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Nuovi supermercati, negozi di vicinato, commercio in città. Addamiano chiede la convocazione della I^ Commissione consiliare permanente

Raffaele Addamiano

In relazione alle notizie sulle nuove aperture di supermercati a Belluno in via Lungardo e a Baldenich, e delle chiusure dei negozi di generi alimentari a Cavarzano e a Salce, il consigliere comunale Raffaele Addamiano (Lista Obiettivo Belluno – Fratelli d’Italia) ha richiesto la convocazione della I^ Commissione Consiliare Permanente.

“Signor Presidente – scrive Addamiano al presidente del Consiglio comunale di Belluno Francesco Rasera Berna – chiedo con la presente missiva alla S.V. la convocazione della Commissione da Lei diretta per discutere insieme al Sindaco e/o all’Assessore competente per la materia delle attività economiche e produttive dell’importante tematica in esame”.
“Ora – prosegue Addamiano – al di là del fatto che, con specifico riferimento alla zona tra le vie Vittorio Veneto e Tiziano Vecellio, potrebbero aversi in circa tre chilometri di arteria ben 7 supermercati con rilevanti, più che potenziali ricadute in termini di connesso depauperamento del centro cittadino, di aumento del traffico in loco nonché di sovrapposizione di offerta commerciale, va evidenziato che pur in un moderno regime di libero mercato il cittadino-consumatore dovrebbe poter contare non solo sulla cosiddetta grande distribuzione, ma, altresì, sui piccoli negozi di vicinato, veri baluardi contro lo spopolamento e fondamentali presidi di socializzazione, massimamente in questi difficili tempi di pandemia cinese.
Al riguardo, rammento, da un lato, la Legge Regionale 28/12/2012 nr. 50 “Politiche per lo sviluppo del sistema commerciale nella Regione del Veneto” che promuove lo sviluppo del settore relativo al commercio mediante l’attivazione di specifiche misure finanziarie destinate ai Comuni e agli operatori del settore medesimo con particolare riferimento all’attività di commercio svolta nell’ambito dei centri storici e urbani e, dall’altro, che secondo Confcommercio Veneto dal 2015 al 2018 la cosiddetta grande distribuzione è cresciuta del 9,8% mentre i sopra citati negozi di vicinato hanno subito un calo di circa il 6% in termini di consistenza numerica. Tali ultimi dati, a tutta evidenza, non tengono, però, conto delle gravissime, ulteriori ripercussioni determinate in merito nel corso del biennio 2020-2021 dal virus Covid 19 che, tuttavia, ha visto oltre il 66% dei consumatori italiani cercare di aiutare il proprio negozio di fiducia mantenendo la sua frequentazione per gli acquisti.
Dunque, credo che sia assolutamente necessario affrontare nella sede istituzionale deputata la questione in oggetto e ciò con una attenzione privilegiata al piccolo commercio, oggi purtroppo in grande sofferenza, perché, come affermava di recente il Presidente di UNCEM, “Quando chiude una bottega, spesso chiude un paese”.

 

 

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