
Belluno, 26 febbraio 2024 – “Serve un cambiamento di rotta della Politica agricola comune: nelle aree rurali, che coprono l’80% del territorio dell’Unione, vive il 30% della popolazione e le attività socioeconomiche assicurate dall’agricoltura vanno tutelate”.
Così Diego Donazzolo, presidente di Confagricoltura Belluno, sintetizza i contenuti del documento che domani mattina, martedì 26 febbraio alle 11, consegnerà al prefetto di Belluno, Mariano Savastano, accompagnato dal vicepresidente Enzo Guarnieri e dal consigliere Francesco Montagnese.
Sono settimane di proteste e confronto acceso sulle problematiche che affliggono l’agricoltura, che esce da quattro anni difficilissimi: la pandemia, l’esplosione dei costi energetici, i problemi di approvvigionamento delle materie prime, l’aumento del costo del denaro, il conflitto Russia-Ucraina con lo squilibrio del mercato internazionale. Per mettere a punto proposte e strategie per il futuro e imprimere un cambio di visione sull’agricoltura Confagricoltura si è riunita oggi a Bruxelles, consegnando al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida un dossier che raccoglie le istanze della confederazione agricola. Un’assemblea alla quale ha partecipato anche Diego Donazzolo, che domani riferirà appunto al prefetto criticità e richieste emerse dagli agricoltori.
“Le risorse destinate agli agricoltori sono minime: questo sta mettendo a rischio la capacità produttiva del sistema, impedendo alle aziende di essere competitive sul mercato globale – sottolinea Donazzolo -. Perciò chiediamo di rivedere la Pac e avviare il dialogo per un modello efficiente di agricoltura, con l’intento di tutelare maggiormente la produttività e la competitività delle imprese del settore, semplificare le procedure amministrative, garantire reciprocità negli scambi internazionali. Gli agricoltori sono imprenditori a tutti gli effetti che si espongono ai rischi del mercato e, soprattutto negli ultimi anni, all’imprevedibilità degli effetti del cambiamento climatico. Serve un cambio di passo, e ora se ne sono accorti tutti”.
La montagna, e quella bellunese in particolare, confida in un cambiamento netto della Politica agricola comune, a un anno dall’entrata in vigore. “Nella Pac non c’è nulla di specifico per la zootecnia di montagna e la gestione delle foreste – rimarca Donazzolo -. Anzi, i contributi sui pascoli sono stati ridotti e questo mette in forte difficoltà le nostre aziende. Si dimentica sempre, anche in Europa, che fare agricoltura ad alte quote è bene diverso che farlo in pianura. La foraggicoltura di montagna, ad esempio, si traduce nell’operare a certe altezze con certi dislivelli, che richiedono politiche specifiche e forme di sostegno finalizzate. Tutto questo aiuta anche a tutelare l’ambiente, che è uno degli obiettivi del Green Deal europeo: se c’è sostenibilità economica, c’è anche tutela della biodiversità, che nel Bellunese viene mantenuta molto alta proprio grazie al lavoro quotidiano delle aziende agricole”.
Secondo Donazzolo per cambiare le politiche agricole in Europa servono iniziative da condividere all’interno del sindacato Copa Cogeca, “con tutte le altre associazioni agricole europee, da portare all’attenzione dei nostri rappresentanti politici per un reale cambio di rotta delle politiche agricole europee”.
