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Antonio Caprarica a Belluno. Il 25 agosto alle 18 all’Auditorium comunale presenterà il suo ultimo libro: “C’era una volta in Italia”

“C’era una volta in Italia” è il titolo del libro che Antonio Caprarica, capo dell’ufficio di Corrispondenza della Rai a Londra, presenterà giovedì 25 agosto alle 18 presso l’Auditorium comunale in piazza Duomo, nel corso di un incontro organizzato dal Comune di Belluno e dal Centro Papa Luciani. L’autore non mancherà naturalmente di parlare di temi legati all’attualità come i recenti disordini avvenuti in Inghilterra.

Il libro
Il viaggio di Caprarica si svolge a ritroso nel tempo e nei luoghi in un cui è iniziata la Storia d’Italia. 18 febbraio 1861: Torino è invasa da una folla inusuale accorsa ad assistere al battesimo del Regno d’Italia Ad applaudire Vittorio Emanuele II una folla di deputati e senatori, tra i quali Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi, Massimo d’Azeglio e Garibaldi in camicia rossa. In mezzo a loro il nostro inviato speciale Antonio Caprarica. Come nasce l’Italia? Qual è il suo vero volto? A Napoli la corte borbonica ribolle di complotti, garibaldini fasulli si mettono in fila per ricevere la pensione dei combattenti e nei bassi i diseredati continuano la loro misera vita. In Calabria, la nuova amministrazione si presenta con un’idea ben strana: per assicurare l’igiene e la salute pubblica, si mettano al bando i maiali! Nel Sud del Paese inizia la guerra civile tra i “briganti” e l’esercito dei “galantuomini”, che si rivelano efferati torturatori, mentre altrove patrioti ignari di questa brutale realtà continuano a morire per riunire tutta la nazione e conquistare Roma, dove Pio IX mette a morte i “liberali” e ordina incursioni della polizia morale nelle alcove sospette di immoralità. Caprarica incontra nobildonne che passano dai salotti agli ospedali da campo; uomini “di penna e d’azione” che lasciano gli studi per combattere; madri che incoraggiano i figli a non abbandonare la lotta e ragazze che si uniscono ai garibaldini. Il cronista raccoglie le loro vicende e le registra con fedeltà e vivacità, per comporre un quadro completo e veritiero dell’Italia che si affaccia alla Storia.

Dopo i fortunati volumi dedicati ai francesi e agli inglesi, è arrivato il nostro turno: sotto la lente dell’acuto e brillante Antonio Caprarica ci siamo noi italiani. Con calibrata ironia, il giornalista prova a raccontare e a descrivere i suoi connazionali il più spassionatamente possibile, evitando la trappola del moralismo come pure il diffuso esercizio dell’autodenigrazione. Ne scaturisce un vivace «reportage di costume» ricco di notizie, aneddoti, vicende annose e attuali ripercorse senza compiacimenti e senza censure: una storia non proprio edificante, ma divertente e aperta a un lieto fine.

Chi è

Antonio Caprarica (Lecce, 1951) è giornalista e scrittore. Dopo la laurea in Filosofia con Lucio Colletti, ha iniziato la carriera giornalistica all’Unità ed è stato in seguito condirettore di Paese Sera. Tra il 1988 e il 1993 è stato corrispondente del Tg1 dal Medio Oriente. Dal 1993 al 2006 è stato a capo dell’ufficio di Corrispondenza della Rai prima a Mosca, poi a Londra e infine a Parigi. Dopo tre anni a Roma come direttore di Radio Uno e dei Giornali Radio Rai, è tornato a lavorare nella sua amata Londra. Con Sperling & Kupfer ha pubblicato Dio ci salvi dagli inglesi… o no!? (2006), che ha ottenuto il Premio Gaeta per la letteratura di viaggio, Com’è dolce Parigi… o no!? (2007), Gli italiani la sanno lunga… o no!? (2008), Papaveri & papere (2009) e il romanzo, scritto con Giorgio Rossi, La ragazza dei passi perduti (1986 e 2006). Vincitore di numerosi premi di giornalismo tra i più prestigiosi (Ischia, Fregene, Val di Sole), collabora con vari quotidiani e periodici.

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