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Geoingegneria: i nostri cieli sono irrorati quotidianamente con metalli pesanti

Simone Ippolito Enrico Gianini Luca De ToffolSe vi dicono che le cosiddette scie chimiche non esistono, ma sono scie di condensa lasciate dei reattori dei jet sappiate che le scie di condensa si formano quando sono presenti tre condizioni: altitudine 8000 metri, temperatura 40 gradi sottozero e percentuale di umidità di almeno il 70%. Ma c’è di più. A rilasciare scie di condensa a quelle condizioni erano i reattori vecchia generazione, mentre con i nuovi reattori difficilmente di verificano scie di condensa.
Lo hanno detto ieri sera nella sala parrocchiale di Cavarzano (Belluno) i due relatori Enrico Gianini, ex aeroportuale a Malpensa e Simone Ippolito, esperto meteorologo, durante la conferenza organizzata dall’Associazione Belluno Libera, introdotta da Luca De Toffol che ha monitorato e analizzato il meteo per 12mila giorni.
“Lo sanno tutti, piloti, controllori di volo, meccanici aeroportuali, di queste operazioni di geo-ingegneria, ma non si può dire”! L’esposto, contenenti le analisi delle sostanze irrorate nei cieli, che ho presentato alla Procura di Busto Arsizio che a sua volta ha inoltrato a tutte le Procure d’Italia, sono stati archiviati” afferma Gianini.
I primi esperimenti sul controllo del clima vennero effettuati negli anni ’30. Proseguirono durante il periodo della Seconda guerra mondiale, ma è da una ventina d’anni che sono stati pianificati. Lo fanno le grandi potenze Usa, Cina, Russia e sono nati per scopi militari. Il controllo del clima è un’arma. Si possono provocare siccità, alluvioni, le cosiddette bombe d’acqua concentrate su un raggio di 200 metri, possono far nevicare sul deserto. E condizionare le scelte strategiche in agricoltura. Possono intervenire sulle perturbazioni, a Dubai viene diffuso quotidianamente un bollettino che avvisa la popolazione. L’alluvione dello scorso aprile, però, è successa, guarda caso, quando vennero aperti i dialoghi con l’Est del mondo. Tutti gli eserciti oggi hanno bisogno della geo-ingegneria”. Aeronautica militare e aviazione civile con aerei che volano in formazione tipicamente militare prestati per queste operazioni di geo-ingegneria.
I moderni aerei civili, l’Airbus 319-320, il Boing 737 e “il mostro” l’Airbus 380 nascono già con gli ugelli dispersori” spiega Enrico Gianini, mostrando una serie di foto con l’ingrandimento degli ugelli. “Ho fatto analizzare i carburanti in un laboratorio francese, e sono state trovati dei metalli pesanti che non servono ai reattori per il volo”. I metalli pesanti come bario, sodio, cromo, piombo e perfino tracce di uranio, vengono spruzzati nei cieli attraverso i carburanti, ma anche attraverso ugelli in un circuito non accessibile alle normali manutenzioni dell’aeromobile. I piloti stessi non sono a conoscenza né possono intervenire sul rilascio di queste sostanze dal loro aereo. “Sappiate che oggi, senza questa coltre di metalli irrorata nel cieli, non funziona più neanche il vostro decoder per il digitare terrestre”. Un’altra chicca, fateci caso alle tabelle dell’Arpav sull’inquinamento e le polveri, mancano i dati del traffico aereo e di quello delle navi, anch’esse fortemente inquinanti. Ma il problema dell’umanità è sempre quello della vostra auto Euro 4 diesel!
Altrettanto inquietante lo scenario descritto da Simone Ippolito, che porta un esempio preciso. Supponiamo che si verifichi una stagione di siccità nelle pianure piemontesi dove si coltiva una qualità di riso pregiato. E supponiamo che la siccità si prolunghi costringendo gli operatori del settore a delle importazioni dall’estero di riso di bassa qualità per far fronte alla richiesta. E supponiamo che arrivi qualcuno dai proprietari dei terreni, diventati improduttivi, a causa di un generico cambiamento climatico, con una proposta green (4000 euro per ettaro all’anno) per la realizzazione di campi fotovoltaici di pannelli solari per la produzione di energia. Quindi fine della nostra produzione di qualità, importazione di derrate alimentari scadenti. Questo si può ottenere con la geo-ingegneria. “La prossima emergenza – sottolinea Simone Ippolito – sarà sulla catena alimentare. Importazioni di riso, farine, mais, prodotti dove costa meno in Paesi extra Cee. Un controllo delle derrate alimentari”.

Le interrogazioni parlamentari

https://apps.dtic.mil/sti/citations/ADA333462

 

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