Domenica si è conclusa da parte di Vivaio Dolomiti l’opera di riqualificazione della rotonda del Nevegal.
“Finalmente siamo riusciti a recuperare le piante di rododendro che erano inserite nel capitolato iniziale – fa sapere l’Associazione Vivaio Dolomiti – e grazie alla collaborazione dell’azienda florovivaistica di Simone Dall’Anese abbiamo completato l’opera piantandole nello spicchio loro riservato. Non ci resta ora che pazientare che madre natura faccia il suo corso e porti a fioritura quanto messo in posa.
La scelta di utilizzare le tre piante autoctone del colle come rododendri, eriche e ginestre è stata fatta studiando e valutando il diverso tempo di fioritura e per dare un’identità precisa, territoriale, a quello che abbiamo sempre voluto fosse il biglietto da visita del piazzale.
Come associazione da accordo di programma abbiamo in carico la manutenzione ancora per 3 anni (la rotatoria è stata completata a luglio 2021) poi cederemo tutto alle amministrazioni.
Il nostro piano di impegno sul Colle terminerà quindi, lasciando in eredità un piccolo angolo riqualificato, ma anche tante idee che altri hanno fatto proprie come noi le avevamo portate a dibattito togliendole dai cassetti dove erano finite.
Ricordiamo pure lo sforzo economico e sociale per l’acquisizione degli impianti e l’idea di far rientrare il pubblico nell’operazione. Quasi nessuno crede al futuro invernale del Nevegal, pure noi eravamo scettici all’inizio trascinati dal pensiero comune. Basterebbe però fare un’analisi approfondita – senza pregiudizi – per capire che lo sci è indispensabile per poter sfruttare il colle anche d’estate, per questo ci siamo impegnati pure economicamente.
Senza lo sci il colle muore, questo è un dato di fatto.
Ora speriamo in una nuova stagione che inverta il trend di degrado degli ultimi decenni.
Il Nevegal sarebbe un fenomeno da studiare nelle università in effetti. Malgrado l’abbandono, il continuo denigrare da parte di tutti i bellunesi e la scarsa cura del territorio, alla prima nevicata o al primo raggio di sole si riempie di turisti. Evidentemente le potenzialità ci sono.
Speriamo veramente che con le nuove generazioni – conclude la nota di Vivavio Dolomiti – si possano mettere da parte gli individualismi e i vari personalismi che hanno da sempre caratterizzato il Nevegal.
Nel nostro piccolo un segnale lo abbiamo lasciato, ora spazio a tutti gli altri che possano fare di più e meglio, si spera non solo a parole”.
