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Manovra Monti: gli evasori ringraziano. Oggi alle 17,30 la manifestazione della Cgil davanti alla Prefettura. Renato Bressan: “Non c’è una patrimoniale sulle grandi ricchezze né l’aumento Irpef sui redditi alti”

Renato Bressan

Il Governo Monti ha presentato la sua prima manovra correttiva. Lo ha fatto con un Decreto Legge e quindi, salvo modifiche in sede di conversione, è immediatamente efficace. La manovra avrebbe lo scopo di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e tranquillizzare i partner europei rispetto alla tenuta dell’euro. La manovra, la terza per gli italiani quest’anno, è di circa 30 miliardi tra nuove entrate e tagli alla spesa, ma la correzione del bilancio statale risulta essere di 20 miliardi strutturali in quanto 10 miliardi sono destinati agli impieghi. Sul fronte dei tagli alla spesa siamo di fronte ad un vero e proprio scempio. Si allunga l’età pensionabile a 66 anni per gli uomini e 62 per le donne, si tolgono quote e finestre si elevano i requisiti per le pensioni dia anzianità di altri 8 mesi dopo che la Lega e il PDL le avevano già alzate di 1 anno e 3 mesi oltre i 40 anni e si elimina la perequazione delle pensioni (l’aumento rispetto l’inflazione) sopra 2 volte la minima cioè sopra a poco più di 930 euro lordi. È inverosimile perché come tutti confermano il fondo pensione dei lavoratori dipendenti è abbondantemente in attivo, mentre altri sono i fondi in passivo. Pertanto non si fa una riforma, si fa solo cassa. Si preleva laddove ci sono per darli ad altri. Nelle entrate si prevedono ulteriori innalzamenti dell’addizionale regionale per compensare le perdite derivanti dai tagli ai trasferimenti agli enti locali e dall’alleggerimento dell’Irap a carico delle imprese oltre all’introduzione delle nuove imposte sulle abitazioni. Si colpiscono i consumi stabilendo l’aumento dell’iva sia per l’aliquota ordinaria che quella intermedia se entro Giugno del 2012 non si realizzano i risparmi su assistenza e invalidità. Il grosso della manovra è tutta qui. Non c’è una patrimoniale sulle grandi ricchezze nè l’aumento Irpef sui redditi alti e poco o nulla contro l’evasione tanto è vero che non sono previste entrate. Ci avevano detto che avrebbero fatto una manovra rigorosa ed equa. Vera la prima falsa la seconda. Per la Cgil provvedimenti del genere non possono andare e li contrasteremo, sia che siano del Governo Bossi e Berlusconi, sia che siano di un Governo tecnico sostenuto trasversalmente. Certo Confindustria plaude e Berlusconi può dirsi soddisfatto per la continuità politica dei provvedimenti. Ma in un territorio come il nostro le difficoltà aumenteranno. Si abbasseranno ulteriormente i consumi e gli enti locali, già in sofferenza, dovranno chiedere ulteriori sacrifici. I margini di intervento dei Comuni saranno ancora più esigui per le situazioni difficili e gli industriali troveranno maggiori resistenze nelle procedure di mobilità. Questo è un altro buon motivo per il quale spiegheremo oggi al Ministero a Roma, dove si tratta la vertenza di Idealstandard, che non si può né ridimensionare, né tantomeno pensare di chiudere, realtà aziendali di quella importanza. Le ricadute sarebbero pesantissime. Per questo serve uno sforzo unitario e congiunto con le categorie economiche, che abbiamo già sollecitato da giorni, perché la fila delle aziende in difficoltà, anche grave, si sta allungando paurosamente. Sarà bene che assieme lo spieghiamo in Regione, visto il commissariamento della Provincia, e con ogni probabilità la sua quasi totale inibizione dovuta alla manovra. Non ci sono grandi alternative. O si stanziano fondi e risorse per il mantenimento del manifatturiero a Belluno oppure il piano della crisi si inclinerà ancor più. Il Segretario Generale Cdlt Bl Renato Bressan CONFEDERAZIONE GENERALE ITALIANA DEL LAVORO IL LAVORO UNISCE L’ITALIA BELLUNO

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