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Campi elettromagnetici a radiofrequenza, nuova tecologia 5G in sperimentazione anche a La Valle Agordina e Vallada Agordina. Il parere del dottor Fiorenzo Marinelli

L’avvio della nuova banda wi-fi in tecnologia 5G (700 MHz) partirà inizialmente in 120 Comuni italiani tra cui La Valle Agordina e Vallada Agordina. Secondo quanto stabilito dall’Agcom la nuova tecnologia dovrà essere pronta entro il 1°luglio 2022.

Fiorenzo Marinelli, biologo

Sui rischi connessi alle onde elettromagnetiche, ha parlato mercoledì scorso all’Hotel Benito di Ponte nelle Alpi il dottor Fiorenzo Marinelli, biologo, già ricercatore del Cnr, con alle spalle 40 anni di professione. Sul 5G Marinelli ha detto che “oltre alle frequenze attuali, andranno a sovrapporsi ulteriori frequenze, per poter inviare una maggior quantità di dati”. E quindi vi sarà un aumento di campi elettromagnetici che, secondo il biologo, producono l’effetto nel corpo umano “di sottrarre reattività all’organismo, facendolo poi ammalare di patologie proprie”. Vi sono inoltre – ha spiegato Marinelli, che collabora con l’Associazione Amica – delle nuove patologie in aumento legate all’aumento delle onde elettromagnetiche. Si tratta di un 3% della popolazione ammalata di elettrosensibilità e di sensibilità chimica. E se consideriamo quello che è successo con le allergie, che all’inizio del secolo erano il 3% e oggi sono arrivate al 33%, c’è da aspettarsi un aumento anche dei malati di elettrosensibilità, con effetti di desquamazioni, pruriti, costretti a dormire fuori dalle loro abitazioni per il proliferare dei wi-fi nei condomini. Così come i malati di sensibilità chimica che non possono andare in luoghi affollati, cinema, autobus, perché non riescono a sopportare l’odore delle sostanze chimiche, detersivi, deodoranti, profumi ecc. E se è vero che esiste un fondo naturale di campo elettromagnetico pari a 0,0002 Volt per metro, la legge ha stabilito che sono ammessi campi elettromagnetici artificiali da 6 a 20 Volt per metro, “E’ come aver versato una boccetta di inchiostro in un acquario, e noi siamo i pesci”!
Per correttezza d’informazione diciamo anche che L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza (CRF) come cancerogeni di gruppo 2B, ovvero come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani: agenti per i quali vi è una limitata prova di cancerogenicità negli esseri umani e un’insufficiente prova di cancerogenicità in animali di laboratorio.
Studi epidemiologici hanno dimostrato che nelle ‘popolazioni tecnologiche’ il rischio di contrarre il cancro è maggiore, per l’esposizione alle basse frequenze. L’energia elettrica pulsa a 50 Hz al secondo e anche dal normale forno elettrico della cucina, quando è acceso, bisognerebbe stare a un metro e mezzo di distanza. I telefoni cellulari lavorano su frequenze di 900 MHz ossia 900 milioni di pulsazioni al secondo. Il wi-fi di casa 2.437 MHz. E il 5G 30 Giga Hz ossia 30 miliardi di pulsazioni al secondo con lunghezza d’onda di un cm.
Sono stati censiti in Italia 121 siti di antenne che irradiano onde su tutta la popolazione circostante. A Rocca di Papa, 30mila abitanti con patologie, c’è stata una sentenza definitiva della Cassazione che stabilisce l’abbattimento delle antenne, ma non è stato fatto ancora nulla! Vivere vicino alle antenne – ha detto il dottor Marinelli – peggiora la qualità della vita di tutti i giorni.
Il più pericoloso, al momento, rimane il telefono cellulare, per la vicinanza, perché si usa attaccato all’orecchio. Da notare che con il passaggio dalla tecnologia G2 Gsm al G3 Umts il rischio biologico è salito da 1,4 a 4,7.
Ecco alcuni consigli pratici dati dal biologo nell’uso del cellulare. No in auto, in autobus, treno, metro. No sulla battigia mentre passeggiamo con i piedi in acqua in riva al mare, perché il nostro corpo fa da antenna. No vicino ad altre persone (per evitare di irraggiarle, come il fumo passivo). Chiudere la connessione dati e il wi-fi dopo l’uso.
Cosa succederà alle generazioni future, posto che la nostra generazione viene abbondantemente irradiata da onde elettromagnetiche. Sappiamo da esperimenti sui topi che le generazioni post irradiamento hanno una minor quantità di cellule cerebrali. Sappiamo anche che la prole di topi della 3^ e della 5^ generazione hanno una maggior probabilità di contrarre il diabete. Così come è stato riscontrato negli Stati Uniti che i figli degli addetti ai radar hanno una maggior probabilità di ammalarsi.
Interessante anche quanto riscontrato da Henry Lai, scienziato, ricercatore e professore di bioingegneria emerito presso l’Università di Washington e caporedattore di biologia e medicina elettromagnetica, secondo il quale:
se uno studio sugli effetti dannosi delle onde elettromagnetiche è finanziato dall’industria, il risultato è che per il 68% non vi sono effetti dannosi e solo per il 32% dei casi sì;
se invece lo studio è indipendente (università ecc) gli effetti dannosi rilevati dell’elettromagnetismo da wi-fi ecc. salgono al 70%.
Anche le auto elettriche e/o ibride non sfuggono all’attenzione del dottor Fiorenzo Marinelli, che boccia decisamente per l’intensità dei campi elettromagnetici di oltre 7 microtesla, quando già a 0,4 microtesla il rischio di leucemia raddoppia.

L’incontro, cui ne seguiranno altri, è stato organizzato dal Ceis, con il patrocinio del Comune di Ponte nelle Alpi.
(rdn)

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