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Pensioni e assegni per invalidi e mutilati di guerra. Ordine del giorno dell’onorevole Badole

Mirco Badole, deputato

“Pensioni di guerra più dignitose, non dimentichiamo chi ha servito la patria”, è questo l’obiettivo dell’ordine del giorno presentato dal deputato della Lega Mirco Badole e approvato con la Finanziaria 2022. Secondo la legge italiana le pensioni di guerra sono un “atto risarcitorio, di doveroso riconoscimento e di solidarietà da parte dello Stato nei confronti di coloro che, a causa della guerra, abbiano subito menomazioni nell’integrità fisica o la perdita di un congiunto”. Ma gli importi sono gli stessi da decenni e vengono conteggiati nel calcolo Isee. Iniquità che oggi devono essere risolte.

“Gli invalidi e i mutilati di guerra sono una categoria di persone dimenticata da tutti, ma ancora piuttosto numerosa, alla fine del 2019 contava 99.000 italiani con una rappresentanza anche a Belluno – spiega Badole -. Ho incontrato personalmente il presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, Michele Vigne, la loro è un’istanza giusta e doverosa verso cittadini che hanno servito la patria e hanno riportato invalidità permanenti. E’ per questo che, a margine dell’ultima Finanziaria, ho presentato un ordine del giorno al Governo in cui chiedo di rivedere gli importi economici previsti per pensioni, assegni e decorazioni al valore militare e l’assegno sostitutivo dell’accompagnatore, per aggiornarli e restituire loro l’originaria natura risarcitoria. Inoltre si chiede che gli importi economici non siano calcolati ai fini della concessione dell’assegno sociale o del calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) o di strumenti analoghi e per il riconoscimento di misure di sostegno al reddito, comprese quelle legate all’emergenza Covid 19”.

L’85% dei titolari percepisce meno di 6.000 euro l’anno e oltre il 50% meno di 3.000 euro l’anno. Per esempio, un mutilato che ha perso una gamba per causa di guerra ha una pensione di 623 euro al mese; chi ha avuto delle gravi cicatrici sul viso comportanti notevole deformità ha una pensione di 277 euro al mese; una vedova di guerra percepisce normalmente 393 euro al mese; un genitore che ha perso il figlio 189 euro al mese. In assenza di provvedimenti specifici, che datano ormai a oltre 30 anni fa, il valore reale di questi trattamenti pensionistici, peraltro parametrati su un criterio non più attuale, quello della diminuzione della capacità lavorativa, ha subito una progressiva riduzione negli ultimi decenni a causa del divario tra l’inflazione reale e l’adeguamento automatico annuale degli importi, fino a diventare ormai inadeguato a svolgere la funzione risarcitoria voluta dalla legge.re

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