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Il sì al referendum accentra i poteri e riduce le autonomie. Zaia: “Ma l’85% degli imprenditori veneti è per l’autonomia”

zaia“Questo sondaggio rappresenta una ulteriore conferma di un sentimento condiviso e fortemente diffuso in Veneto. E’ la prova che siamo sulla strada giusta, che è quella di chiedere maggiori competenze e nuove forme di autonomia”.

Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia guarda con interesse agli esiti e alle implicazioni del sondaggio condotto dalla Fondazione Nordest su un panel di 300 imprenditori della regione.
Secondo la periodica consultazione promossa dalla Fondazione Nordest un imprenditore su due, ovvero il 48,5% degli intervistati, considera l’autonomia un’idea “giusta e da perseguire”, un ulteriore 36,8% la ritiene “giusta, ma irrealizzabile”, mentre solo il 14,7% la reputa “sbagliata e da rifiutare”. Gli imprenditori intervistati ritengono che l’eventuale autonomia regionale condurrebbe ad una situazione “migliore” in tema di capacità decisionale (75,7%) e di crescita economica (72,1%), con una consistente maggioranza anche per fisco (66,2%), infrastrutture (63,2%) e burocrazia (57,4%).
“Se la gran parte degli imprenditori veneti si esprime – osserva Zaia – a favore di una maggiore autonomia del Veneto e dice che l’iniziativa referendaria promossa dalla Regione rappresenta un percorso giusto, ciò ci motiva a proseguire nella strada intrapresa, ma al tempo stesso ci interroga sulla posizione assunta dai vertici di Confindustria. Mi chiedo, infatti, se e in che modo Confindustria, che ha espresso pubblico appoggio alla riforma costituzionale del governo, interpreti le istanze dei propri associati”.

“Tutti i giuristi e i costituzionalisti – fa notare Zaia – da Bertolissi ad Antonini, da Siervo a Vassallo, indipendentemente dalla posizione assunta nei confronti del referendum costituzionale, hanno spiegato con chiarezza che la riforma varata dal Parlamento va verso un accentramento dei poteri e delle competenze e, contestualmente, produce una netta riduzione dell’autonomia alle Regioni e agli enti locali, e quindi ai territori. Non ci possono quindi essere dubbi sugli effetti della riforma sulla ridefinizione dell’architettura dello Stato. Se oltre 4 imprenditori su 5 si dicono favorevoli ad una maggiore autonomia regionale, invocando il federalismo fiscale – conclude il presidente – appare evidente la necessità che Confindustria riapra una riflessione seria e approfondita. Ai vertici di viale dell’Astronomia suggerisco di valutare con attenzione le opinioni espresse dagli imprenditori di una delle aree più industriose del Paese, che dicono, anche in questo sondaggio, che il futuro del Veneto sta in una maggiore autonomia, e non in una drastica compressione di materie decisionali e competenze”.

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