Sopraffatti dall’elevato numero di residenti all’estero (22% per l’Agordino), i sette comuni promotori dei referendum del 10-11 febbraio scorso si sono trovati a fare i conti con una battaglia persa sul piano legale, ma non hanno mai pensato alla resa.
I tempi di propaganda brevi hanno messo a dura prova i giovani comitati che non possono sicuramente rimproverarsi nulla vista la capillarità delle informazioni date al cittadino per mezzo di stampa internet, serate informative e opuscoli portati casa per casa.
La corte di cassazione ha infatti confermato solo un mese e mezzo prima la data dei referendum con l’impossibilità di accorparli alle elezioni amministrative . (alla faccia della spending review)
Non vogliamo piangerci addosso perché, il numero dei bellunesi che ci hanno sostenuto è importante e a noi sta ora dargli un significato.
I due prossimi obiettivi sono i referendum di Taibon e Pieve di Cadore il 21-22 aprile.
Qui concentreremo le nostre forze per dare una rivincita ai quorum mancati e far capire che se ci viene dato il tempo di promuovere e spiegare il nostro progetto di salvaguardia del territorio basato sull’autonomia del Bellunese contestualizzata in una regione macro-alpina, la gente c’è e ci sostiene.
Dobbiamo smettere di lamentarci di ciò che non cambia se non siamo noi per primi a cambiare mentalità, ad aprire il cancello dell’orto e ad abbattere i campanili.
L’arma più forte a nostra disposizione è fare rete e unirci nel sostenere progetti mirati che facciano valere i nostri diritti.
Non basta più votare questo o quel politico nella speranza che faccia i nostri interessi, se sono nostri, sta a noi, per definizione prendercene cura .
Non ci illudiamo di stare ancora bene..
Se si guarda, non a domani ma a dopodomani, le prospettive non fanno certo dormire sonni tranquilli.
Il calo del 9.3 % di presenze turistiche nelle dolomiti venete nel corso del 2012 fa ben capire la gravità della situazione.
La quotidiana riduzione di servizi che vive tutto il bellunese è sotto gli occhi di tutti ed è pressoché inarrestabile.
Ora chiedo ai Perenzin, ai De Menech, ai Piccoli, ai Paniz, ai Reolon, ai Bond, ai Toscani che hanno sostenuto e promosso l’inutilità dei referendum, risolveranno loro i problemi della montagna? se così fosse li ringrazieremo tutti, ma la responsabilità che si prendono è importante e permettetemi di avere qualche dubbio vista la facilità con cui si regalano promesse e speranze in campagna elettorale ..
In ogni caso sappiano che la nostra azione non si conclude qui, ci sono 11.000 elettori che chiedono risposte concrete per poter continuare a vivere nella propria terra.
Questo è il senso che va dato ora ai referendum .
Ai comuni che hanno intrapreso la campagna referendaria prima di noi con esito positivo dico con fermezza che non è questo il momento di farsi belli i capelli, dobbiamo adesso lottare uniti per distinguere chi fa politica per il bene delle nostre comunità da chi racconta le menzogne e guadagnare così la libertà di decidere per ciascuno di noi il futuro migliore.
Daniel Sirena – Comitato Referendario Rocca Pietore
