
Feltre (BL) 21 settembre ore 14 – sala Confindustria via Lingot 7: la città di Re Alboino ospita il Club Alpino Accademico Italiano con il convegno “Il riscaldamento globale ed i suoi effetti sulla montagna e la sua frequentazione”
I cambiamenti climatici in atto stanno mettendo a dura prova la società e il territorio sotto tutti i loro aspetti che vanno ben oltre le necessità ludiche di chi va in montagna, ma ormai l’alta frequentazione impone delle domande o perlomeno suscita delle perplessità su ciò che dovremo affrontare nel nostro percorso nella natura. Questa la motivazione che ha portato il gruppo Orientale dell’Accademico del Cai, con il suo presidente Francesco Leardi, a proporre, in occasione dell’incontro nazionale che si terrà sabato 21 Ottobre alle 14:00 a Feltre presso la sala Confindustria via Lingot 7, il convegno “Il riscaldamento globale ed i suoi effetti sulla montagna e la sua frequentazione”.
L’argomento scelto – come spiega il presidente Leardi – fa parte di un percorso iniziato ufficialmente con il convegno del gruppo Orientale del C.A.A.I. effettuato a Marano Vicentino il 19 Giugno 2021 dal titolo : “Montagne e boschi raccontano il cambiamento climatico: la tempesta Vaia e la tempesta perfetta”, che impresse nella mia mente il mantra “non c’è più tempo!”
Nel 2009 John Beddington, consulente scientifico del governo inglese, che per primo parlò della “tempesta perfetta di eventi globali”, posizionando questo avvenimento nel 2030, affermava che “Se non affrontiamo questo concatenarsi di cause ci possiamo aspettare grandi destabilizzazioni, con un aumento di disordini e potenziali notevoli ondate migratorie a livello internazionale, in fuga per evitare le carenze di cibo e di acqua”. A Marano Vicentino -continua Leardi- ci trovammo di fronte, tristemente e consapevolmente, a discutere di accadimenti avvenuti in tempi recentissimi come la tempesta Vaia. Da qui la volontà di proporre la questione a livello nazionale all’interno del C.A.A.I. con un convegno che raccoglie tra i maggiori esperti del tema.
Coordinato da Maurizio Fermeglia e con moderatore Carlo Barbolini il convegno, aperto al pubblico e accreditato come formazione per i giornalisti, vedrà un alternarsi
di illustri relatori provenienti non solo dal mondo dell’alpinismo, ma anche della scienza e del giornalismo.
Questi i temi trattati:
1.Global Warming: quale futuro per il Nostro Pianeta – Roberto Valenti, C.A.A.I.;
2. Il riscaldamento globale – Filippo Giorgi, climatologo e fisico dell’atmosfera, IPCC e ICTP,Trieste;
3. Le cause del riscaldamento globale: produzione di energia oggi e domani – Maurizio Fermeglia, C.A.A.I. Università di Trieste;
4. Gli effetti del riscaldamento globale: fusione dei ghiacciai e del permafrost – Carlo Barbante, istituto di scienze polari del CNR ed università Ca’ Foscari di Venezia;
5. Gli effetti del riscaldamento globale su boschi e foreste – Paola Favero, GISM, forestale e scrittrice, già comandante dell’ufficio per la biodiversità di Vittorio Veneto del Corpo Forestale dello Stato;
6. Azioni dal mondo e locali per contrastare la crisi climatica – Silvia Stefanelli, C.A.A.I. Climate Policy Officer presso regione FVG;
7. Criticità dei bivacchi legate al riscaldamento globale – Carlo Barbolini, C.A.A.I., Alpinista e manutenzione bivacchi;
8. Come cambia l’alpinismo con il cambiamento climatico in atto – Claudio Inselvini, Nives Meroi, Romano Benet alpinisti e himalaysti. Nives Meroi è stata la seconda donna al mondo a salire tutti quattordici ottomila.
9. È prevista una conferenza stampa al campo base – Adriano Favaro, giornalista.
Maurizio Fermeglia, C.A.A.I. Università di Trieste, coordinatore del convegno aprirà il pomeriggio con le seguenti considerazioni:
Il recente rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change – IPCC parla chiaro: l’uomo è responsabile dei cambiamenti climatici. Le ragioni principali del riscaldamento globale sono la deforestazione, l’uso del suolo e soprattutto l’utilizzo di combustibili fossili tutte ragioni ascrivibili all’attività umana: queste cause hanno l’effetto primario di aumentare la concentrazione di CO2 in atmosfera e di conseguenza, a causa dell’effetto serra, la temperatura dell’aria e degli oceani.
La montagna è un ambiente debole, in cui il rispetto degli equilibri climatici è fondamentale. Le regioni fredde sono le più sensibili perché rispondono in maniera amplificata all’aumento di temperatura: in montagna la temperatura è aumentata con un tasso circa doppio rispetto alla media del globo. Gli indicatori naturali dello stato di salute della montagna sono evidenti: ritiro e fusione dei ghiacciai, degradazione del permafrost, diminuzione della durata, estensione e spessore della neve al suolo, perdita di biodiversità, sfasamenti degli ecosistemi per spostamenti verso l’alto di flora e fauna, sconvolgimento del ciclo dell’acqua.
Il convegno nazionale del CAAI 2023 vuole fare il punto sul riscaldamento globale, le sua cause ed i suoi effetti con particolare attenzione alla situazione alle montagne ed all’alpinismo.
