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Feltre: Un ciclo di incontri sulla mostra”Il fascino dell’antico: dall’Accademia ercolanese a Gio Ponti passando per Antonio Canova”

 

Galleria Rizzarda Feltre
Galleria Rizzarda Feltre

La mostra “Il fascino dell’antico: dall’Accademia ercolanese a Gio Ponti passando per Antonio Canova” ospitata fino al 29 giugno prossimo nella Galleria d’arte moderna “Carlo Rizzarda” propone un accattivante percorso nell’ambito della fortuna che la riscoperta dell’antichità ebbe nell’arte, soprattutto decorativa, tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800.

Dalla divulgazione delle scoperte degli scavi archeologici di area vesuviana, compiuta dalla corte borbonica per il tramite dell’Accademia ercolanese con Le Antichità di Ercolano esposte, si passa all’illustrazione dell’azione divulgativa di imprese editoriali come il Voyage pittoresque di Jean Claude Richard di Saint-Non e di dettagliate e raffinate incisioni realizzate da questi in collaborazione con Jean Honoré Fragonard, esponente del rococò e
tra i maggiori artisti francesi del XVIII secolo, e l’importante vedutista Hubert Robert.

I dipinti romani rimossi dai siti di Ercolano, Pompei e Stabia, che un tempo abbellivano il Museo Reale di Portici e sono attualmente conservati per lo più nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma anche al Louvre, e quelli derivanti da sepolcri del suburbio, ispirarono alla fine del Settecento squisite serie di tempere di soggetto mitologico e sacro, scene di genere e nature morte. Analoghi motivi ispirarono le ceramiche della Real Fabbrica Ferdinandea, così come i servizi della manifattura Ginori di Sesto Fiorentino, fino a a riverberarsi con straordinario appeal nelle creazioni del grande architetto Gio Ponti per Richard-Ginori. Trassero ispirazione dalle pitture vascolari greche, per il tramite degli splendidi volumi illustrati delle Antiquités etrusques, grecques et Romaines di D’Hancarville, relative alla collezione di Sir William Hamilton, le ceramiche della Real Fabbrica e quelle delle manifatture Del Vecchio e Giustiniani.

Anche il maggiore scultore neoclassico italiano, Antonio Canova, trasse dalle pitture pompeiane lo spunto per disegni e tempere talvolta propedeutici a bassorilievi e sculture. Tutti questi elementi, assieme a oltre 600 zolfi, ovvero calchi in gesso di gemme di soggetto antiquario, costituiscono i contenuti della mostra. Per illustrare le molteplici tematiche l’Amministrazione comunale, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Fenice, propone in Galleria Rizzarda una serie di incontri strutturati come percorsi tematici tenuti da esperti.

Sabato 10 maggio alle 17.30 la storica dell’arte Eleonora Feltrin accompagnerà i visitatori alla scoperta de Gli influssi antiquari nella ceramica: dalla Real Fabbrica Ferdinandea alle creazioni di Gio Ponti per Richard Ginori. Sabato 31 maggio alle 17.30 sarà la volta dello storico dell’arte e ricercatore Gianluca Tormen, coideatore della grande mostra La fortuna dei primitivi. Tesori d’arte delle collezioni italiane tra Sette e Ottocento, che si terrà nella Galleria dell’Accademia di Firenze dal 24 giugno all’8 dicembre. Nella Galleria Rizzarda parlerà di Antonio Canova e le incisioni di
divulgazione. A spiegare le Incisioni e tempere tratte da pitture romane sabato 7 giugno, alle 17.30, sarà Davide Da Mutten che fa parte dello staff che, per conto della Cooperativa Sociale Fenice, si occupa delle visite guidate alla mostra. Infine il fascino della glittica e i significati reconditi di Calchi in gesso di pietre, cammei e paste vitree di soggetto antiquario saranno svelati sabato 21 giugno alle ore 17.30 dalla storica dell’arte, Annalaura Bond, nota soprattutto per i suoi studi su Francesco Terilli.

La partecipazione agli incontri, che consente la visita alla mostra e alle collezioni della Galleria “Carlo Rizzarda” prevede il pagamento del solo prezzo
del biglietto d’ingresso. Per informazioni e prenotazioni: Ufficio Musei (tel. 0439/885242, museo@comune.feltre.bl.it),
www.comune.feltre.bl.it.

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