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domenica, Maggio 26, 2024
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La “macchina” del ‘33 fatiche e passioni di quando le macchine erano biciclette. Venerdì sera al Museo di Seravella di Cesiomaggiore

Rizieri Vignaga e l’amico in partenza
Museo etnografico di Seravella (Cesiomaggiore – BL)

Venerdì 24 maggio alle ore 20.45, al Museo etnografico di Seravella, ci prepariamo ad accogliere il Giro d’Italia e ad entrare nella giusta atmosfera con un reading, una lettura a più voci a cura del gruppo Caratteri atipici, accompagnata dalla musica di Rudi Bortolas.

Le letture sono quasi interamente tratte dal diario inedito di Rizieri Vignaga che nella sua semplicità ci fa comprendere che gli eroi non sono solo i campioni dell’agonismo ma anche le persone comuni quando affrontano le sfide della vita senza porsi poi tanti limiti, come quando si tratta di percorrere centinaia di km in bicicletta e attraversare paesi e città con l’unico obiettivo di cercare un lavoro!

A Cesiomaggiore, negli anni ‘30, Rizieri Vignaga, è un giovane con pochi mezzi e tanta passione per il ciclismo. La sua fida bicicletta da corsa marca Bottecchia se l’è fatta fare su misura con i soldi guadagnati nei più disparati lavori: già a 12 anni gaburro dei careghete e poi aiuto cuoco, manovale, portatore di sabbia, spacca sassi, minatore e chi più ne ha più ne metta.
In bicicletta (chiamata allora “macchina”, come si legge anche negli articoli sportivi del tempo) parte da Pullir di Cesiomaggiore in compagnia di un amico in cerca di lavoro, prima a Milano, nel Varesotto, in Lombardia poi si spinge fino in Liguria a Borgo San Dalmazzo, Briga e Tenda (territori ora francesi per effetto del trattato di Parigi del 1947), e poi risale verso il Piemonte e infine, nel 1935 si sposta a San Benedetto in Alpe (Forlì).
Ha sempre avuto la passione di scrivere, pur avendo frequentato solo la terza elementare, e nei suoi diari si trovano le mete raggiunte, i chilometri fatti, i paesi toccati e alcuni aneddoti che raccontano come si viaggiava sulle strade bianche del tempo, oltre al duro lavoro che di volta in volta riesce a trovare. Non mancano gli accenni agli articoli letti sulla Gazzetta dello Sport, che allora usciva due volte alla settimana: il giovedì e la domenica, che raccontano del Giro d’Italia, del Tour de France e di altre gare ciclistiche. Mancando la Gazzetta, sopperiva La Stampa o il Corriere della Sera dove gli articoli di Orio Vergani erano un capolavoro letterario.
Una serata da non perdere dunque!

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