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mercoledì, Febbraio 28, 2024
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Il Tar del Lazio dice no al mais modificato geneticamente. Bonan: “Oltre ai problemi di sicurezza ambientale e alimentare e di dipendenza dalle multinazionali, nella sentenza prevale il principio di precauzione”

Valter Bonan
Valter Bonan

A fine aprile il Tar del Lazio ha bocciato il ricorso di un’agricoltore friulano presentato contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais biotech MON810 modificato geneticamente. L’agricoltura italiana resta dunque libera dagli  Ogm come chiedono quasi otto italiani su dieci (76 per cento ) che sono contrari all’utilizzo di organismi geneticamente modificati dell’agricoltura in Italia.

“Un risultato  – commenta Valter Bonan, assessore all’Agricoltura-Ambiente- Beni Comuni Comune di Feltre – ottenuto grazie alla grande mobilitazione ed alle iniziative di sensibilizzazione di comitati, delle associazioni di ambientalisti, agricoltori, consumatori e di quegli Enti Locali (tra i quali Feltre) che si sono mobilitati anche con delibere istituzionali nel definire i propri territori OGM free.

Gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura – prosegue Bonan –  non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma soprattutto perseguono scelte di “dipendenza” dalle multinazionali che generano contaminazioni ed impongono omologazione e quindi perdita di qualità, biodiversità, tipicità, i veri valori aggiunti, tra l’altro, dell’agricoltura di montagna.
La sentenza depositata dal Tar è importante anche perchè ribadisce l’invalicabile principio di precauzione: “Quando sussistono incertezze riguardo all’esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone – si legge nella sentenza – possono essere adottate misure protettive senza dover attendere che siano esaurientemente dimostrate la realtà e la gravità di tali rischi”.

Come dire che la salute dell’ambiente e delle persone vengono prima delle logiche speculative del mercato.
Ora il Governo italiano si deve impegnare nel prossimo semestre europeo – conclude Valter Bonan –  affinché l’Ue adotti una chiara regolamentazione sugli Ogm che rafforzi la procedura di valutazione dei rischi e ribadisca il diritto degli Stati membri di vietare la coltivazione di OGM per perseguire una reale autodeterminazione alimentare”.

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