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martedì, Ottobre 27, 2020
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Scuola: a parità di preparazione al Nord i voti sono più bassi che al Sud, lo dice la Fondazione Agnelli. Bond: “Bisogna intervenire con criteri omogenei”

Dario Bond

“Il Rapporto della Fondazione Agnelli conferma in maniera inequivocabile una cosa che diciamo da tempo: ci sono ancora troppe differenze di preparazione tra gli alunni del Nord, del Veneto in particolare, che sono i più bravi, e quelli delle altre regioni d’Italia. Peccato che al momento degli esami, da noi i cento e lode siano rari, mentre fioccano in altre parti dello Stivale. Per questo ritorno sulla necessità di fare ordine e imporre un criterio davvero meritocratico, altrimenti gli studenti usciti dalle scuole venete continueranno a essere discriminati. Il voto di maturità o di laurea, solo per fare un esempio, continua ad avere un ruolo fondamentale nei concorsi o nell’accesso alla facoltà a numero chiuso”.   Così il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale Dario Bond commenta i risultati dello studio della Fondazione Agnelli elaborati anche sulla base dei test Invalsi somministrati nelle scuole dell’obbligo e pubblicati sul Gazzettino. “Si dice che tra gli studenti veneti e gli altri ci siano anche dieci punti di divario. E’ un abisso che non si riscontra nei voti all’uscita del ciclo di studi, anzi qui le proporzioni si ribaltano in modo del tutto paradossale”, rimarca Bond, che fa così seguito alla questione sollevata nell’estate del 2011 dall’assessore alla formazione della provincia di Vicenza Morena Martini, la quale aveva evidenziato la differenza nel numero di “centini” tra le diverse realtà d’Italia. Battaglia che il Pdl veneto aveva sostenuto fin dall’inizio. “Non era e non è un problema folkloristico, ma una questione reale”, prosegue Bond. “Parliamo tanto di meritocrazia ma poi chiudiamo gli occhi di fronte a un divario di questo tipo. Lo dico nell’interesse di tutti gli studenti italiani, dei veneti – perchè non possono essere discriminati – e degli altri che hanno diritto a una preparazione migliore e a voti commisurati alle loro reali capacità”.   Bond rivela di aver sollevato la questione davanti all’ex ministro Maria Stella Gelmini ma di non aver mai ottenuto risposta: “Ma non demordo”, dice Bond, che chiede al governatore Luca Zaia e alla sua giunta di farsi promotori di questa istanza presso il nuovo governo, in particolare presso il nuovo ministro all’educazione: “Francesco Profumo proviene dal mondo dell’Università e penso abbia toccato con mano questa problematica. Dobbiamo imporre una logica di maggiore efficienza, merito ed equità in tutto il Paese altrimenti continueremo a viaggiare a più velocità. Ripeto, fare questo ragionamento, soprattutto in una fase di difficoltà e di responsabilità come quella attuale, è nell’interesse di tutti”.

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