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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Marche da bollo. Interrogazione urgente dell’onorevole De Menech: “Questa burocrazia è ostile ai cittadini”… ma se fosse la legge da cambiare?

Roger De Menech, deputato
Roger De Menech, deputato

“Voglio proprio sapere chi è il geniale burocrate che pretende 32 euro da ciascun volontario ogni volta che fa un intervento di soccorso e, di conseguenza, chiede il rimborso della giornata di lavoro persa. Di certo non ha mai fatto il volontario”.

Il parlamentare bellunese Roger De Menech interviene con irruenza nel giudicare la pretesa del Ministero del Lavoro di apporre due marche da bollo da 16 euro a ciascuna richiesta di rimborso fatta dai volontari del soccorso alpino. Informato già ieri della vicenda da Fabio Bristot, responsabile del Soccorso Alpino, De Menech ha immediatamente presentato un’interrogazione urgente ai ministeri del Lavoro e delle Finanze.

“E’ incredibile che qualcuno voglia spremere soldi dai volontari”, afferma sdegnato il rappresentante bellunese. “Se a farlo è addirittura lo Stato, aggredisce la dignità dei volontari e mina il principio di sussidiarietà. Questo increscioso episodio conferma l’urgenza non solo di riformare la pubblica amministrazione ma anche di quanto sia necessario e indispensabile il ricambio di personale all’interno della burocrazia italiana. L’attuale burocrazia è ostile ai cittadini e ai contribuenti, e interpreta il proprio ruolo non al servizio degli italiani ma come potere da usare contro i nostri concittadini”.

Nell’interrogazione, De Menech chiede ai ministeri cosa intendano fare per superare un’interpretazione giuridica, che avvilisce la dignità stessa dei soccorritori, considerato peraltro il ruolo fondamentale da essi svolto nella stagione estiva, sia sull’arco alpino che su quello appenninico, volto a garantire la presenza dello Stato in tali ambienti e a fornire quel supporto di sicurezza, prevenzione e soccorso alle migliaia di turisti, italiani e stranieri, che decidono di trascorre le proprie vacanze in tali luoghi.

“Comunque non finisce qui”, assicura De Menech, “la settimana prossima incontro governo. Stiamo facendo tutto quanto è possibile per risolvere questa vicenda a breve”.

Una situazione grottesca, insomma, perché se fosse vero che la pretesa di 32 euro di marche da bollo non è fondata su una norma di legge, si configurerebbe addirittura l’ipotesi di reato di concussione. Mentre se la normativa effettivamente prevede le marche da bollo, allora spetta al Parlamento modificare la legge. Certamente non con una interrogazione.

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