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martedì, Maggio 28, 2024
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Testamento biologico, tutto esaurito in Sala Guarnieri a Pedavena per conoscere le Dat, disposizioni anticipate di trattamento

Lions Feltre Host- Testamento biologico Pedavena – Rossi, Lotto, Zambotto, Bonso

Se l’obbiettivo era quello di far conoscere il testamento biologico e le Disposizioni Anticipate di Trattamento, è stato certamente centrato: tutto esaurito mercoledì sera alla Sala Guarnieri di Pedavena per l’incontro “Il testamento biologico, questo sconosciuto. La facoltà di scegliere in un contesto di cura”, organizzato dal Lions Club Feltre Host in collaborazione con il Leo Club Feltre e patrocinato dal Comune di Pedavena.

I numeri
Nate nel 2018, le DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento hanno registrato – secondo i dati raccolti dall’Associazione Luca Coscioni – 200.744 adesioni a livello nazionale, una ogni 208 residenti maggiorenni.
In Veneto il numero delle DAT si attesta a 18.071, una ogni 212 maggiorenni; la nostra regione si posizione a metà classifica – guidata da Abruzzo, Molise e Valle d’Aosta -, undicesimo posto in Italia per rapporto tra abitanti e DAT.
In provincia di Belluno, le Disposizioni depositate risultano 1028, una ogni 165 abitanti maggiorenni; è il secondo miglior risultato in Veneto, dietro solo a Vicenza (141). Nel Bellunese si registra poi una tendenza inversa rispetta a quella nazionale: se In Italia infatti dopo il “boom” del 2018-2019 il numero di DAT è in calo costante dal 2020, in provincia invece questo dato risulta sempre in leggera, ma costante crescita (68 nel 2020; 79 nel 2021; 87 nel 2022, ultimo dato disponibile).

Gli interventi
La serata organizzata dal Lions Club Feltre Host ha quindi voluto far conoscere maggiormente ai cittadini questo strumento: «Ci siamo resi conto, parlandone prima tra soci e poi anche con amici e conoscenti, che è un argomento conosciuto da pochi e non sempre in maniera corretta. – ha sottolineato la presidente Debora Lotto – Spesso viene confusa con l’eutanasia o il fine vita, ma qui si parla di tutt’altro; essendo una legge dello Stato, abbiamo chiesto l’intervento di due professionisti affinché tutti possano capirne spirito e funzionamento e poter così scegliere al meglio per la loro salute e la loro vita».
Sul palco, moderati dall’ex primario del reparto di Cardiologia dell’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre e membro del Lions Club Feltre Host Aldo Bonso, si sono alternati il notaio Enzo Rossi e Franco Zambotto, ex primario di Pneumologia dell’Ulss 1 Dolomiti.
«Il testamento biologico è solo una parte della legge sulle Disposizioni Anticipate di Trattamento, – ha evidenziato Zambotto – una legge che mette particolare enfasi sull’autonomia del paziente e sulla condivisione del percorso di cura con i medici per raggiungere gli obbiettivi di terapia più adatti per ogni persona malata. La relazione di cura è al centro di questo discorso: senza di essa, non può esserci un vero testamento biologico. Il paziente deve conoscere le possibilità terapeutiche e gli sviluppi futuri, e in base a questo, ai suoi valori morali e e alle sue convinzioni può fare la scelta migliore per sé stesso».
Un focus importante è stato dato alla “tempistica” di sottoscrizione della DAT: i relatori hanno infatti evidenziato come sia un percorso da intraprendere da sani, e non da malati, in previsione di una possibile, futura incapacità.
«Consente di stabilire in vita, quando se ne hanno ancora le capacità, di stabilire quali sono i trattamenti ai quali vogliamo e non vogliamo essere sottoposti in caso di incapacità, e fino a quando. – ha infatti evidenziato Rossi – Vuol dire qualità della vita, vuol dire affrontare il tema dell’accanimento terapeutico, ma nel testamento biologico si possono inserire anche le scelte sulla cremazione o sulla donazione degli organi. È quindi un istituto che mi sento di consigliare».

Come depositare le DAT
Tra le tante domande dal pubblico presente, anche la richiesta sull’eventuale difficoltà di presentazione delle DAT: al di là degli aspetti personali, sanitari e “morali”, il percorso burocratico è piuttosto semplice.
È infatti possibile presentare una semplice scrittura all’ufficio di stato civile del proprio comune o all’azienda sanitaria, oppure tramite un notaio; «Quest’ultimo caso – ha sottolineato in chiusura Rossi – permette di verificare che la firma sia effettivamente della persona sottoscrittrice, se questa è in grado di intendere e di volere e soprattutto se prima di sottoscriverla si è avvalsa della consulenza e del parere di un medico».

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