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Intervista al presidente del consiglio Francesco Rasera Berna: “No all’uomo solo al comando. Siamo per una democrazia diffusa e partecipata”

Belluno, 26 aprile 2022 – Quello di oggi è probabilmente l’ultimo consiglio comunale della seconda consiliatura dell’Amministrazione Massaro. Abbiamo incontrato il presidente del consiglio comunale uscente, Francesco Rasera Berna, che ha ricopreto questo importante ruolo per un decennio e oggi è candidato nella lista Insieme per Belluno a sostegno della candidatura a sindaco di Lucia Olivotto.

Avvocato Francesco Rasera Berna

Presidente, come è stata questa esperienza per lei?

“È stato molto diverso da ciò cui ero abituato, perché ha voluto dire abbandonare il dibattito e la polemica politico-amministrativa per assumere un ruolo strettamente istituzionale che credo di avere mantenuto sempre entro questi limiti, tutelando i diritti di tutti e in particolar modo delle minoranze, visto che la maggioranza – possiamo dire – si tutela in fondo da sola in quanto maggioranza. A questo aggiungerei l’impegno a sviluppare quelle forme di partecipazione popolare previste dallo statuto approvato in questi anni e che hanno avuto un significativo spazio. È stata una esperienza che in parte ha cambiato il mio approccio complessivo all’ impegno amministrativo, anche perché mi ha fatto considerare ancora di più – guardando le cose un po’ dal di fuori – quanto gli slogan (che poi sono il veicolo principale della comunicazione politica di oggi) risultino inutili e come invece sia necessario un confronto aperto e consapevole.
Vi sono stati anche momenti in cui mantenere questo ruolo è costato fatica, come a seguito di alcune scelte ed accadimenti che si situano a partire dalla metà circa della consiliatura e che hanno fatto riflettere seriamente il nostro gruppo sull’opportunità di rimanere o meno in maggioranza. A parte uno, si decise di continuare, sia per senso di responsabilità, sia perché vi erano dei progetti da portare avanti (uno per tutti, gli impianti del Nevegal), sia per la stima personale per alcuni colleghi di maggioranza”.

I bellunesi che si recheranno alle urne il 12 giugno per eleggere il nuovo sindaco troveranno sulla scheda elettorale tre candidati: Oscar De Pellegrin per il centrodestra, Giuseppe Vignato per il centrosinistra e Lucia Olivotto per il centrosinistra. E’ vero che si tratta di scegliere degli amministratori pubblici, ma anche nell’amministrare una città si possono fare scelte orientate più a destra o a sinistra. Ricordo, ad esempio, quella volta che era passata l’ipotesi di esponenti della destra di una centralina idroelettrica in prossimità del Ponte della Vittoria. Nel vostro programma quali sono i punti di sinistra, che caratterizzano la vostra lista con candidato sindaco Lucia Olivotto?

“Per stare alla più recente attualità, posso richiamare la nostra posizione di assoluta contrarietà sull’operazione urbanistica della zona ex AGIP di via Vittorio Veneto che porterà alla costruzione di un nuovo supermercato.
Ma, vede, il problema vero non è tanto enunciare alcune petizioni di principio che magari sono affermate da tutti, ma quanto l’azione amministrativa si conformi a quei principi cui si dice di ispirarsi. Purtroppo troppo spesso abbiamo visto disinvolte interpretazioni di quei principi.
Dal mio punto di vista ciò che ci caratterizza è che siamo lontani dalla teoria dell’uomo solo al comando, all’ipotesi gerarchico/verticistica per cui il Comune ha bisogno di un qualche “salvatore”, magari pensando che un comune e un’impresa siano la stessa cosa e soprattutto che sull’impresa si debbano modellare il mondo e i rapporti sociali.
Quello che noi vogliamo è una democrazia diffusa, inclusiva e partecipata, che attraverso i più vari strumenti permetta ai cittadini delle frazioni e dei quartieri, ai gruppi sociali, ai giovani di condividere e costruire insieme alcune scelte: è questo che crea una comunità consapevole e responsabile ed è questo che può far rinascere la città, il senso di appartenere ad una realtà collettiva, che si alimenta delle idee che riesce a costruire e concretizzare e con ciò ridefinisce l’immagine di sé anche per gli altri, conservando quello spirito senza il quale delle città non resta che il vento che le attraversa. Forse è questo che ora manca a Belluno, più di ogni altra cosa.
Potremmo dire quindi che crediamo necessario un cambio di paradigma”.

