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Il pasticcio delle nomine dei direttori delle Ulss venete. Berti: “21 subito o 21 a gennaio con i nomi imposti dalla riforma Madia, le regole sono chiare”

Jacopo Berti - Movimento 5 Stelle
Jacopo Berti – Movimento 5 Stelle

Zaia può nominare tutti i reggenti che vuole, ma le regole sono chiare: i direttori da nominare sono 21, sta a lui scegliere se utilizzare la propria lista o quella in arrivo da Roma dal primo giorno dell’anno prossimo.

A puntare il dito contro l’ennesimo pasticcio di una sanità veneta ormai allo sbando è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti.

“Le cose sono molto semplici – spiega Berti, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente della Quinta commissione consiliare regionale – non c’è ancora una legge che definisce il nuovo assetto delle aziende sanitarie, che quindi restano 21 e che abbisognano di 21 direttori. Zaia può solo decidere se nominare i 21 di sua iniziativa entro il 31 dicembre oppure se aspettare le liste da Roma per le nomine”.

Il primo di gennaio entrerà infatti in vigore la “riforma Madia”, che in sostanza toglie dalle competenze regionali le nomine dei direttori delle Ulss: al governo veneto arriveranno liste di tre nomi decisi a Roma per ognuna delle Ulss regionali e il presidente della giunta regionale potrà solo scegliere uno dei tre direttori proposti secondo le nuove regole.

“Di qui non si scappa – si rammarica Berti – ma che non si sognino di nominare commissari o di ridurre il numero dei direttori in questo momento, perché le ripercussioni anche legali per la Regione potrebbero essere gravissime. Qui si rischia di bloccare l’intero sistema sanitario veneto”.

“Per una becera lotta di potere e careghe – conclude il capogruppo – è a rischio la sanità regionale. Come sempre, purtroppo, ma noi non ci abitueremo mai a questo sistema e siamo gli unici che continuano ad avere a cuore i malati, il personale, la prevenzione e i contenuti del sistema sanitario”.

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