
Bogana: «Risorse importanti che diventeranno motore di sviluppo per il territorio»
Il nuovo fondo di rotazione continua a guadagnare consensi. Sono già 147 le domande pervenute, in appena qualche mese di avvio della nuova tornata della misura che garantisce contributi e finanziamenti agevolati alle imprese della provincia di Belluno. Il valore complessivo dei progetti supera i 16 milioni di euro. «Risorse importanti per lo sviluppo del territorio» spiega la consigliera provinciale delegata alle attività produttive, Serenella Bogana. «Si tratta di uno strumento finanziario molto utile per le attività che operano in provincia e che dà risposte concrete ai servizi della montagna».
Il fondo di rotazione, gestito dalla Provincia su delega della Regione Veneto, è previsto all’interno della legge regionale 18/1994 per le aree interne che finanzia le piccole medie imprese. Ha un plafond complessivo di circa 22 milioni di euro, diviso in due azioni: un contributo a fondo perduto e un agevolazione finanziaria. Entrambe le azioni garantiscono risorse che servono a finanziare nuovi investimenti e interventi di supporto economico.
«Ad oggi, pochi mesi dopo aver aperto la nuova stagione del fondo, sono arrivate 147 domande da altrettante imprese bellunesi» spiega la consigliera Bogana. «Le richieste dell’importo di agevolazione ammontano complessivamente a 16,3 milioni di euro, mentre i contributi a fondo perduto totalizzano 2,3 milioni».
Le domande spaziano da diversi ambiti e comparti economici, andando a coprire tutto il territorio provinciale, dalla parte alta al basso feltrino. Il nuovo fondo è stato esteso anche a categorie che non rientravano nel perimetro dei finanziamenti passati (riservati sostanzialmente alle start-up), come le imprese ricettive e di ristorazione. «Questo allargamento ha fatto sì che siano aumentate le richieste e dimostra l’utilità di questo strumento, come amplificatore dello sviluppo del territorio» sottolinea la consigliera Bogana. «Nelle 147 domande pervenute finora spiccano le richieste che arrivano dal settore manifatturiero, a conferma della vivacità e della voglia di investire che ci sono sul nostro territorio, pur a fronte di una carenza di manodopera che stanno scontando diversi comparti».
«La montagna ha bisogno di strumenti come questo per dare ossigeno a chi continua a lavorare e vivere in zone difficili» aggiunge il presidente della Provincia, Roberto Padrin. «Garantire servizi è fondamentale e la presenza capillare di piccole e medie imprese, quindi di lavoro e di presidi, va nella direzione giusta»
