
Caserma “Giuseppe Fantuzzi” (1886-1997) censita nel Catalogo dei Beni culturali, di proprietà dello Stato, Agenzia Del Demanio Filiale Veneto. Il fabbricato, prestigiosa sede del comando, era il fiore all’occhiello della Brigata Alpina Cadore, sciolta il 31 gennaio del 1997. Così, la più bella caserma della nostra Provincia, in centro città, rimane inutilizzata da 27 anni e giace in stato di abbandono per inerzia della burocrazia.
Un quarto di secolo di promesse inevase. L’ultima grande illusione, ma eravamo in campagna elettorale, vent’anni fa, quando l’8 giugno del 2004 l’onorevole Carlo Giovanardi, all’epoca ministro per i rapporti con il Parlamento, intervenuto alla Sala De Luca per presentare i candidati della lista Udc ebbe a dire: «Il via libera all’apertura del tavolo della discussione tra il demanio ed i rappresentanti delle amministrazioni locali, è stato formalizzato dal generale ispettore capo Vittorio Colucci, su incarico del ministro della Difesa Antonio Martino, con nota del 27 maggio 2004 a me indirizzata nella quale si legge: “ In relazione all’interessamento prospettatomi dalla S.V. assicuro la mia disponibilità per una riunione con l’Amministrazione comunale di Belluno al fine di esaminare le problematiche connesse all’uso e/o alle dismissioni degli immobili militari ubicati nel territorio”».
Ebbene, dopo l’impegno solenne dell’onorevole Giovanardi, nel convocare le parti immediatamente dopo le elezioni, assicurando il suo costante interessamento per dirimere i conflitti di competenza e le lungaggini burocratiche che notoriamente caratterizzano queste procedure di cessione tra demanio ed enti locali, l’interesse si raffredda.
Salvo alcune ipotesi di utilizzo, per le scuole, per le forze di polizia, per uffici pubblici che riassumiamo qui di seguito.
Nel novembre 2010 la caserma Fantuzzi viene assegnata alla Polizia. La consegna dell’intero immobile formalizzata alla presenza dell’allora prefetto di Belluno Carlo Boffi, da parte dell’Agenzia del Demanio di Venezia al questore Luigi Vita. La Polizia di Stato avrebbe quindi raggiunto l’obiettivo di riunire i propri uffici dislocati in sette diversi immobili sparsi in città, alcuni dei quali vetusti.
Nell’ottobre 2011 un altro passo, alla presenza del direttore dell’Ater Carlo Cavalet, il questore Attilio Ingrassia consegna le chiavi della caserma Fantuzzi alla ditta che si è aggiudicata il contratto d’appalto per il primo lotto di lavori della ristrutturazione del tetto di una delle palazzine del ex complesso militare.
Nel giugno 2020 sembra decollare il “Progetto Belluno”, con l’apertura delle procedure di gara per l’intervento di rigenerazione urbana del capoluogo. L’intervento di restauro di uno dei corpi del fabbricato, quello a sinistra della porta carraia, destinato ad ospitare gli Uffici Passaporti, Licenze, Immigrazione e Armi della Questura di Belluno, che oggi occupano un fabbricato privato in via Lungardo. L’ala della Caserma Fantuzzi oggetto di intervento è di proprietà dell’Agenzia del Demanio, mentre il progetto e le procedure di gara sono state svolte dal Provveditorato Interregionale del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia – organo periferico del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – con sede a Venezia.
L’importo dei lavori in appalto è pari a 1.165.000 euro e le ditte dovranno presentare le offerte entro il 10 luglio; l’aggiudicataria avrà poi a disposizione un anno di tempo per concludere i lavori. L’intervento è inserito nel progetto di rigenerazione urbana “Progetto Belluno” ed è stato finanziato con 1 milione di euro dal Comune di Belluno a valere sui fondi del Bando Periferie; il resto è a carico dell’Agenzia del Demanio.
Nel giugno del 2022 interviene anche il sindacato di Polizia SAP sulla questione Fantuzzi, “Qualcosa finalmente si (ri)muove e non possiamo che essere soddisfatti. Nel 2023 l’ufficio Immigrazione e la Polizia Amministrativa e Sociale ora in via Lungardo; nel 2028 tutti gli altri uffici. Soddisfatti ma allo stesso tempo amareggiati per il ritardo, parecchio, troppo – dichiara il SAP. Il primo stralcio di interventi doveva partire già nel 2018, prosegue il sindacato. Tra mancanza di fondi e lungaggini burocratiche si è arrivati a giugno 2020, con il bando di gara per i lavori in appalto che dovevano interessare “La Stecca” ovvero la palazzina bianca a sinistra appena varcato il cancello d’ingresso. Il 23 aprile dello scorso anno la Questura ha consegnato le chiavi della Fantuzzi alla ditta aggiudicataria dell’appalto, per la predisposizione del cantiere i cui lavori avrebbero dovuto essere ultimati entro un anno, per quanto ci era stato riferito. Invece da quel momento è stato stallo pressoché totale. Auspichiamo – continua il SAP – che la luce sulla Fantuzzi che abbiamo provato ad accendere con le visite in loco negli scorsi anni con l’allora Segretario Generale Gianni Tonelli oggi in Parlamento, l’attuale Segretario Generale Stefano Paoloni e con i politici locali tra cui l’attuale Ministro D’Incà, si sia finalmente accesa e non si spenga più. Che la road map annunciata venga rispettata e quindi che nel 2023 vi sia l’effettivo trasferimento dell’ufficio Immigrazione e della Polizia Amministrativa e Sociale. Quasi trenta operatori, tra poliziotti e impiegati civili, con un risparmio in termini di affitto per le casse pubbliche di più di 80 mila euro l’anno. Ricordiamo – conclude il Sap – che Belluno è l’unica città in Italia ad avere gli uffici della Questura divisi in cinque strutture differenti: in via Volontari della Libertà la sede centrale, in via Col di Lana la Sala Operativa e l’ufficio Tecnico Logistico, in via Tasso la Digos, in via Lungardo la Divisione P.A.S. e Immigrazione e in Piazzetta S.Stefano l’ufficio del Personale. Questo comporta inevitabilmente un grande dispendio di risorse, energie e logistica, al quale è arrivata davvero l’ora di porre fine, entro il 2028 ma possibilmente anche prima”.
