
Presso l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale San Martino di Belluno, sono stati impiantati i primi pacemaker automatici e digitali totalmente compatibili con l’esame di Risonanza Magnetica.
Questo stimolatore cardiaco rappresenta l’apice tecnologico del pacemaker, il dispositivo medico più conosciuto ed utilizzato nel mondo, con oltre 50 anni di benefici per i pazienti.
Il sistema è costituito da un pacemaker con relativi elettrocateteri progettati e realizzati con materiale e tecniche che hanno ridotto i componenti ferromagnetici e aumentato le schermature del sistema, in modo da ridurre le problematiche generate dai campi elettromagnetici presenti durante la Risonanza.
Si tratta di un pacemaker bicamerale digitale completamente automatico che permette al paziente di sottoporsi a Risonanza magnetica completa (total body). Oltre alla compatibilità con la Risonanza Magnetica esso è dotato delle funzioni più evolute per una stimolazione cardiaca ottimale, tra queste l’esclusiva modalità di stimolazione “MVP”, che permette di stimolare il cuore solo quando realmente necessario, riducendo ed evitando episodi di scompenso cardiaco, e aumentando la capacità di monitorare, prevenire e trattare le aritmie atriali.
Infine a questi benefici si aggiunge la possibilità di controllo a distanza del paziente attraverso il “Carelink Network”, un sistema di telecontrollo remoto domiciliare del paziente portatore di dispositivo cardiaco.
“L’impianto nel paziente, affetto da blocco atrioventricolare e bradicardia sinusale, è riuscito con facilità” – commenta il dott. De Biasi, che ha eseguito gli impianti – “L’intervento è in tutto e per tutto uguale a quello con i pacemaker standard, la durata è la stessa, di trenta minuti circa, e non ci sono rischi aggiuntivi.“
“Si tratta di un nuovo importante passo avanti per il miglioramento della qualità di vita dei pazienti cardiopatici, che d’ora in poi non solo potranno sottoporsi a Risonanza Magnetica in tutta sicurezza, ma potranno farlo senza rinunciare ai vantaggi della cardiostimolazione ottenuti fino ad oggi. Questo sistema rappresenta la massima evoluzione tecnologica e dovrebbe presto diventare il nuovo standard di riferimento per gli impianti di pacemaker.”– ha sottolineato il Direttore dell’Unità Operativa dott. Catania.
″Il 40% dei pazienti indicati all’impianto di un pacemaker potrebbe beneficiare di questa stimolazione fisiologica e delle terapie che il dispositivo è in grado di fornire.” – conclude il dott. De Biasi.
La risonanza magnetica è un esame di diagnostica per immagini fondamentale nel sospetto di molte patologie e consente al medico di studiare la maggior parte degli organi interni, i vasi sanguigni, i muscoli, le articolazioni, e trova applicazione anche in campo neurologico. La metodica, oltre al notevole contenuto informativo, non usa Raggi X e quindi risulta anche meno nociva di altre metodiche , come la TAC.
In Europa i pazienti portatori di pacemaker sono circa due milioni e si calcola che oltre la metà di essi avrebbe avuto la necessità di effettuare una Risonanza magnetica che gli è stata negata in quanto i portatori di pacemaker. Grazie a questa nuova generazione di dispositivi cardiaci impiantabili questo limite viene superato.
