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Costruire 2013, salone dell’edilizia dal 21 al 24 febbraio a Longarone fiere. La qualità di materiali, servizi e tecnologie per i nuovi grandi lavori

Si prepara un 2013 difficile per l’intero settore delle costruzioni: l’osservatorio congiunturale dell’Ance prospetta uno scenario secondo cui nei prossimi dodici mesi proseguirà la fase di caduta degli investimenti in costruzioni con una riduzione del 3,8% in termini reali rispetto al 2012. Si aggrava lo scenario economico, spiegano gli esperti, anche a causa dell’allungamento dei tempi necessari per l’avvio di alcuni provvedimenti contenuti nel Decreto Sviluppo e dei programmi infrastrutturali approvati a livello nazionale e locale.

longarone fiere costruireIn questo contesto dalla connotazione indubbiamente critica per il comparto, riparte dal 21 al 24 febbraio l’attività fieristica di Longarone Fiere Dolomiti: sarà “Costruire”, il Salone dell’edilizia e delle costruzioni che giunge quest’anno alla sua ottava edizione, ad aprire infatti il calendario delle manifestazioni espositive della provincia di Belluno. Una rassegna importante per il territorio regionale e del Nord Est più in generale, vetrina soprattutto del know how acquisito dalle imprese della montagna veneta: con 170 espositori diretti, che presenteranno in fiera oltre 240 marchi nazionali ed esteri di prodotti e servizi del comparto, “Costruire” si sta ritagliando uno spazio consolidato nel panorama fieristico nazionale del settore dell’edilizia e delle costruzioni.

La filiera delle costruzioni, al terzo posto per importanza nel quadro economico nazionale dopo l’industria e l’agricoltura, nel 2012 ha subito gli effetti di una flessione del 7,6% degli investimenti, un calo più sostenuto rispetto a quello dell’anno precedente (-5,3%). In difficoltà sono andati quindi tutti i comparti: da quello della produzione di nuove abitazioni, che alla fine di quest’anno avrà perso secondo le previsioni il 54,2%, all’edilizia non residenziale privata e alle opere pubbliche. Resiste solo il comparto della riqualificazione del patrimonio abitativo esistente, che aumenta del 12,6%.

Alcuni segnali positivi sono per la verità emersi alla fine dello scorso anno grazie ad interventi contenuti nella finanziaria 2013. La Legge di stabilità varata dal parlamento per quest’anno registra in realtà un aumento di risorse per nuove infrastrutture:+19,8% in termini reali rispetto al 2012. Secondo un recente studio dell’Ance, può trattarsi di un segnale importante, che interrompe la pesante caduta degli stanziamenti registrata nel quadriennio 2009-2012 (-44%), che ha portato gli stanziamenti al livello più basso degli ultimi 20 anni. L’incremento dei finanziamenti prevede 4.035 milioni di euro tra il 2013 e il 2016, di cui 1.627 milioni nel 2013; sono destinati per il 71% a grandi opere infrastrutturali (quali il Mose, la linea alta velocità Torino-Lione, il Brennero e la Pedemontana Piemontese), per il 15% agli interventi di manutenzione straordinaria di Anas e Ferrovie dello Stato e per il restante 14% a interventi di protezione civile e per la salvaguardia di Venezia. Rispetto alle previsioni iniziali, le norme della Legge di Stabilità determinano un allentamento del Patto dei comuni per l’anno 2013, pari a 600 milioni di euro, a cui si aggiunge un incentivo destinato al Patto regionale verticale, pari a 800 milioni di euro (una misura potenzialmente in grado di favorire lo sblocco dei pagamenti alle imprese, in particolare nel campo dei lavori pubblici).

La Pubblica Amministrazione in effetti deve alle imprese di costruzione qualcosa come 19 miliardi di euro: in media le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate dopo 8 mesi, e le punte di ritardo superano ampiamente i due anni. “Il patto di stabilità interno – spiega lo studio dell’Ance – continua a rappresentare la principale causa di ritardo nei pagamenti della Pubblica amministrazione”. La speranza, divenuta ormai impellente necessità per la sopravvivenza delle imprese stesse, è che i meccanismi tornino a funzionare in tempi accettabili.

 

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