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Seno-Giammarino calano il tris alla Coppa bettega Rally Internazionale di Regolarità a Media Auto Storiche

Coppa Bettega Rally Internazionale di Regolarità a Media Auto Storiche – International Historic Regularity Rallye svoltosi il 17 e 18 febbraio 2024 con partenza dalla Birreria Pedavena

Con una Opel Kadett Gte, Seno e Giammarino hanno vinto la prestigiosa competizione di regolarità a media organizzata da Rally Club 70 di Ivo Strappazzon, precedendo Concari-Frascaroli (Lancia Delta 4 Wd) e Rigo-Liverani (Lancia Fulvia HF 1.6)

È mancata la neve, ma il percorso tracciato fra Trentino e Bellunese ha fatto ugualmente selezione

Dopo 51 anni dal successo di Amilcare Ballestrieri nella Coppa Mario Dalla Favera, una Fulvia HF rivince sulla salita del Morello con Marco Leva al volante.

Quarto posto a sei punti dal bronzo gli equipaggi Cattaneo-Cattaneo e Biasci-Ricci entrambi su Autobianchi A 112

Primule e viole lungo il percorso. La neve solo sulle montagne circostanti, oltre i duemila metri. Appena una spruzzata per vivificare un cielo di smalto e giustificare i connotati di competizione invernale. Gara dai caratteri primaverili, quindi, la nona edizione della Coppa Attilio Bettega di regolarità a media andata in scena nel terzo week end di febbraio tra le Prealpi bellunesi e trentine. Delle temperature sotto lo zero solo il ricordo, la colonnina del termometro ben sopra le medie stagionali. Più di qualche pilota, nelle prime ore pomeridiane, ha impugnato il volante con le maniche della camicia arrotolate. Se non fosse stato per il calendario, la Coppa dedicata all’indimenticato campione trentino si sarebbe potuta tranquillamente chiamare Rally di S. Martino di Castrozza, del quale ricalca l’antico, mitico tracciato.
Mancato il fascino dell’abito “bianco”, come d’altronde al Monte Carlo Historique del quale ripete in sunto le caratteristiche, non è mancato l’agonismo e anche senza la “materia prima” a lungo invocata alla vigilia, la Coppa Bettega s’è riconfermata competizione per fini intenditori.
A primeggiare, come nelle precedenti due ultime edizioni, è stato il milanese Gabriele Seno, sicuro e deciso con la Opel Kadett, perfettamente agevolato nel non facile compito di tenere a bada gli scatenati avversari, dall’esperienza e dalla bravura di Francesco Giammarino, coequipier di raro talento, fresco d’argento (in coppia con Giorgio Schon) nella gara monegasca, con un palmares lungo così.
Sin dalle prime rilevazioni, sui tornanti dello storico Col Perer che divide a metà Bellunese e Trentino, la sfida per il primato s’è ristretta a pochi equipaggi, quelli più sfacciati con le medie rispettate ai decimali. Con Seno hanno subito ingaggiato bagarre l’ex campione italiano della regolarità a media Paolo Concari, assecondato da Marco Frascaroli, alla guida di una Lancia Delta 4Wd a proprio agio sulle aspre stradine scovate dopo infinite ricognizioni da Ivo Strappazzon, formidabile organizzatore a capo del Rally Club 70 (passione a vagonate), e dal triestino Stefano Rigo, medico col pallino del tic-tac, a sua volta appoggiato dal coequipier Massimo Liverani col quale ha condiviso l’abitacolo dell’argentea Fulvia HF 1.6.
I tre battistrada non si sono risparmiati, avendo tutti scelto la media più alta, 48 orari, e hanno offerto spettacolo agli appassionati che non si son lasciati sfuggire l’occasione di assistere ad un festival del controsterzo.
Se Seno ha posto tra sé e Concari 528 penalità, aumentando il divario prova dopo prova (dieci quelle in programma, la più lunga delle quali, Pradellano-Val Malene, di oltre 31 Km) tra Concari e Rigo ci sono appena 29 punti di scarto e solo sei sono quelli che dividono il triestino da Cattaneo-Cattaneo e Biasci-Ricci, entrambi su Autobianchi A 112, classificatisi nell’ordine a pari merito ma col primo davanti nella generale per via della discriminante. Gara aperta sino all’ultimo metro della Valnevera, dunque, prova che ha posto fine alle ostilità dopo 353 chilometri, dei quali 125 scanditi dai cronometri della Blunik.
