condotti tra l’altro sulle Strade di accesso alle riserve di Vette Feltrine, Piani Eterni-Erera-Val Falcina e Schiara Occidentale.
A ciò si aggiunga la sistemazione di aree oggetto di dissesto a seguito del forte mal tempo, come quelle in località Cansech e delle varie strutture, come malghe e bivacchi (ad es. Malga Vette Grandi, Erera Brendol, Campotorondo e numerose altre strutture), dei quali il Reparto gestisce le concessioni
a privati e la fruizione per il pubblico al fine di favorire la monticazione, la biodiversità degli ambienti di alta quota e la fruizione della montagna.

IL REPARTO CARABINIERI FORESTALI PARCO NAZIONALE “DOLOMITI BELLUNESI”
Con sede a Feltre, è preposto alla salvaguardia e tutela delle risorse ambientali, animali e paesaggistiche all’interno del territorio del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi dove svolge anche attività tecniche (censimenti, assegnazioni lotti boschivi, ecc.) sotto il
vincolo di dipendenza funzionale dall’Ente Parco e sulla base di un Piano Operativo annuale.
L’attività di vigilanza è stata esercitata all’interno delle otto riserve naturali statali che insistono all’interno del territorio del Parco e la cui gestione è affidata al
Reparto Carabinieri Biodiversità di Belluno.
Nel corso del 2024 sono stati svolti complessivamente 6.776 controlli suddivisi tra le varie attività proprie di vigilanza e controllo del territorio rurale e montano, riscontrando 26 illeciti amministrativi per un totale di 3.500 euro l’ammontare delle contestazioni.
Una porzione del compito d’istituto è stata dedicata alle attività svolte alle dipendenze funzionali dall’Ente Parco, fra cui rientrano prevalentemente attività di tipo tecnico-scientifico finalizzate all’elaborazione di analisi statistiche sulla popolazione faunistica presente nel territorio dell’area protetta. A tal riguardo i militari dell’Arma dipendenti dal Carabinieri Parco Nazionale “Dolomiti Bellunesi” vengono impiegati nelle attività di monitoraggio ambientale e censimento faunistico nell’ambito di specifici progetti scientifici promossi e partecipati dall’Ente Parco.
Nel corso del 2024 l’attività di controllo del territorio montano del Parco Nazionale Dolomiti
Bellunesi è stata interessata da specifiche Campagne nazionali di controllo promosse dal Comando Tutela Forestale e Parchi, quali: la campagna denominata “Fauna Sicura” caratterizzata da dedicati servizi di perlustrazione del territorio dell’area protetta e con particolare riferimento alle aree di confine del Parco proprio in prossimità del limite fra le aree dove sussiste il divieto di caccia e quello delle Riserve Alpine di Caccia dove invece l’esercizio venatorio è consentito; la campagna“Bosco
Sicuro” nell’ambito della quale sono stati effettuati mirati controlli dei tagli boschivi nel rispetto delle normative nazionali vigenti e delle prescrizioni rilasciate dall’Ente Parco e la verifica della provenienza del legname raccolto secondo la normativa europea che ne disciplina il commercio; la campagna “Fiume Sicuro” con l’obiettivo di controllare eventuali alterazioni abusive (prelievi non autorizzati, deviazioni d’alveo, prelievi di inerenti) operate dall’uomo atte a compromettere il libero deflusso delle acque e potenzialmente in grado di alterare l’assetto idrogeologico del territorio; lungo le aste fluviali dei torrenti presenti nel territorio di competenza di ciascun Nucleo orientati altresì finalizzati alle verifiche di di acqua, , furti o rettifiche di alvei; in fine la campagna “Pascolo Sicuro” con controllo sulle attività di alpeggio in quota mirata a salvaguardare l’uso dei pascoli di alta montagna e al contempo ad effettuare verifiche sulla regolarità dei contributi comunitari percepiti
delle aziende zootecniche richiedenti.