Il candidato Giuseppe Vignato nelle sue presentazioni insiste molto sulle competenze, forse in contrapposizione al candidato del centrodestra De Pellegrin, sostenuto da candidati che potrebbero evocare lo spettro dei vecchi 80 milioni di deficit della società partecipata Bim Gsp. La vostra squadra quali amministratori schiera in prima fila per gestire il considerevole flusso di denaro che arriverà con il Pnrr?

“Il discorso sul Bim è complesso, involge responsabilità ampie della politica, ma richiama anche una situazione in cui gran parte dell’acqua si perde tuttora per strada.
Però, vede, non esiste la competenza in assoluto e soprattutto agitarla con supponenza lascia un po’ stupiti e interdetti: le competenze per essere tali debbono essere specifiche. Un sindaco che non ha mai fatto il consigliere comunale, per esempio, a me fa dubitare. Da questo punto di vista – senza entrare nel merito di cosa avverrà del PNRR – non credo vi sia persona più competente di Lucia Olivotto, che il 13 giugno saprebbe già ove mettere le mani e che la competenza amministrativa l’ha dimostrata col suo impegno sul campo”.

Per semplificare, a beneficio dei lettori, possiamo dire che Oscar De Pellegrin si rivolge all’elettorato di centrodestra, Giuseppe Vignato a quello del centrosinistra e Lucia Olivotto sempre del centrosinistra, ma orientata più a sinistra rispetto a Vignato?

“Direi che è appunto una semplificazione, se dico che io sono più a sinistra dell’amico Bruno Longo dico ovviamente una cosa scontata; semmai però per noi tre cose sono fondamentali: l’antifascismo come premessa essenziale, l’esigenza di chiarezza e di coerenza sui principi che fanno si che si parli con una qualche senso di centro, destra e sinistra ed infine che il soggetto della politica è la prima persona plurale e non quella singolare. Si sentono ripetere troppi “io” come se tutti fossero dotati di scienza infusa e senza di loro vi fosse il diluvio, ma noi ambiamo a essere una comunità e questo è il senso del governare una città. Ogni tanto rileggo qualcosa di Berlinguer – a cui risale la mia formazione politica – e sento quanto suona bene quel “noi” che lui usava così spesso”.

Avvocato Rasera Berna, se diamo un’occhiata alle percentuali di 5 anni fa, benché la situazione attuale sia mutata, possiamo però dire che il pallino della partita ce l’abbia in mano il centrosinistra. E’ realistico pensare che nessuno dei tre candidati possa farcela al primo turno. Ed è altrettanto realistico ritenere che il duello finale avverrà tra Oscar De Pellegrin e uno dei due candidati del centrosinistra, Lucia Olivotto o Giuseppe Vignato. Se così fosse, semplificando ulteriormente, l’unica incognita è che il centrosinistra riesca a ricompattarsi al secondo turno di voto. Lei cosa ne pensa?

“Ci sono pesanti responsabilità – non nostre, che siamo stati aperti a ben tre soluzioni alternative – della divisione e vengono soprattutto da chi ha sempre sostenuto “o io o niente”. Ma le divisioni, come avvengono, si possono superare. Del resto, è per questo che in questi anni abbiamo avuto un confronto sereno e stretto con il gruppo consiliare del Pd, proprio perché pensavamo – illudendoci forse – di poter costruire un campo largo per queste amministrative.
Quindi non possiamo escludere che – se un ballottaggio vi sia – si possa trovare il modo di arrivarvi uniti.
Tuttavia, se penso alle dichiarazioni attuali di alcuni esponenti della coalizione Vignato e financo alla scelta di alcuni simboli elettorali, e pur tenendo conto del fatto che ciascuno non può che correre per prendere i propri voti, ma che proprio per questo ognuno fa “sul serio”, e non solamente qualcuno, mi pare – parere personale – che questa prospettiva al momento non si stia avvicinando”.

 

 

 

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