Gentile Presidente della Provincia di Belluno,
Le scrivo non certo con l’intento di muoverLe critiche, semmai, lo spero tanto, per contribuire ad alimentare un dibattito attorno alle necessità della nostra Provincia montana.
Andando subito al sodo.
Ci siamo chiesti se la Provincia di Belluno lavora avendo presente un piano strategico oppure se siamo ancora fermi alle fasi preliminari.
In altre parole, se in attesa dell’”atto ricognitivo” sulle deleghe che ci spettano per legge regionale – e concordiamo con quanto detto da Matteo Toscani Vice Presidente del consiglio regionale del Veneto in questi giorni – anche noi stiamo facendo un “atto ricognitivo” su quello che vogliamo fare, diciamo, fra 10 o meglio 20 anni: se vogliamo essere ancora più lungimiranti.
Mi scusi Signora Presidente, le risorse sono importanti e il dibattito di questi giorni è là a testimoniarlo, ma siamo perplessi sulle dichiarazioni di resa nei confronti di Venezia o di Roma.
Minacciare la restituzione delle deleghe di autonomia non ci sembra il modo più opportuno per contrattare con Venezia e Roma le risorse corrispondenti alle nostre necessità provinciali. In altre parole, dire a Venezia e a Roma “vi restituiamo le chiavi di casa” equivale a dire liberi tutti: questo territorio non è più nostro, ciascuno faccia un po’ come vuole. Una specie di “si salvi chi può”.
Possibile che il nostro orgoglio si fermi alle prime difficoltà ?
E allora… abbiamo un piano ? Su quali basi abbiamo impostato la contrattazione con Venezia e Roma ?
Ecco perché insisto sul piano strategico dal quale potrebbero scaturire economie e risparmi di gestione – che peraltro sarebbe opportuno quantificare – tali da trattenere più risorse a Belluno.
Proviamo di seguito ad argomentare ponendo domande anche perché non riteniamo di avere la verità in tasca, convinti, come detto sopra, di avviare una discussione; che, però, abbia tempi certi.
Perché non considerare una razionalizzare del servizio sanitario in Provincia di Belluno? Le due ALS non potrebbero, perlomeno, integrarsi sul piano organizzativo ?
Con le nuove prerogative di autonomia in capo alla Provincia di Belluno sono ancora attuali le condizioni per cui è stato costituito il consorzio BIM Piave ? e ad ogni buon conto anche qui sono evidenti spazi di ottimizzazione dei servizi per conto dei comuni.
Perché non avviare uno studio per la razionalizzazioni e ottimizzazione del servizio di trasporto pubblico locale ferro-gomma?
Perché non riorganizzare la formazione professionale sulla base della qualità certificata, del rapporto con le imprese, dell’innovazione di processo e di prodotto ?
Perché non procedere subito all’attuazione dell’art. 4 della legge 25/2014, per dare priorità alle imprese bellunesi in materia di appalti pubblici ?
Perché non introdurre misure di semplificazione burocratica tali da rendere più efficienti gli uffici comunali, concentrando le migliori competenze in Provincia ed erogando servizi più efficienti ai cittadini ? Servizi che potrebbero essere razionalizzati ed ottimizzati da parte della Provincia, che potrebbe diventare un “centro-servizi” dei Comuni bellunesi. Nel settore edile, soprattutto, ci sono inefficienze burocratiche che andrebbero sanate.
C’è la necessità di coordinare un’azione di lungo respiro in materia di banda larga ovvero le strade informatiche, utili tanto quanto quelle materiali, coordinando tutti questi interventi infrastrutturali attingendo alle risorse dei fondi comunitari relativi al programma Europa 2020, di Agenda digitale: sempre di derivazione comunitaria ma anche regionale e all’ultima legge di stabilità per tutte le imprese digitali.
In campo turistico, sono comprensibili le difficoltà di reperimento delle risorse, ma nel frattempo, perché non eliminare le inefficienze e gli sprechi derivanti dal non avere una regia unica in ambito provinciale e, ancora una volta, una strategia unica di intervento ?
Per completare il decalogo, vorremo fosse posta una particolare attenzione alle questioni territoriali riguardanti il mondo agricolo e forestale dal quale scaturisce un’integrazione con la piccola imprenditoria artigianale. Ambito in cui maggiori e più realistiche sono le prospettive riguardanti il futuro dell’imprenditoria giovanile.
Abbiamo fatto il conto dell’ammontare sulla riduzione di spesa degli interventi che ho elencato?
Abbiamo guardato anche in casa nostra e considerato fino in fondo le difficoltà nel mettere insieme i bellunesi e le loro aggregazioni territoriali perché la questione delle risorse non diventi un alibi ?
Per rendere più efficiente il sistema territoriale, i 67 Comuni bellunesi, nel quadro che Le ho rappresentato, sono disposti a perdere un po’ di sovranità a vantaggio della Provincia di Belluno ?
I cittadini, d’altro canto, dovrebbero poter conoscere gli sprechi causati dalle inefficiente da parte dei Comuni, magari facendo riferimento ai costi standard o ad altri meccanismi che Ella Presidente, vorrà adottare.
In buona sostanza, Signora Presidente, perché non parlare del nostro futuro con quello che già oggi noi potremo fare ?
Ben inteso che sulle risorse è giusto sostenere, con la schiena dritta, il contenzioso con la Regione e lo Stato per le necessità della Provincia, anche in ordine all’autonomia delegata, e far presente alla cosiddetta “pianura” che la cura della montagna per le risorse di cui dispone va a vantaggio di tutti.
Se dovesse essere necessario un presidio in Regione Veneto per esprimere anche fisicamente la necessità del nostro territorio, la Confartigianato di Belluno è pronta ad unire le forze.
Per quanto sopra, guardandoci in casa nostra, potrebbe essere determinante una proposta che questa Associazione, a più riprese lo scorso anno ha rappresentato: un’assise dei bellunesi per decidere sul loro futuro.
La parola corretta sarebbe gli “Stati generali”, ma non vorrei che si guardasse al passato. Anche se sarebbe facile argomentare che la crisi ha cambiato e di molto le cose. Un’assise che individui un percorso democratico che porti a scelte condivise e importanti per il futuro di noi bellunesi.
Grazie per l’attenzione .

Giacomo Deon – presidente Confartigianato Imprese Belluno
Belluno, 9 gennaio 2015
