Abbiamo atteso con interesse il nuovo articolo del professore sul cambiamento climatico ed è stato pubblicato regolarmente il 29 agosto. Non parla delle cricche e neppure dell’articolo di Nature; il prof. Battaglia cita il videogioco ecologista nel quale si invitano i giocatori bambini a far esplodere la testa dei “cattivi” cioè i negazionisti climatici come lui. In effetti è tragico pensare che venga permesso di educare i bambini con simili esempi di violenza. Ma ciò detto possiamo anche concludere che questo non è un argomento scientifico sul cambiamento climatico.
Storicamente è almeno dal 1800 che ci si pone il problema di quali siano i meccanismi che regolano la temperatura della nostra atmosfera.
Il filosofo Joseph Fourier aveva ipotizzato che l’atmosfera avesse la caratteristica di trattenere il calore irradiato dal sole come possono fare le pareti in vetro di una serra e questo concetto è rimasto nel tempo.
Il naturalista Louis Agassiz si era accorto che esistevano sul pianeta le tracce di antiche glaciazioni.
Il fisico John Tyndall dimostrò che la CO2 assorbe l’infrarosso.
Svante Arrhenius riuscì a calcolare in che misura la temperatura atmosferica possa cambiare in relazione diretta con la concentrazione di CO2 e dimostrò che raddoppiando la concentrazione di CO2 degli ultimi anni del 1800 la temperatura sarebbe salita di circa 6 gradi. Solo che allora, nel 1896, era impensabile che ciò potesse accadere se non in un lunghissimo arco di tempo. Piuttosto Arrhenius temeva che l’andamento ciclico della concentrazione di CO2 avrebbe potuto portarci verso una glaciazione qualora fosse diminuita.
Si pose quindi il problema di valutare correttamente la concentrazione di CO2.
Tale problema è stato risolto solo dopo il 1930 con i carotaggi del ghiaccio antartico. La prima scoperta ha consentito di affermare che prima del 1923 l’atmosfera era priva di piombo. La tecnica da allora è stata migliorata per riscontrare i dati del passato fino a circa 500.000 anni fa, mentre il monitoraggio continuo più attendibile per i dati del presente è stato ottenuto con la stazione meteorologica di Mauna Loa nelle Hawaii. Questi dati hanno dimostrato che la concentrazione di CO2 nella nostra atmosfera aumenta ogni anno
In effetti Milotin Milankovic in uno schema che tiene conto dei dati da circa 500.000 anni fa ai giorni nostri ha evidenziato 5 cicli sostanzialmente sovrapponibili con variazioni della CO2 da un massimo di 280 ppm (parti per milione) a un minimo di circa 180 ppm.
I carotaggi glaciali affidabili comprenderebbero gli ultimi anni del 1800 con un valore di circa 280 ppm per cui secondo questi cicli dovrebbe iniziare la fase discendente verso la glaciazione.
Invece che cosa accade nel XX secolo e nei nostri anni del XXI? In questi 125 anni Mauna Loa ci dimostra che la concentrazione di CO2 è arrivata a 420 ppm, contro ogni ipotesi di Svante Arrhenius.
A completare il quadro è notizia del 2023 che un gruppo di ricercatori di Harward ha scoperto nella molecola di CO2 il fattore che la rende un gas serra attraverso la meccanica quantistica e cioè il fenomeno definito “risonanza di Fermi” in virtù del quale la molecola di CO2 assorbe l’energia di un’ampia gamma di lunghezze d’onda della luce.
Senza sapere niente di tutto questo Arrhenius definì esattamente il problema e nel 1903 vinse il Nobel per la Chimica con la sua pubblicazione del 1896 “Sull’influenza della CO2 nell’aria rispetto alla temperatura al suolo”
Questi elementi storici, che comprendono in particolare l’attività scientifica di Arrhenius, hanno un grande valore poiché hanno interpretato correttamente l’effetto della CO2 quando allora non c’era alcuna interferenza dei Mercati. Non vi erano interessi di parte per cambiare le carte in tavola, come si dice e come accade oggi sistematicamente.
Attualmente la concentrazione di CO2 è superiore a 420 ppm.
360 ppm nell’aria pulita e 700 ppm nelle città. Il valore massimo raccomandato per gli interni dovrebbe essere di circa 1500 ppm.
E’ su questo numeretto “420 ppm” che le relazioni del IPCC costringono le periodiche Conferenze Internazionali a programmare cambiamenti drastici nella gestione dei Mercati e nella politica dei Consumi.
Trovando ovviamente fortissime resistenze da parte delle multinazionali, dei guerrafondai e dei governi. Non avendo l’autorità per bloccare le guerre e le altre vere fonti di CO2 i governi del mondo impongono sacrifici alle popolazioni, confidando nella loro dabbenaggine ed invitandole ad ascoltare le sirene dei negazionisti che ripetono ad ogni piè sospinto “Non esiste alcuna emergenza climatica”
Non cito la nostra personale esperienza di anziani che ricordano le grandi nevicate ai tempi della nostra gioventù con piste di neve e di ghiaccio su ogni piccola altura e anche per le strade delle nostre città: così espresso non è un dato scientifico.
Nel 2017 invece lo è stata la dichiarazione di 15.364 scienziati di 184 Paesi in cui si afferma” abbiamo scatenato un evento di estinzione di massa, il 6° in circa 540 milioni di anni, in cui molte forme di vita attuali potrebbero essere annientate o sulla via della estinzione entro la fine di questo secolo”.
Ho saputo che il prof. Franco Battaglia è disponibile ad un confronto pubblico su questo tema. Mi piacerebbe riuscire ad organizzarlo.
Dott. Filiberto Dal Molin
(seconda parte)
