
Belluno, 27 Febbraio 2018 _ «Se domani Luca Zaia si presenterà a Roma per firmare con il Governo il pre accordo sull’autonomia, la Regione Veneto non avrà più una sola attenuante nell’applicazione della riforma Delrio, della legge 25, dello statuto regionale e del referendum del 22 ottobre scorso. Chiediamo subito il trasferimento di deleghe, funzioni, competenze e risorse alla Provincia di Belluno». Il deputato bellunese Roger De Menech ricorda come «i primi e unici risultati concreti sull’autonomia bellunese, frutto di un disegno organico, vanno invece ricondotti all’ultimo quinquennio e provengono tutti dal livello nazionale».
Con la riforma degli enti locali, le uniche tre Province ad acquisire nuove competenze sono state Belluno, Sondrio e Verbania. L’ultima legge di bilancio ha già ripristinato alla Provincia di Belluno parte dei fondi tagliati negli anni passati. «Probabilmente non è sufficiente», nota De Menech, «ma di certo siamo di fronte a un’inversione di tendenza significativa».
A queste risorse si aggiungono le previsioni del Fondo Comuni Confinanti: «Prima che noi andassimo al governo la gestione del Fondo era completamente estranea ai Bellunesi. Oggi invece esprimiamo il presidente del Comitato paritetico e la Provincia di Belluno siede al tavolo con diritto di voto», afferma il deputato.
Se la Regione Veneto facesse la sua parte, continua De Menech, «potremmo uscire dall’emergenza e cominciare a programmare insieme la politica economica, sociale e culturale per rendere attrattivo il nostro territorio non solo ai turisti ma soprattutto a lavoratori e imprese. Questo è il vero problema oggi.
Nei prossimi 5 anni lavoreremo su tre filoni: 1) rendere permanenti le misure di compensazione attivate, Fondi di Confine, ex Fondo Letta e Fondi aree interne; 2) rafforzare il modello di governo del territorio condiviso per ottenere dalla Regione Veneto il trasferimento di competenze e risorse previsto dalla riforma degli enti locali, dalla legge 25, dallo Statuto regionale e sancito con il referendum sull’autonomia di Belluno del 22 ottobre scorso; 3) aprire un ulteriore tavolo con lo Stato, in collaborazione con gli altri territori speciali, per l’individuazione dei costi standard montani e assicurare con apposito provvedimento legislativo i trasferimenti minimi per le funzioni e i servizi assegnati alle Province».