Il 2024 ha confermato la forte attrazione turistica del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, anche in virtù della vicinanza di aree di pianura densamente popolate (province di Treviso e Vicenza e Padova), che di fatto espongono alcune località del Parco ad una frequentazione turistica elevata e spesso concentrata nelle giornate festive e nel periodo estivo, con inevitabili criticità che richiedono una necessaria intensificazione delle attività di controllo e pattugliamento sia su strada che su sentieri di montagna. Infatti nel periodo di massima presenza turistica sono stati pianificati specifici servizi finalizzati a prevenire e reprimere fenomeni di degrado ambientale attenzionando in particolare le aree che rappresentano punti di riferimento prioritario della frequentazione turistica del Parco (Val
del Mis in comune di Sospirolo, Val Canzoi in comune di Cesiomaggiore, Area pic-nic Candaten in Comune di Sedico, Valle Imperina in Comune di Rivamonte Agordino, Cajada in Comune di Longarone, Val Pramper in comune di Forno di Zoldo e tutto il tratto sentieristico dell’Alta Via che attraversa da est a ovest il Parco Nazionale).
Un’attenzione particolare è stata rivolta alla pratica del torrentismo, disciplina tassativamente vietata all’interno del Parco. Una pratica sportiva che, seppur non recente, sta raccogliendo anche a livello internazionale sempre più appassionati, e che pertanto richiede una maggiore azione informativa e di controllo.
Nel periodo estivo infine, in relazione alla sempre più forte attrazione turistica generale che la montagna sta riscoprendo anche nelle giovani generazioni e con la consapevolezza che la conoscenza non è equamente distribuita fra gli stessi frequentatori, sono stati programmati e svolti quotidiani azioni di presidio lungo i principali itinerari escursionistici, nelle malghe e nei rifugi.
Nel periodo autunnale, in corrispondenza dell’apertura della caccia, i militari sono stati impiegati in specifici servizi diurni e notturni finalizzati a prevenire atti di bracconaggio. In particolare, rilevata la forte attrazione che riveste il bramito del cervo nel periodo degli amori, sono state svolti servizi dedicati in specifiche aree al fine di prevenire possibili disturbi all’animale, in una fase delicata della sua vita.
Per quanto riguarda gli incendi boschivi, notoriamente il territorio alpino è caratterizzato per essere suscettibile al pericolo incendi nel periodo primaverile, concomitante con lo scioglimento delle nevi.
Nel corso del 2024 si sono verificati complessivamente 3 eventi di incendio boschivo all’interno dell’area protetta rispettivamente nei mesi di aprile, luglio e agosto. A seguito delle attività di analisi effettuate, vista anche la loro particolare geolocalizzazione (aree impervie e difficilmente raggiungibili), tutti gli eventi incendio sono stati classificati di origine naturale la cui causa è stata attribuita a fulmini verificatisi nel corso di eventi temporaleschi appena precedenti all’evento.
Nel corso del mese di ottobre è stato compiuto un intervento di soccorso ad una escursionista che nel percorrere il sentiero dell’Alta Via si era smarrita. Fortunatamente trovandosi in una zona coperta dalla rete mobile telefonica, ha potuto contattare il numero telefonico del Reparto Carabinieri Biodiversità Belluno, con il quale aveva avuto una conversazione il giorno precedente, che ha subito passato la chiamata al Reparto Parco per l’attivazione dei soccorsi. La pattuglia, in costante contatto telefonico con l’escursionista, una individuata la zona in Comune di Sedico non lontana dal Rifugio Bianchet, l’ha raggiunta e accompagnata al vicino ostello di Valle Imperina dove è stata assistita e
rifocillata. Nel corso del 2024 sono proseguite le attività tecniche in collaborazione con l’Ente Parco che hanno interessato alcuni specifici monitoraggi faunistici e floristici nel rispetto delle indicazioni contenute nel Piano Operativo annuale.
