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Lotta allo spopolamento delle terre alte. Marco Da Rin Zanco: “Coltivare talento e competenze per rimanere in montagna”

Marco Da Rin Zanco – Larin Group

Belluno, 30 novembre 2021 – Sviluppare talenti tra i giovani delle terre alte perché possano rimanere e cogliere le opportunità presenti sul territorio dolomitico. È una sfida per il futuro – contro uno spopolamento sempre più drammatico – quella promossa da Confindustria Belluno Dolomiti, l’Università UMIT Campus Technik Lienz, Fraunhofer Italia Research nell’ambito del progetto “DL-Talent-Dolomiti Live Un Territorio di talenti”. L’obiettivo della task-force transfrontaliera – che mette insieme Alto Bellunese, Osttirol e Val Pusteria – è quello di offrire alle giovani generazioni, in particolare agli studenti di scuole secondarie di secondo grado, universitari e giovani startupper, gli stimoli per restare, tornare o insediarsi nell’area, puntando su talenti e competenze, soprattutto digitali.

“Si tratta di un’azione focalizzata sulle terre alte perché è qui che la situazione è più drammatica in termini di spopolamento. L’alta montagna e le sue valli vanno sostenute con interventi specifici e con un dialogo tra scuola e impresa ancora più intenso”, rimarca Marco Da Rin Zanco, Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Belluno Dolomiti.

L’iniziativa, non a caso, si inserisce nell’ambito del programma Interreg V Italia-Austria, asse prioritario 4, in quella strategia chiamata “CLLD” che vede schierati Gal Alto Bellunese, Comunità Comprensoriale Valle Pusteria e Gal RMO di Lienz, quale capofila.
Il cuore del progetto consiste in vere e proprie “sfide digitali” lanciate da imprese o altri soggetti pubblici alle quali i giovani talenti devono rispondere realizzando elaborati specifici attraverso lavori di gruppo, workshop, incontri con imprenditori e amministratori: si va dalla creazione di un software integrato che permette la prova virtuale di occhiali e accessori attraverso la realtà aumentata all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale per la promozione turistica multilingue. Non mancano “sfide” dedicate alla gestione energetica della casa intelligente o alla sicurezza digitale.

“Le terre alte sono da sempre vocate a una manifattura d’eccellenza e profondamente innovativa. L’epopea dell’occhiale, iniziata dal Cadore, ce lo ricorda ogni giorno, ma anche la presenza di piccole e medie aziende leader nella meccatronica”, sottolinea Da Rin Zanco. “Su questo dobbiamo puntare e crescere”.

Ma i giovani del territorio sono stati chiamati anche a individuare e a mettere in ordine i temi sui quali si dovrebbe puntare per incentivare le persone a restare, trasferirsi o tornare: in un forum transfrontaliero che si è tenuto nei giorni scorsi – e che ha coinvolto 63 studenti dell’ITT Fermi di Pieve di Cadore – le risposte sono state precise: infrastrutture e mobilità sono al primo posto, seguono le condizioni di lavoro e la promozione del territorio. Massima attenzione anche ai temi della sostenibilità e del sostegno alla famiglia e all’imprenditorialità.

“I nostri ragazzi chiedono risposte concrete: in un mondo sempre più interconnesso, le infrastrutture materiali e immateriali sono la base per rompere l’isolamento e accedere a tutte le opportunità dei loro coetanei che vivono in luoghi più accessibili e comodi”. “I giovani delle terre alte meritano tutta l’attenzione possibile, ma per farli rimanere dobbiamo dare loro ragioni concrete” conclude Da Rin Zanco.

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