
E’ attesa a ore la nomina del nuovo consiglio di amministrazione di Dolomitibus, e il Bard chiede di mettere subito chiarezza sui nomi che potrebbero finire ai vertici della società.
“Il trasporto pubblico locale è fondamentale per il Bellunese – afferma una nota del Movimento Belluno autonoma Regione Dolomiti – e non può ridursi a un giochetto di “careghe” gestito dai partiti”.
A Palazzo Piloni tocca infatti la nomina del presidente e di due membri del consiglio. Per la massima carica, nei giorni scorsi è stato fatto anche il nome di un ex sindacalista, ora in pensione, membro attivo del Partito Democratico locale.
“Gli incarichi nelle società partecipate di un ente che si incammina sulla strada dell’autonomia sono cosa seria – spiegano dai vertici del movimento – e non si possono assegnare sulla base di divisioni tra partiti o ragionamenti opportunistici (con le ultime norme nazionali, infatti, in caso di presidenza assegnata a un pensionato non è prevista alcuna indennità di tipo economico per il neo-presidente, che potrà rimanere in carica un solo anno)”.
“Il trasporto pubblico è un tema delicato per il territorio, serve stabilità, spirito di iniziativa, voglia di portare avanti nuovi progetti ed esperienza”.
Tra i 20 e passa curricula arrivati in Provincia, bisognerà cercarne uno con competenze tecniche certificate, non come è stato fatto in passato che per levarsi dai piedi qualcuno (in quota al Comune) senza competenza alcuna, è stato infilato nel cda ad un migliaio di euro al mese.
“A guidare Dolomitibus, servono figure che abbiano già capacità specifiche nel settore, per guidare la società attraverso le sfide che si troverà di fronte, dai tagli economici alla necessaria integrazione gomma-rotaia, fino al trasporto scolastico; parliamo di trasporto in montagna, tra le Dolomiti, e il futuro non può non guardare a una collaborazione e integrazione con le reti di Trento e Bolzano”, continuano dal Bard.
“Chiediamo quindi – concludono dal Bard – un passo indietro da parte di Provincia e partiti su una serie di nomi non adeguatamente qualificati. Negli anni scorsi , abbiamo già assistito alle spartizioni politiche in altre società partecipare della nostra provincia e non vorremmo ancora assistere a gestioni e destini simili”.
