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domenica, Luglio 3, 2022
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Violenza sulle donne, problema politico e sociale. Lucia Olivotto: “Dati allarmanti, le istituzioni devono reagire”

Lucia Olivotto, candidata sindaco al Comune di Belluno

«Quello della violenza sulle donne – la violenza fisica, economica, psicologica – non è solo un problema sociale: è un problema politico per il quale anche il Comune deve fare la sua parte»: così la candidata sindaco di Belluno Lucia Olivotto affronta una delle piaghe che toccano da vicino il territorio bellunese.

Il Covid e i periodi di lockdown non hanno solo aggravato la situazione delle donne che già si trovavano in pericolo, ma ha generato nuovi casi, con numeri drammatici: nel 2021 sono infatti state 187 – una ogni due giorni – le donne che si sono approcciate per la prima volta all’associazione Belluno Donna, che dalla sua fondazione ha seguito in provincia oltre 1300 donne vittime di violenza.

«Il Comune di Belluno può fare molto di più per questa realtà: da un lato, non solo confermare, ma incrementare i contributi a questa associazione che gestisce un centro antiviolenza, presidio fondamentale sul territorio; dall’altro deve impegnarsi in prima persona con politiche attive per far tornare queste donne a una vita il più possibile normale», aggiunge Olivotto.

Due i paletti già fissati: «Agevolare l’inserimento lavorativo di queste persone, attivandoci con i centri per l’impiego: sappiamo che il lavoro e l’indipendenza economica sono la base da cui ricostruire una vita, la fiducia in sé stesse e per mantenere i propri figli. Dall’altra, andremo ad organizzare dei corsi di formazione per il personale comunale, perché anche loro sono parte del percorso di uscita dalla violenza», annuncia Olivotto.

C’è anche la questione della prevenzione, con un occhio al Consultorio familiare: «Anche in questo caso, la parola d’ordine per noi è partecipazione. Pensiamo che andrebbero potenziati il Comitato di partecipazione dei cittadini nella gestione del Consultorio pubblico e l’intero servizio che, anche se dipendente dal Servizio Sanitario, non può non vedere impegnato in prima persona il sindaco dal capoluogo: il consultorio è infatti indispensabile per prevenire, oltre che affrontare, il disagio degli adolescenti e delle famiglie», analizza Olivotto.

Per Olivotto, la questione della violenza richiede quindi un intervento concreto e ad ampio raggio anche da parte dell’amministrazione comunale, e ricorda come oltre l’80% dei casi di violenza seguiti da Belluno Donna in provincia di Belluno veda come autore il partner, un ex oppure il padre, a dimostrazione di come la maggior parte di questi drammi si consumi all’interno delle mura familiari.
«Preoccupano anche i risultati delle ricerche condotte tra le ragazze e i ragazzi delle scuole bellunesi, che arrivano quasi a giustificare gli atti violenti nei confronti delle donne. Inoltre, da questi dati emerge come alla violenza sui familiari si associ molto spesso anche la violenza sugli animali: la proposta di un referato al benessere animale serve quindi anche a questo, a rilevare tutti quei casi di disagio sociale che ancora troppo spesso non vengono segnalati e denunciati. – conclude Olivotto – Serve quindi un serio lavoro di prevenzione che deve vedere il comune in prima fila, non solo con sostegni economici – comunque da incrementare – alle associazioni antiviolenza, ma con azioni concrete e impegni istituzionali forti, che non si fermino ai protocolli e alle dichiarazioni di intenti».

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