Nello dettaglio l’attività di censimento faunistico svolta dal Reparto Carabinieri P.N. “Dolomiti Bellunesi” nel corso del 2024 si è concentrata tra il mese di maggio e quello di ottobre i cui esiti sono stati comunicati periodicamente all’Ente Parco per la successiva analisi statistica. In sintesi i servizi dedicati al censimento faunistico hanno riguardato: i tetraonidi (Gallo forcello, Gallo cedrone, Pernice bianca) e fasianidi (Coturnice); gli ungulati (cervo, camoscio, capriolo) per i quali vengono individuate tre vaste aree campione su un totale complessivo di 20 percorsi, gli stessi da 28 anni, che vengono ripetuti due volte all’anno (luglio e ottobre) e i grandi carnivori (lupo) nell’ambito del progetto europeo “Life Wolfalps” attraverso campionamenti dei segni di presenza (materiale biologico e attività di fototrappolaggio);
Non meno importanti sono state le attività che hanno interessato il monitoraggio e tutela delle specie vegetali inserite negli allegati della Direttiva “Habitat” (Campanula thyrsoides, Hypochaeris facchiniana, Adenophora liliifolia, Pinguicula poldinii, Cypripedium calceolus, Gladiolus palustris e Lilium carniolicum) endemiche di determinati ambienti alpini anche con specifici servizi di perlustrazione e pattugliamento in quota finalizzati tutelare ambienti particolarmente vulnerabili.

IL GRUPPO CARABINIERI FORESTALE DI BELLUNO.
Attraverso i Nuclei Carabinieri Forestale dipendenti ha competenza su tutto il territorio provinciale, eccetto il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, per la vigilanza, prevenzione e repressione di tutte le violazioni in danno all’ambiente ed al patrimonio
faunistico e naturalistico.
Principale oggetto delle attività dei Carabinieri Forestali è la tutela del patrimonio forestale e del territorio rurale, attraverso il monitoraggio e controllo sulle utilizzazioni boschive e su tutte le attività che possano determinare un impatto sull’assetto idrogeologico ed idraulico del territorio (movimenti terra, prelievi materiali ed opere in alveo, attività estrattive, circolazione fuoristrada, ecc.); in questo settore nel corso del 2024 i militari hanno effettuato 3.030 controlli, accertando 115 situazioni illecite.
Altro settore di intervento che storicamente caratterizza l’operato dei militari forestali è la vigilanza sul rispetto delle norme poste a presidio del patrimonio floristico e faunistico, nonché degli animali d’affezione e da reddito, ove i carabinieri forestali della provincia di Belluno nell’anno in corso hanno operato 2.376 controlli, rilevando 132 irregolarità che vanno dalle violazioni delle norme regionali sulla raccolta dei funghi all’antibracconaggio, passando per i controlli pesca, sul benessere animale e sulla detenzione di specie a rischio estinzione (normativa CITES), ma anche sulla gestione delle specie esotiche invasive.
In ambito vigilanza ambientale particolarmente finalizzata alla prevenzione e contrasto alle violazioni inerenti il ciclo dei rifiuti, la tutela delle acque e del suolo sono stati effettuati 3.344 servizi di controllo, rilevando 19 infrazioni.
I militari forestali sono attivi anche nella verifica delle trasformazioni territoriali: interventi edilizi, con particolare riferimento alla tutela del paesaggio; in questo ambito nel 2024 in provincia sono stati svolti 285 controlli, rilevando 12 situazioni non conformi alla norma.
Sul fronte della prevenzione e repressione degli incendi boschivi, nel 2024 i militari forestali del Gruppo hanno effettuato 243 servizi preventivi di controllo, acclarando 5 irregolarità.
