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sabato, Aprile 13, 2024
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Edda Negri Mussolini a Belluno racconta “I Mussolini dopo Mussolini”

Edda Negri Mussolini e Francesco Demattè

“Il nonno amava dire che eravamo una famiglia normale, come tutte le altre. Una casa normale, dove la merenda si faceva con il pane con l’olio”. Il nonno in questo caso è Benito Mussolini, e a raccontarlo ieri sera durante la conferenza di presentazione del libro “I Mussolini dopo Mussolini” è stata Edda Negri Mussolini, nipote del Duce, figlia del presentatore tv Nando Pucci Negri e di Anna Maria Mussolini, l’ultima figlia di Rachele Guidi e di Benito Mussolini. La serata, condotta dal professor Francesco Demattè, si è tenuta nella sede del Circolo culturale “La Terra dei Padri” a Borgo Piave. Edda Negri Mussolini, autrice del libro insieme a Mario Russomanno, con una lunga serie di aneddoti di famiglia, ha descritto con quale stato d’animo i Mussolini affrontarono il destino che li fece precipitare improvvisamente dagli onori del Ventennio alle difficoltà conseguenti alla caduta del regime a seguito della sfiducia del Gran Consiglio il 25 luglio del 1943 e l’arresto di Benito Mussolini per ordine del re Vittorio Emanuele III.

Rachele Guidi, moglie di Benito Mussolini, nonna di Edda Negri Mussolini

“In romagnolo si chiama azdora – spiega Edda Negri Mussolini riferendosi alla nonna Rachele – significa la regina del focolare, la massaia, colei che governa la casa, dicono che le assomiglio sia nel carattere che nel modo di camminare. Era Rachele che dettava le regole e tutti dovevano sottostare. Una volta mio nonno arrivò in forte ritardo per cena ed aveva un ospite importante con lui; ebbene, gli disse Rachele, ‘qui abbiamo già mangiato, questo non è un albergo’. Le lasagne e i tortellini in brodo erano una costante, c’erano sempre, anche a ferragosto. La pensione la nonna Rachele la ottenne solo nel 1974 grazie ad Andreotti e Almirante, perché Benito non percepiva indennità dallo Stato, visse con le interviste e gli articoli ai giornali e con le donazioni di privati e del Movimento Sociale Italiano. E nei pressi della Rocca delle Carminate, per un certo periodo, Rachele aprì un ristorante dove lei lavorava in cucina”. Edda Negri Mussolini racconta del suo luogo del cuore, Villa Carpena a San Martino in Strada, frazione di Forlì, fino al 2000 rimasta di proprietà della famiglia Mussolini “Dove tutto si svolse. Ho fatto i miei 18 anni lì; mio padre fece la festa di matrimonio, e quando morì nel ’97 facemmo lì la camera mortuaria”. A Villa Carpena scopriamo che c’è anche qualcosa di Belluno. Infatti un grande dipinto che rappresenta la donazione dell’oro alla Patria che rimase esposto nella sede provinciale del MSI, appartenuto a Bartolomeo Zanenga, quando venne chiusa la federazione, come ricorda la figlia Fiammetta, venne donato a Villa Carpena. Un ricordo particolare Edda Negri Mussolini l’ha dedicato a Bruno, il figlio di Mussolini ufficiale della Regia Aeronautica, insignito di medaglia d’oro al Valore Aeronautico e tre volte della medaglia d’argento al Valor Militare “Un ragazzo che amava volare e che perse la vita a soli 20 anni durante il collaudo di un quadrimotore per un guasto ai motori che fece precipitare il velivolo. Gli piaceva andare in moto e giocare a tennis, e quando giocava con il nonno lo doveva far vincere. Fu lui ad istituire la posta aerea tra l’Italia e il Brasile. Quando morì il 7 agosto del 1941 fu l’ultima volta che l’Italia si è stretta alla mia famiglia”.
(rdn)

L’ultima lettera di Benito Mussolini alla moglie Rachele

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