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No all’invio di armi, sì alla difesa della sanità pubblica. Sabato a Belluno si potrà firmare per i referendum

Avvio il giorno 22 aprile 2023 della campagna referendaria “Italia per la Pace”
Sabato 22 aprile 2023 prenderà ufficialmente avvio, in tutta Italia e anche a Belluno, la campagna referendaria promossa dai due comitati “Ripudia la Guerra” e “Generazioni Future” sotto il nome comune “Italia per la Pace”.

Al comitato nazionale hanno aderito importanti nomi della cultura, giuristi e della società civile fra i quali: Ugo Mattei, Giorgio Agamben, Padre Alex Zanotelli, Carlo Freccero, Moni Ovadia, Vauro Senesi, Franco Cardini, Pasquale De Sena, Sergio Foà, Padre Pietro Cesena ed altri.

Dalle ore 09:30 alle ore 13:00 in Piazza dei Martiri (di fronte all’ex Banca d’Italia) presso il
banchetto organizzato dalla locale gruppo del CLN Oggi di Belluno sarà possibile firmare per poter avviare in Italia un Referendum su tre quesiti rispettivamente dedicati all’antimilitarismo, i primi due, e alla difesa della sanità pubblica, il terzo.

Il primo referendum, proposto dal comitato “Generazioni future”, è volto ad abrogare la deroga alla cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a paesi in stato di conflitto armato decisa dal governo Draghi e Meloni attraverso decreti legge.
Se vince il si viene annullata la decisione di inviare armi alle autorità governative dell’Ucraina come mezzo per la soluzione del conflitto armato in corso.

Il secondo referendum, proposto dal comitato “Ripudia la Guerra”, di portata più generale è volto a ad impedire che il Consiglio dei Ministri in autonomia possa decidere l’invio di armi in territori di guerra. Oggi la legge prevede che il governo possa derogare al divieto sull’esportazione di armi verso paesi in stato di conflitto armato in assenza di preventivi obblighi interiezionali, sancito dall’articolo 1 della Legge 185/1990, mediante una semplice comunicazione al Parlamento.
Se vince il si occorrerà una legge formale votata dal parlamento per derogare all’invio di armi in teatri di guerra in essenza di preventivi accodi internazionali.

Il terzo quesito referendario, proposto da “Generazioni Future”, si prefigge di garantire e tutelare il servizio pubblico a beneficio della salute collettiva e individuale di tutti i cittadini escludendo quindi dalla partecipazione i soggetti privati come protagonisti della pianificazione sanitaria, consentendo un più libero investimento di risorse adeguate nelle politiche sanitarie che vanno decise unicamente nel pubblico interesse. Attualmente infatti la legge prevede che i privati e le strutture private accreditate partecipino al tavolo di programmazione con la possibilità di portare avanti i propri interessi nella concertazione.
Se vince il si i privati, pur concorrendo efficacemente al sistema sanitario nazionale, non potranno più determinare le priorità della pianificazione.

La logica e lo slogan sotteso ai tre quesiti proposti è “più welfare meno warfare”: disarmiamo la guerra, guariamo la sanità pubblica.
Il referendum permetterà di dare la parola al popolo italiano, che in maggioranza è contrario alla guerra e all’invio di armi, in opposizione da quanto invece deciso finora dai governi e da buona parte delle forze politiche. Per chiedere a gran voce una soluzione del conflitto in corso con la forza della diplomazia e del diritto internazionale e non con le armi.
Sarà possibile firmare i quesiti referendari anche presso tutti i comuni ma anche online tramite la piattaforma predisposta da itAgile raggiungibile al sito internet https://raccoltafirme.cloud/app/.
I banchetti per la raccolta delle firme saranno disponibili anche sabato 6 maggio e sabato 6 giugno dalle 09:30 alle 13:00 a Belluno in piazza Duomo.
Il Comitato promotore invita a firmare tutti i cittadini e auspica che le associazioni, i sindacati e le forze sociali del paese aderiscano e promuovano la campagna referendaria.

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