Lo svizzero Schreiber, in coppia con Ravera, ha conquistato la sesta piazza assoluta con la bellissima Porsche 911Rs 2.7, precedendo Alexia Giugni e Ornella Pietropaolo (hanno scelto la media bassa fissata a 43 orari), disturbate nella prova di Valmalene da un’auto in transito. Seconda assoluta lo scorso anno, la Giugni ha cercato di recuperare con la sua Porsche 356, riuscendo a rimanere nella top ten, davanti a Sommaruga-Fumanelli ((Audi Quattro 2.2 turbo), Carbone-Pacchiarotti (A.R. Alfetta Gtv 2.5) e al figlio Riccardo Leva , in coppia con Valentina Pauly su Fiat 127 Rustica. La prova di Valmalene ha ricacciato parecchio indietro anche Marco Leva, papà di Riccardo e marito di Alexia, con Paolo Casaleggio al radar, dove ha preso una dose industriale di penalità con la Fulvia HF 1.6 per aver sbagliato strada ad un bivio. Quando s’è accorto dell’errore aveva ormai percorso una dozzina di chilometri. Ha chiuso al trentesimo posto, nella morsa delle Porsche di De Francesco Pozzi (911 Carrera 3.0) e Smorgon-Bernoi (VW 914). Ha avuto però la soddisfazione di fare meglio di tutti nella prova di Morello, riportando alla memoria l’indimenticato Amilcare Ballestrieri, vincitore della stessa prova nel 1973 con la Fulvia HF ufficiale quando mise le mani sulla Coppa Mario Dalla Favera dalla quale è sortita la Coppa Bettega. Dopo 51 anni due Fulviette ancora in luce sulle aspre strade del Tesino!
Subito out, alla partenza della prova d’apertura, Col Perer, Luciano Favero, piantato in asso dal differenziale della sua Opel Kadett Gte, una delle più curiose, in quanto ancora nella livrea originale della scuderia palermitana Ateneo. Nei primi anni Ottanta era la vettura guidata dal siciliano Bronson e da qualche tempo finita nelle mani dell’albergatore vicentino che la tratta come una reliquia.
Le verifiche tecnico-sportive si sono svolte a Bassano ma la partenza della competizione è stata data dal piazzale della birreria Pedavena (Feltre) causa la chiusura della statale Valsugana per una frana di enormi proporzioni. Solo grazie ad un permesso speciale del Comune di Valbrenta (Valstagna) i concorrenti hanno potuto raggiungere lo storico locale, a pochi chilometri dal Col Perer. Spettacolare la prova del “Menador”, lungo la strada dell’Imperatore, realizzata dagli austriaci per rifornire le truppe dislocate sull’altopiano di Asiago nel corso della Prima guerra mondiale, con una serie di tornanti strettissimi, dove il migliore è risultato Schreiber.
Costretto alla resa Maurizio Verini, in coppia con Laura Martines. L’ex campione europeo rally (1975), alla guida di una Fiat X 1/9 s’è fermato sulla prova di Olle-Selva Valsugana.
Per quanto concerne i Raggruppamenti, nel primo si sono imposti Giugni-Pietropaolo (Porsche 356) su Catalano-Catalano (A.R. Giulietta Sprint).
Nel Terzo Raggruppamento successo di Rigo-Liverani (Fulvia 1.6) su Cattaneo-Smorgon (Fiat 125 Special) e Varotto-Varotto (Lancia Fulvia coupé 1.3)
Nel Quarto Raggruppamento vittoria di Seno-Giammarino (Opel Kadett Gte) davanti a Cattaneo-Cattaneo (Autobianchi A 112) e a Biasci-Ricci (Autobianchi A 112).
Quinto Raggruppamento: Concari-Frascaroli (Lancia Delta 4 Wd) hanno preceduto Sommaruga-Fumagalli (Audi Quattro 2.2 turbo) e Tovena Didonè (A.R. 33 Ti 1500).
Coppa delle scuderie alla Grifone, piazzatasi davanti alla Milano Autostoriche e al Team Bassano.
Visibilmente emozionato, alle premiazioni, l’organizzatore Ivo Strappazzon, già partito con l’organizzazione della decima Coppa Attilio Bettega. Per lui il caloroso applauso dei concorrenti e i complimenti per aver disegnato anche quest’anno con mano felice un percorso di gara selettivo e difficile che riporta ai tempi d’oro del rallysmo italiano.

Roberto Cristiano Baggio

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