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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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La pace è trasparenza, concerto di voci, canto * intervento del Tib Teatro

teatro comunale notteLe guerre non piacciono a nessuno, soprattutto a chi, come Tib, è stato fatto oggetto di una guerra lunga sei anni, culminata nel 2011-2012, con il mancato pagamento da parte della Fondazione di corrispettivi relativi a due anni di lavoro svolto e con l’annullamento di tutte le convenzioni per i progetti culturali (Prosa, Comincio dai 3, Filo d’Arianna, Doc  Teatro d’Autore) realizzati dalla struttura per la città.

Nemmeno le tragedie ci piacciono, se non quelle classiche, realizzate e interpretate da ottimi artisti, come non se ne vedono da tempo al Teatro di Belluno, da quando cioè non si investe più sulla cultura.

Abbiamo confidato in un dialogo costruttivo con questa Amministrazione, abbiamo dialogato, abbiamo atteso, in silenzio.

Il Sindaco aveva promesso in campagna elettorale che bisognava “sanare il pregresso”, che i debiti dovevano essere onorati. È stata fatta una transazione. E pensare che c’è chi afferma, e non apertamente, che il Tib ha fatto trovare tanti debiti. Il Tib aveva solo lavorato, senza essere pagato per più anni, fornendo la direzione artistica, amministrativa, organizzativa e tecnica, uffici, mezzi e personale, per tutta l’attività della Fondazione a Belluno e a Feltre, attività cioè per la quale la Fondazione, non il Tib, percepiva gli incassi, per un totale di 16 stagioni di teatro, lirica, danza realizzate, oltre alla gestione operativa di ben 22 convenzioni che la Fondazione aveva in atto con le Associazioni del territorio. E questo negli anni in cui c’era qualcuno che millantava assenza di pluralismo da parte della Fondazione! Qualcuno che offendeva la parola lavoro definendolo rendita di posizione, gli stessi che oggi inneggiano alla pace.

Pace che tutti, noi per primi, ci auspichiamo, scaturita da regole, criteri, trasparenza amministrativa.

L’Assessore alla Cultura ha spesso usato termini quali “privilegio”, “monopolio”. Forse, non ha avuto tempo, dal maggio 2012 ad oggi, di esaminare tutta la documentazione relativa al lavoro che Tib svolgeva per la Fondazione, quando la Fondazione incarnava un progetto di sviluppo culturale per il territorio, e non il ruolo che oggi rivendica di fornitore di servizi tecnici, utilizzando il personale del Tib.

Abbiamo sempre pensato che, che nell’analisi attenta di tutti i soggetti del territorio, della loro specificità e diversità, nello studio della normativa, nella ricerca di finanziamenti, nelle scelte di merito e competenze, risieda l’atto dell’amministrare. A gennaio si era siglato un accordo alla presenza del Sindaco, con il benestare di tutti i partner della Residenza. Cosa è accaduto nel frattempo?

La pace che tutti desideriamo, la pacificazione che il Sindaco auspicava nei suoi programmi elettorali è certamente possibile, ma nel dialogo, quello nel quale noi del Tib abbiamo creduto nel corso di questi due anni. La pace è trasparenza, è voce, è canto, non il silenzio dilagante, non l’attuale desertificazione culturale, nella quale qualsiasi voce chieda chiarezza, regole, trasparenza è tacitata o ancor peggio tacciata di polemica, di essere la causa delle dimissioni di un Presidente che, seppur dimissionario, relaziona in una commissione comunale.

Dissentire è ancora permesso?

Tib Teatro

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