HomeCronaca/PoliticaMichele Giovagnoli, l'alchimista, scrittore e predicatore a Belluno: "State fermi. Lasciateli abbaiare"

Michele Giovagnoli, l’alchimista, scrittore e predicatore a Belluno: “State fermi. Lasciateli abbaiare”

Belluno, 9 settembre 2021 – Per chi si fosse trovato a passare casualmente in piazza Duomo a Belluno questa sera dopo le 19:30 e si fosse incuriosito nel vedere un gruppo di persone, diciamo un centinaio, con al centro un uomo con la barba e i capelli lunghi, che ricordava un po’ un predicatore di Hyde Park di Londra, ebbene, vorremmo raccontare brevemente di ciò che si trattava.

L’evento era stato annunciato su Facebook con il titolo “Agorà d’amore”. E già qui c’era qualche problema nel mettere a fuoco il tema della serata. Lui è Michele Giovagnoli. Si legge nella sua biografia: “alchimista e scrittore, è animato dalla pulsione alla verità e da un universale senso di giustizia. Nutre da sempre un profondo amore per i boschi e il cosmo natura dal quale apprende attraverso la frequentazione l’infinita arte dell’autotrascendenza. Affascinato dalle leggi che orchestrano l’esistenza e dalle imprevedibili ambizioni dall’animo umano, condivide la sua conoscenza attraverso conferenze e seminari. È autore di Assoluta. Analisi logica della Rivelazione (Edizioni “Il Grappolo”, 2004) e di Alchimia Selvatica (Arte di Essere Edizioni, 2014).

“Qui vicino c’è un mondo” ha esordito, mentre giungevano le voci e il brusio della gente nel vivo degli aperitivi del vicino Bar Duomo. Ed ha parlato per oltre un’ora e mezza esortando il pubblico, attraverso metafore e aneddoti, con un messaggio forte e chiaro ripetuto più volte: “Noi dobbiamo stare fermi qua”! Ovvero il punto numero uno del suo “Metodo Giovagnoli”. Che nel contesto generale in cui è stato detto sta a significare il rifiuto al vaccino.

“Ci hanno messo uno contro l’altro”. Elogia i matti che hanno fatto la storia, cita Oscar Wilde, parla dell’essere umano. “Hanno fretta di intervenire costantemente. Ma quando uno ha fretta, significa che sta perdendo. State fermi! Andranno avanti fino al 9 ottobre. L’imperativo è ‘State fermi’, lasciateli abbaiare. C’è un 30 – 35% che non si è donato al martirio” dice alludendo sempre al rifiuto al vaccino. Una percentuale che, secondo Giovagnoli, “se si mette di traverso non fa più funzionare il sistema”.

Ma attenzione, “La battaglia non è sul piano vaccinale. La battaglia è quella che viene dopo, ossia la schedatura di massa”.

“E allora – spiega Giovagnoli enunciando il secondo punto di questa logica ghandiana – noi siamo chiamati a vivere secondo due principi: solidarietà e collaborazione”.

Conclude con un riconoscimento ad un “Caduto sul campo”: il dottor Giuseppe Di Donno.

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