L’attività di vigilanza ha portato alla contestazione di violazioni amministrative a carico di 350 soggetti, per un importo complessivo di 176.326 €, alla effettuazione di 15 sequestri amministrativi, nonché alla segnalazione alla Autorità Giudiziaria di 49 persone identificate, operando 6 sequestri penali.
Infine la specialità forestale, attraverso il servizio Meteomont, in attuazione delle previsioni di legge, si occupa del monitoraggio del manto nevoso e della previsione del pericolo valanghe. Presso il Gruppo CC Forestale di Belluno ha sede il Centro Settore Meteomont “Veneto e Friuli Venezia Giulia” che guida e coordina questa peculiare attività per i settori montani di tutta la regione e del vicino Friuli. Dall’inizio nell’anno il servizio Meteomont ha svolto 1191 giornate/uomo in rilievi in campo, grazie ai quali sono stati redatti e pubblicati (disponibili sul sitowww.meteomont.carabinieri.it) 152 bollettini giornalieri di previsione del pericolo valanghe.

I REPARTI SPECIALI CHE HANNO OPERATO NELLA PROVINCIA DI BELLUNO
Moltissime delle attività poste in essere dall’Arma dei Carabinieri sono state supportate dai Reparti Specializzati che, grazie alla loro altissima preparazione tecnica professionale nell’ambito delle specifiche competenze, hanno consentito di conseguire importanti risultati preventivi e repressivi.

IL NUCLEO CARABINIERI ISPETTORATO DEL LAVORO DI BELLUNO
Struttura specializzata con il compito precipuo di tutelare il lavoro in tutte le sue forme, reprimendo gli abusi e contrastando il lavoro irregolare. Nel corso del 2024, il N.I.L. di Belluno ha ispezionato 100 aziende riscontrando la non conformità di ben 59 ditte per
violazioni connesse quasi esclusivamente alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nell’ambito di questi controlli è stata verificata la posizione lavorativa di 326 persone tra cui 48 lavoratori extracomunitari e 10 minori. In un solo caso è stato individuato un
lavoratore in nero (extracomunitario).
Complessivamente il N.I.L. ha deferito 69 persone alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Belluno (61 le persone denunciate per gravi violazioni sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, con conseguente sospensione di 2 attività imprenditoriali per importo complessivo di 11.500 euro).
Le ammende contestate ammontano a 118.150 euro, mentre le sanzioni amministrative a circa 13.000 euro ed il recupero contributivo a circa 2.000 euro.
I controlli hanno interessato i più diversi settori, con dedicata attenzione e scrupolosità a quelli ove ricorrono maggiormente gli infortuni sui luoghi di lavoro, ossia nel settore edile ed agricolo, ma anche turistico, di commercio alimentare e non, aziende sanitarie, ristorazione e falegnamerie.

IL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA AMBIENTALE E LA SICUREZZA ENERGETICA
Specializzato nella tutela dell’ambiente, ha fornito un fondamentale contributo. Nella Provincia di Belluno il N.O.E. di Treviso, come organismo qualificato, ha sviluppato manovre investigative, complesse e sistemiche.
Le priorità perseguite nel triennio 2021-2024, sono state indirizzate, mediante il monitoraggio degli interventi finanziati con il P.N.R.R., a sostenere il
processo di transizione ecologica e di sostenibilità per favorire l’economia circolare, contrastando le più agguerrite strutture criminali, anche transnazionali.
Per la Provincia di Belluno, anche al fine di contrastare possibili infiltrazioni della criminalità
organizzata, particolare attenzione è stata rivolta, e continuano ad essere oggetto di monitoraggio, le “Grandi Opere” inerenti i cantieri ANAS e quelle inerenti le Olimpiadi e Paraolimpiadi invernali “Milano-Cortina 2026”.
Nel corso del 2024 nella Provincia di Belluno sono state effettuate 12 verifiche ispettive, identificate 86 persone, 2 denunce e sono state contestate sanzioni per complessivi 3.800 euro.

