In questi giorni si sta’ giocando una partita che per il mondo dell’occhialeria potrebbe significare il rilancio di un gruppo storico come Safilo oppure la messa a rischio del tessuto produttivo bellunese, e non solo, anche friulano e padovano.
La licenza Armani, che permette da circa dieci anni di produrre nell’azienda di origini cadorine gli occhiali alati, scade nel 2012 ma è da tempo in fase di rinnovo.
Si stanno in queste ore spargendo news sul web, dopo l’articolo di Repubblica di ieri, che “re Giorgio” come viene chiamato Armani, stia pensando di ritornare tra le braccia del Cavalier Del Vecchio.
Ma al sindacato, che segue queste aziende, cominciano a tremare i polsi per le ricadute sociali che un eventuale divorzio produrrebbe.
Per Paolo Da Lan, segretario provinciale dei tessili Uil, “saremmo di fronte a pesanti ripercussioni sul tessuto occupazionale dei territori veneti e friulani dove Safilo è insediata, indotto compreso”. Mentre negli stabilimenti si lavora alacremente anche al sabato, le notizie che arrivano dal web e dalla stampa nazionale stanno creando non poca preoccupazione tra le famiglie.
“Dopo i sacrifici fatti nei mesi passati – conclude Da Lan – avremmo necessità di lavorare con tranquillità. Saremo quindi vigili e non mancheremo di far sentire la nostra voce a tutti i livelli se dovesse rendersi concreto lo scenario che si sta profilando”.
