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Raddoppiato in 20 anni l’indice di vecchiaia in provincia. Illustrate le iniziative da intraprendere

Nella mattinata odierna si è svolto nella sala convegni dell’Ospedale San Martino di Belluno, un incontro organizzato dall’ULSS 1 Dolomiti e che ha visto la partecipazione dei Presidenti e degli Amministratori dei Centri di Servizio per Anziani del territorio, nonché dei Componenti dell’Esecutivo della Conferenza e dei Comitati dei Sindaci dei due Distretti dell’Azienda.
La riunione ha trattato diversi temi di attualità inerenti l’anziano non autosufficiente, alla luce anche della maturata esperienza conseguente allo scenario epidemiologico che ha caratterizzato il diffondersi della pandemia da SARS-COV-2 degli ultimi mesi.

Il direttore dei Servizi Socio-Sanitari dell’ULSS 1 Dolomiti – dr Gian Antonio Dei Tos – ha tenuto una relazione che, partendo dall’illustrazione dell’evoluzione della struttura della popolazione della nostra provincia, il cui indice di vecchiaia è pari a 228,3 (valore quasi raddoppiato negli ultimi 20 anni e comunque del 30% superiore rispetto alla media regionale), si è poi focalizzata sull’analisi dello stato dell’arte e delle prospettive post-emergenza epidemiologica nelle Residenze per Anziani della Provincia di Belluno.
Si sono trattati i processi sociali di invecchiamento, le dinamiche e l’impatto nel sistema di welfare attuale, anche a partire dall’esito dell’emergenza che ci ha colpiti e, di conseguenza, le relative politiche di riorganizzazione che i Centri di Servizio si dovranno preparare a mettere in campo, sia dal punto di vista strutturale, che gestionale e organizzativo.
Sarà necessario sviluppare con maggior determinazione i processi della cosiddetta “Long Term Care”, per una presa in carico globale ed integrata della non autosufficienza, rispetto alla quale le RSA hanno un ruolo strategico.
Tenendo chiaro l’obiettivo finale che è il perseguimento ed il mantenimento del miglior stato di salute possibile per la persona in relazione alle condizioni fisiche e psichiche nelle quali essa si trova, si segnala per le RSA la necessità di migliorare la qualità abitativa e di sviluppare una adeguata politica del personale.
L’attuazione delle misure in materia sanitaria e socio-sanitaria, programmate con le azioni regionali adottate con la Deliberazione di Giunta Regionale n. 782 del 16 giugno us ed attuative del Decreto Legge n. 34/2020 denominato “Decreto Rilancio” prevede, fra l’altro, lo sviluppo nel territorio di una serie di iniziative complementari e di supporto al ruolo delle RSA, in particolare:
– il rafforzamento delle azioni terapeutiche ed assistenziali a livello domiciliare;
– il rafforzamento dei servizi infermieristici con l’introduzione, altresì, dell’infermiere di famiglia o di comunità;
– la garanzia di una più ampia funzionalità delle Unità Speciali di Continuità Assistenziali (USCA) con il coinvolgimento anche dei medici specialisti ambulatoriali interni;
– l’attivazione di centrali operative regionali con funzione di raccordo con tutti i servizi e con il sistema di emergenza -urgenza, anche mediante sistemi informativi e di telemedicina;
– l’individuazione da parte del Legale Rappresentante della Struttura del “Direttore Sanitario del Centro di Servizi per anziani non autosufficienti”;
– il supporto ai Centri di Servizio attraverso le Strutture Intermedie dell’Azienda ULSS.

Circa le notizie apparse in alcuni organi di stampa in relazione alle politiche di assunzione di infermieri e altre figure professionali da parte dell’ULSS, per le quali l’Azienda aveva già a più riprese dato comunicazione, si fa presente che queste sono determinate dalla necessità di dare corso al potenziamento dei servizi a seguito delle nuove esigenze causate dall’emergenza epidemica COVID-19.

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