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Ex Caserma Piave. Luciani: “No alla vendita. Non è il modo di gestire un bene pubblico rigenerato”

Paolo Luciani, segretario Lega Belluno

“Un centro culturale all’ex caserma Piave? Nutriamo grossi dubbi – dichiara il segretario cittadino della Lega, Paolo Luciani -. Quando vedremo che l’associazione utilizza gli spazi solo nel giorno della preghiera, allora forse sarà chiaro a tutti l’obiettivo degli acquirenti”.

L’aggiudicazione, sebbene in via provvisoria, dell’edificio messo all’asta dal Comune di Belluno all’interno del complesso dell’ex spazio militare, non poteva passare inosservata alla Lega, fin dall’inizio contraria all’alienazione e vigile sulla questione. L’unico soggetto ad aver presentato l’offerta è stato, come previsto, l’associazione culturale islamica Ibc – Insieme per il bene comune e oggi il timore del partito è che all’interno dello stabile si realizzi un luogo di culto.

“Come si gestiranno ora gli spazi comuni? Intendiamo vigilare attentamente perchè l’edificio non venga utilizzato come luogo di culto privato – aggiunge Luciani -. I nuovi proprietari non potranno disporre del bene a loro piacimento, ci sono norme urbanistiche precise che regolano dove e come possono essere realizzati gli spazi di culto, rispetto alle quali non si può fare finta di niente. Siamo molto delusi dal modo di fare di questa amministrazione”. Su questo timore la Lega non ha mai fatto segreto, tanto da avviare nelle scorse settimane anche una raccolta firme per sensibilizzare l’amministrazione su quanto una parte della comunità non fosse favorevole all’alienazione.

Anche le associazioni già presenti all’interno dello spazio si erano dette contrarie all’alienazione di una porzione di fabbricato, ma l’amministrazione ha portato avanti ugualmente l’iter iniziato nel 2020 per arrivare alla vendita. Questo, per la Lega, è grave. “Si può affermare che il sindaco Jacopo Massaro e la sua giunta abbiano deliberatamente deciso di non ascoltare i cittadini coinvolti e di vendere lo stesso, sapendo chi fosse il soggetto interessato – prosegue Luciani -. Questa ha tutte le caratteristiche di una mossa pre elettorale ben studiata per compiacere una parte di elettorato, di sinistra. Noi non condividiamo né i metodi né la scelta, non si può passare sopra in questo modo alla volontà delle persone”

. La preoccupazione, ora, è che si crei un precedente e che il complesso venga via via spezzettato perdendo così di valore e vincolando in questo modo l’amministrazione futura che dovrà vedersela con uno spazio diviso tra pubblico e privato.

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