
La Regione Veneto si avvia a concludere il secondo mandato di governo a giunta centrodestra Forza Italia-Pdl-Lega Nord, ma di autonomia e specificità per Belluno con Galan e Zaia ne abbiamo vista poca per non dire nulla.
Questo, tuttavia, non impedisce al senatore e coordinatore provinciale di Forza Italia Giovanni Piccoli di affermare che “La scelta del Bard di sostenere Alessandra Moretti è stupefacente. Il Pd è il partito meno autonomista che possa esistere: i continui tagli ai Comuni e l’eutanasia della Provincia lo dimostrano in pieno”.
“Non voglio sindacare sulla scelta del Bard, formazione libera e indipendente – prosegue Piccoli nella sua critica al Bard – , ma non posso esimermi dal registrare una contraddizione di fondo: di quale autonomia stiamo parlando? Quella di Renzi che sta massacrando gli enti locali come mai è successo nella storia della Repubblica? O quella di Delrio che prima ha dichiarato la montanità di Belluno, poi ha applicato tagli da capogiro?”.

“Leggo poi, con altrettanto stupore, che ci sarebbe un patto tra Bard, Moretti e Delrio perché la Provincia torni elettiva. Ricordo però al Bard che il problema non è l’elettività – che pure è importante per la rappresentanza dei territori – ma il nodo delle risorse. Eleggere una provincia senza soldi è un puro esercizio di stile, un modo per prendere in giro i cittadini”.
“Piuttosto, il Governo dovrebbe essere messo alle strette: servono garanzie specifiche per poter procedere in un senso o nell’altro. La stessa Regione del Veneto non può andare avanti con il disegno della specificità se da Roma arrivano solo tagli e immagini confuse”, prosegue Piccoli.
“Questo periodo elettorale dovrebbe servire a sciogliere dei nodi fondamentali per il territorio, responsabilizzando tutti i livelli, da Roma a Venezia. Per questo mi stupisce l’atteggiamento del Bard, che da “garante” dell’autonomia diventa stampella di una formazione evidentemente anti-autonomista e centralista”, conclude Piccoli.