IL 14° NUCLEO ELICOTTERI CARABINIERI DI BELLUNO
Con sede operativa presso l’aeroporto di Belluno, svolge attività di supporto a favore di tutte le articolazioni dell’Arma dei Carabinieri. Copre il territorio di competenza operativa del Veneto (esclusa la Provincia di Verona) e del Friuli Venezia Giulia.
Ha garantito una vasta tipologia di interventi, quali: supporti aerei durante le attività di controllo del territorio da parte dell’Arma Territoriale, il monitoraggio ambientale, paesaggistico e culturale in collaborazione con i reparti specializzati dell’Arma (TPC,
NOE e NAS), operazioni di lancio con il paracadute e trasporti di personale dell’organizzazione mobile (Reggimenti, Tuscania e GIS) per attività addestrative e
operative.
L’elicottero in dotazione è un AB412EP con nominativo FIAMMA38. Si tratta di un elicottero
multiruolo adatto sia al trasporto di persone (fino a 12) che di materiali. L’equipaggio è composto da 2 piloti e uno specialista di bordo e volge attività volativa sia di giorno che di notte. Ha una velocità massima di 140 nodi (260 km/h circa) e può volare ad una altitudine massima di 20.000 piedi (circa 6100 metri). Ha un’autonomia che gli consente di percorrere circa 250 miglia (400 km). L’elicottero è dotato di un sistema di controllo con video riprese che consente di monitorare obiettivi archeologici o sottoposti a vincolo paesaggistico, discariche abusive, nonché i cantieri attualmente in atto nella
zona provincia. Le missioni di volo sono normalmente programmate e viene, inoltre, garantito un servizio di pronto intervento H24.
Nel 2024 sono state effettuate centinaia di ore di volo a sostegno delle esigenze operative di tutte le articolazioni dell’Arma che hanno operato nella provincia di Belluno.

IL NUCLEO CARABINIERI ANTISOFISTICAZIONE E SANITÀ
Con sede a Treviso, è competente per territorio nella provincia di Belluno, nell’ambito dei settori operativi inerenti alla propria specialità, nel corso del 2024 ha eseguito 284 verifiche rilevando 101 non conformità, che hanno portato al deferimento di 12 persone in stato
di libertà all’Autorità Giudiziaria e alla segnalazione di oltre 100 soggetti alle varie Autorità Amministrative.
Molte verifiche eseguite rientravano nelle campagne di controllo mensile disposte dal Comando Carabinieri per la Tutela della salute di Roma, mente altre sono
state svolte su richiesta parte dell’Arma Territoriale della Provincial di Belluno e svolte con la collaborazione del Nucleo Carabinieri Tutela del Lavoro e Carabinieri Forestali.
Nel 2024, nell’ambito dei settori operativi “Sanità” e “Farmaci”, sono stati effettati 147 verifiche di case di riposo per anziani, farmacie territoriali, ospedali e studi odontoiatrici, che hanno dato modo di appurare 18 non conformità.
L’attenta azione di controllo posta in essere dai Carabinieri del NAS nella Provincia di Belluno ha consentito di individuare una casa di riposo per anziani completamente abusiva, nonché di un esercente la professione medica da parte di un sedicente dentista.
L’attività ispettiva si è concentrata anche nel settore “carni ed allevamenti”, ove è stato accertato il maltrattamento di bovini da latte da parte di alcuni allevatori.
Anche il settore della ristorazione, comprensivo delle mense scolastiche e aziendali, è stato
attentamente monitorato. Infatti sono state eseguite 70 verifiche constatando 42 non conformità e altrettante persone sono state segnalate alle varie Autorità Amministrative. Tali controlli hanno permesso di sequestrare amministrativamente 616 kg di alimenti vari (privi di tracciabilità, congelati arbitrariamente, recanti la data di scadenza o preferibile consumo trascorsa) per un valore di 16.000 euro.

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