
«La vicenda Safilo si chiude con la salvaguardia dei posti di lavoro e la garanzia per centinaia di famiglie. Ma lascia aperto il rischio che situazioni simili si creino in altre realtà del manifatturiero bellunese e su questo è necessario intervenire in maniera forte, a livello statale, per tutelare il Made in Italy». Lo dice il presidente della Provincia di Belluno e sindaco di Longarone Roberto Padrin, nell’apprendere l’esito del referendum dei lavoratori di Safilo, che a larga maggioranza hanno detto sì al piano di cessione a Thelios e Innovatek.
«Grazie all’impegno congiunto dei rappresentanti dei lavoratori e dell’assessora regionale Elena Donazzan, con la sua struttura, si risolve una situazione che per diversi mesi ci ha tenuto con il fiato sospeso e con la preoccupazione di oltre 400 posti di lavoro. Una situazione che ha vissuto momenti tesi e difficili, e che ha creato anche una frattura all’interno del mondo sindacale. Frattura che mi auguro possa ricomporsi, in quanto l’unità dei rappresentanti dei lavoratori – così come del territorio su partite importanti – è garanzia di tutela del lavoro e dei diritti sociali».
«Aver garantito i posti di lavoro è fondamentale, specialmente in un momento storico in cui nulla è scontato a livello lavorativo ed economico» aggiunge Roberto Padrin. «Ma ciò non nasconde la tristezza di aver perso una delle aziende storiche del nostro territorio, una di quelle imprese che hanno fondato l’occhialeria e il Made in Belluno. Proprio per questo credo sia necessario che a livello statale vengano prese decisioni stringenti per evitare che il “caso Safilo” possa ripetersi. Decisioni a tutela di un settore strategico per il Bellunese, prodotto di professionalità, impegno e lungimiranza di una serie di imprenditori che non ci sono più e sul cui genio si fonda tutt’oggi l’occhialeria: penso a Leonardo Del Vecchio, a Vittorio Tabacchi e Giovanni Marcolin, ma anche ad aziende e famiglie che ancora oggi portano avanti il grande prodotto della manifattura bellunese, come De Rigo. Il futuro del nostro territorio passa anche da qui, dalla sinergia che c’è sempre stata, e che oggi va tutelata, tra aziende dell’occhiale e grandi competenze dei lavoratori. Una sinergia che costituisce il cuore del Made in Italy».
