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Manrico Dell’Agnola, dalle Dolomiti all’Antartide. Il noto alpinista-fotografo impegnato in una spedizione esplorativo-scientifica nella Penisola Antartica. Partenza il 28 dicembre

Chi conosce Dell’Agnola sa bene che non ama i luoghi freddi; meglio le soleggiate pareti Californiane del Capitan nella Yosemite Valley o le amate Dolomiti in piena estate, ma un’occasione del genere non poteva essere perduta.

Manrico Dell’Agnola

L’invito da parte del Cai di Biella, organizzatore della spedizione, e degli amici e compagni di altre esperienze in giro per il mondo, Marcello Sanguineti e Gian Luca Cavalli, è arrivata a sorpresa ed ha richiesto un’organizzazione febbrile alla quale hanno preso parte ditte importanti (Karpos, Dolomite, Scarpa, Cocoon, dF Sport Specialist, Vesuvio, Universat, Tintoria Fissaggio 2000…), il Cai Nazionale il Cai Accademico e il CNR.

Il progetto è ambizioso: esplorare la Graham Land, la porzione di Penisola Antartica situata a nord di 66°S. In questa regione i tre scalatori hanno individuato alcuni obiettivi alpinistici interessati: pareti e addirittura montagne non ancora scalate. In particolare la spedizione si concentrerà sulla Trinity Peninsula, dove, a Bone Bay, si ancorerà la Ice Bird, la barca a vela che, dopo l’impegnativa traversata di cinque giorni del canale di Drake, fungerà da campo base, nei momenti di riposo. Altro approdo sarà Cuverville Island, nell’area del Gerlache Strait e Port Lockroy, nella Wiencke Island.

La spedizione, che in terra ferma si avvicinerà alle catene montuose con sci e slitte, per trasportare il tantissimo materiale occorrente per scalare e porre dei campi avanzati, avrà anche un risvolto scientifico, che gli è valso un finanziamento del Ministero Dell’Istruzione e Ricerca (Muir) e l’organizzazione logistica dell’Istituto di Scienze Polari (ISP) e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Grazie alla collaborazione con il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide e i Progetto ECOAS, TRA, Emwrging Contaminants in Antarctic Snow, Sources and TRAnsport, i tre alpinisti, durante i loro spostamenti, svolgeranno un’attività di prelievo di campioni di neve superficiale a diverse quote e successivo filtraggio con l’obiettivo di permettere lo studio delle sorgenti e del meccanismo di trasporto a lungo raggio di nuovi contaminanti nell’ambiente antartico e l’analisi delle conseguenze ambientali di tali processi in aree polari e la loro gestione in aree antropizzate.

Dell’Agnola non sarà solo impegnato alpinisticamente, ma a lui è affidata anche la realizzazione di tutta la documentazione foto e video con la quale verrà gestita la comunicazione in tempo reale e successivamente realizzato un documentario che racconterà gli aspetti alpinistici, esplorativi e scientifici della spedizione.

Poiché i tre protagonisti vivono la passione per l’alpinismo nel tempo libero, in un continuo ‘’gioco a incastri’’ con famiglia e lavoro, grazie alla collaborazione di Montagna TV e alla pubblicazione di un diario per podcast, cercheranno di raccontare, ogni volta che sarà possibile, e far conoscere agli appassionati di montagna una spedizione realizzata da alpinisti in terre remote che, nell’immaginari collettivo, sono solo prerogativa di chi pratica l’alpinismo per professione.

La partenza dall’Italia è prevista il 28 dicembre.

Gian Luca Cavalli Nato a Biella e residente a Vigliano Biellese, da più di trent’anni scala sulle Alpi e su montagne extraeuropee. Ha partecipato alla prima spedizione italiana su un “7000”, in Kazakistan, e ha preso parte ad una spedizione in Pakistan, tentando un “8000”. È stato sulle montagne dell’Asia Centrale per aprire vie nuove in Pamir. Ha scalato pareti di ghiaccio e roccia in Giordania, Scozia, Canada, Utah, Colorado, Nevada, Marocco e Africa Centrale. Istruttore di Alpinismo, è Accademico del CAI, dove è Vice-Presidente del Gruppo Occidentale ed è stato membro della Commissione Tecnica. Appassionato di subacquea con all’attivo numerose immersioni su alti fondali e relitti. Fotografo entusiasta, organizza proiezioni e racconti dei suoi viaggi e pubblica articoli tecnici di scalata su riviste di settore.

Marcello Sanguineti Nato a Chiavari Genova), è Istruttore Nazionale di Alpinismo e membro del Club Alpino Accademico Italiano(CAAI), di cui è stato Vice-Presidente del Gruppo Occidentale e dove fa parte della Commissione Tecnica, e socio Accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna (GISM). Brand Ambassador di Karpos e Wild Climb, è un personaggio eclettico: professore di Ricerca Operativa all’Università di Genova, responsabile di progetti internazionali di ottimizzazione e intelligenza artificiale e autore di oltre150 pubblicazioni scientifiche, è alpinista di punta a 360°. Ama definirsi un “marinaio d’alta quota”: partendo dal “suo” mare di Liguria, ha scalato su Alpi, Pirenei, Montagne Rocciose Canadesi, Ande Peruviane e Boliviane, Himalaya, Karakorum, Patagonia, Scozia, Norvegia, Giordania, Oman, Marocco, Namibia, Colorado, Wyoming, Utah, Nevada, Québec, Yosemite, Pamir e Tien Shan, aprendo vie di alta difficoltà in quattro continenti. Collabora con le più importanti riviste nazionali e internazionali di montagna e presenta regolarmente proiezioni, serate e conferenze sulla sua attività alpinistica.

Manrico Dell’Agnola Nato ad Agordo (Belluno), ha all’attivo circa un migliaio di salite, fra cui 30 vie nuove e numerose prime italiane. Si è specializzato nell’arrampicata veloce, sia in cordata sia in solitaria, spesso slegato. La sua esperienza alpinistica spazia fra Inghilterra, Norvegia, Giordania, Marocco, Namibia, India, Nepal, Pakistan, Tailandia, Messico, Venezuela, Perù, Cile, Argentina, USA, Canada e isola di Baffin. Ha effettuato la traversata da E a O della Groenlandia e la traversata parziale da N a S dello Hielo Patagonico Sur. Di professione fotografo, videomaker e creativo pubblicitario, collabora con riviste e aziende. È Accademico del CAAI (Club Alpino Accademico Italiano) e socio Accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna). La sua prima opera autobiografica, “Uomini fuori posto”, ha riscosso un notevole consenso. Nel 2019 ha scritto e diretto il cortometraggio “Donnafugata”, girato sulla Torre Trieste, in Dolomiti, che è entrato a far parte delle 28 opere di alpinismo selezionate per la 67°edizione del prestigioso e storico Trento Film Festival e che ha vinto il Milano Mountain Film Festival 2019.

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