
“La riduzione delle tariffe massime orarie ai medici a gettone sono un palliativo che peraltro conferma e cerca di ridimensionare la sproporzione tra questi emolumenti e gli stipendi dei professionisti assunti dal sistema pubblico. Ma è un’operazione che da sola non risolve l’emergenza”.
Il giudizio è della consigliera regionale del Pd, Anna Maria Bigon.
“Sono anche i bandi di concorso che devono diventare attrattivi, garantendo livelli salariali adeguati alla media europea e strutture ospedaliere dotate di mezzi efficienti. Altrimenti la rete territoriale sarà destinata allo svuotamento di personale e di conseguenza il cittadino cercherà di scegliere ospedali di primo livello, a loro volta quasi inaccessibili per le lunghe liste d’attesa. Occorre dunque anche potenziare gli ospedali rimasti, altrimenti ci saranno ospedali di serie A e B”.
