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domenica, Ottobre 25, 2020
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Centrale Camolino-Busche: l’arroganza del potere economico contro la democrazia dei beni comuni

Enel ed En&En gettano la maschera dell’iniziale bon ton e passano alle maniere spicce.
Sono già lontani i tempi in cui i rappresentanti di queste società dicevano che senza il consenso degli Enti Locali e delle popolazioni interessate la loro mega centrale non si sarebbe fatta; poi hanno dovuto fare i conti con partecipatissime assemblee di cittadini che volevano capire per decidere, fino a sbattere il naso con la scelta corretta e trasparente di un’amministrazione comunale (San Gregorio) che su questo tema ha indetto un referendum tra la propria popolazione dall’esito chiarissimo (96% contrari alla centrale, 4% favorevoli tra i votanti): passaggio democratico che ha dimostrato che questi territori e con essi la dignità delle nostre comunità non sono in vendita per trenta denari. Ecco che allora questi  “benefattori” decidono comunque di anteporre i propri interessi al parere dei cittadini e il primo agosto all’insaputa di tutti attivano le procedure per ottenere comunque le autorizzazioni, l’11 ottobre pubblicano a pagina 15 della cronaca nazionale di due quotidiani il dovuto avviso del progetto e indicono in fretta e furia (Lunedì 24 ottobre) la presentazione pubblica dello stesso, prevista per legge, non in un comune coinvolto, non in un orario accessibile ai più ma bensì a Belluno alle tre (!) del pomeriggio, come dire: si usano  piccoli mezzi per grandi progetti e rilevanti interessi.
Anche per denunciare questo noi ci saremo, non solo lunedì. Sarà dura.
Comitato Acqua Bene Comune

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