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Lunedì il prof. Antonio Nicaso parlerà di ‘ndrangheta al Centro Papa Luciani di Santa Giustina

Il prof. Antonio Nicaso, giornalista e scrittore, tra i massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale sarà lunedì sera alle 20.30 al Centro Papa Luciani di Santa Giustina per tenere una conferenza-dibattito dal titolo “La ‘ndrangheta abita anche al nord”, martedì mattina a Belluno
incontrerà gli studenti per parlare sul tema “Che cos’è la mafia?”

CHI E’

Antonio Nicaso, nasce a Caulonia, in provincia di Reggio Calabria. Giornalista e scrittore; tra i massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale. Vive e lavora in Nord America, dove tiene master di storia della questione meridionale e storia delle organizzazioni criminali. È autore di 18 libri sulla criminalità mafiosa, tra cui alcuni successi internazionali, tradotti in diverse lingue. Nel 1995 pubblica Global mafia, un libro che per la prima volta introduce e spiega il concetto di partenariato criminale. A settembre 2010 pubblica “La mafia spiegata ai ragazzi”
(Ed. Mondadori), a testimonianza di uno storico impegno nella diffusione della cultura della legalità e dell’antimafia fra i giovani.

Con Nicola Gratteri scrive Fratelli di sangue e La malapianta, diventati grandi successi editoriali. La giustizia è una cosa seria è la loro più recente pubblicazione
(Ed. Mondadori/marzo ’11).

 

 

IL LIBRO “LA MALAPIANTA”

 

“High tech e lupara”. Potrebbe
essere il titolo di un’improbabile parodia cinematografica. Invece è
la sconcertante ma fedele fotografia che Nicola Gratteri ci dà della
‘ndrangheta.

In una veloce e appassionante
conversazione con Antonio Nicaso, che sullo stesso argomento ha
firmato con lui Fratelli di sangue, Gratteri ritorna ad approfondire
un fenomeno criminale di portata internazionale che, dopo lunghi e
colpevoli ritardi, inizia finalmente a essere percepito nella sua
vera dimensione. «Una holding del crimine che vive protetta, quasi
rinserrata nei legami di sangue, ma che è riuscita anche a cogliere
in anticipo su governi e grandi corporation multinazionali il trend
della globalizzazione. » Parole che segnano la fine di ogni ingenua
visione della ‘ndrangheta come «versione stracciona e casereccia
della mafia siciliana». A rivelare la forza dell’organizzazione
criminale calabrese bastano poche cifre: il suo fatturato annuo è di
44 miliardi di euro, il 2,9% del Prodotto interno lordo. Il «core
business» è rappresentato dal traffico di droga (la ‘ndrangheta
controlla quasi tutta la cocaina che circola in Europa): un ricavo di
27.240 milioni di euro all’anno, il 55% in più rispetto al ricavo
annuo della Finmeccanica, il gigante dell’industria italiana. A
questa spettacolare espansione fa da contraltare il degrado sociale e
ambientale della Calabria, prigioniera di una criminalità che la
opprime, ne sfrutta famelicamente ogni risorsa e poi l’abbandona
impietosamente al suo destino.

La crescita e la fortuna di questa
malapianta viene raccontata attraverso temi ed eventi cruciali: dalle
lontane origini alla stagione dei sequestri di persona,
all’espansione sul territorio italiano e all’estero; dalle collusioni
con la politica alla conquista della leadership nel traffico di
droga, alle inquietanti vicende dei rifiuti tossici; dal delitto
Fortugno alla strage di Duisburg; dalle infiltrazioni negli appalti
degli anni Sessanta a quelli per l’Expo 2015. Un’organizzazione
criminale che mantiene il suo centro operativo in Calabria, ma che è
di casa a Milano come come a Medellín, negli Stati Uniti come in
Australia. E che sa mimetizzarsi nell’insospettabile mondo dei
«colletti bianchi», tra gli affermati professionisti dei settori
produttivi più dinamici.

Gratteri riesce nonostante tutto a
trovare parole, al tempo stesso caute e appassionate, di speranza, di
fiducia nella migliore Calabria, evocata anche attraverso
reminiscenze familiari, quella della gente onesta, sobria e
laboriosa. Però, ci ricorda, occorre mano ferma e determinata:
certezza della pena e una legislazione adeguata, non più
condizionata dall’emotività del momento ma calibrata su una lotta di
lungo periodo. Perché nessuno può sentirsi estraneo a questa
battaglia culturale e civile. La ‘ndrangheta è un’ombra che cammina
accanto a noi, non solo tra le strade della Calabria: una minaccia
per la legalità in tutto il paese.

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